LA SENTENZA

Maxi bolletta Enel da 4 mila euro. Giudice la annulla: «illegittimo conguaglio dopo 5 anni»

Utente si era rivolto ad Adiconsum

Redazione PdN

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Maxi bolletta Enel da 4 mila euro. Giudice la annulla: «illegittimo conguaglio dopo 5 anni»

TERAMO. Una maxi bolletta dell’Enel da oltre 4 mila euro ha fatto balzare sulla sedia un utente di Teramo.

Oggetto della fattura: conguaglio dei consumi effettuati negli ultimi 5 anni. Il cittadino si è rivolto all’Adiconsum e l’avvocato Lorena Di Giambattista non solo ha contestato la fattura ma ha citato in giudizio la società fornitrice di energia elettrica per violazione dell’obbligo di effettuare la lettura per il conguaglio dei consumi almeno 1 volta l’anno (art. 3, c. 3.1, lett. a, Delibera dell’Autorità Garante per l’Energia Elettrica n. 200 del 28.12.1999).

E’ stata contesta anche la violazione dell’obbligo di consentire al cliente di prendere visione dei consumi riportati sul contatore al momento della sostituzione e dell’obbligo di acquisirne la sottoscrizione.

Il Giudice di Pace di Teramo, Bondi Ciutti, ha dichiarato «inadempiente e illegittima» la condotta tenuta dalla società di somministrazione di energia elettrica nei confronti del cliente, ricordando che deve «sottostare a precise regole di trasparenza e correttezza, al fine di consentire all’utente il controllo dell’esecuzione del contratto e di rendersi conto delle modalità e della tempistica dello stesso».

Inoltre, per il Giudice di Pace, «integra un’ulteriore condotta arbitraria e lesiva delle garanzie a tutela del consumatore la circostanza che il cliente possa essere reso edotto del calcolo dei conguagli dopo ben cinque anni. Periodo in cui ha pagato regolarmente quanto indicato in bolletta senza poter valutare l’incidenza dell’eventuale conguaglio, che certamente non può essere richiesto dopo un simile lasso di tempo».

Sulla base di tali argomentazioni il Giudice di Pace ha accolto la domanda di annullamento della fattura di 4.168,08 euro.

«La tenacia dell’utente nella difesa dei propri diritti», spiega l’avvocato Di Giambattista, «gli ha consentito di resistere non solo ai quotidiani e minacciosi solleciti telefonici di pagamento, ma anche alla chiusura totale della fornitura, illegittimamente effettuata dalla società Enel Energia in pendenza del termine per il deposito della sentenza da parte del Giudice di Pace».