L'ASSE RADDOPPIA

Asse Roma – Cina per il nuovo stadio di Pescara. Politica tra imprenditori privati e cemento

Nuovi progetti faraonici internazionali con al centro lo “sport”

Redazione PdN

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Asse Roma – Cina per il nuovo stadio di Pescara. Politica tra imprenditori privati e cemento




PESCARA. Il futuro del nuovo stadio di Pescara si è giocato ieri su due campi decisamente lontani tra di loro.

Il primo? In Cina dove è volato il sindaco Marco Alessandrini per firmare un’intesa tra la città pescarese e la Municipalità di Fuzhou situata nella popolosa provincia del Fujian della Repubblica Popolare Cinese. Lo scopo dell’intesa è quello di favorire la cooperazione, approfondire l'amicizia tra le due città e per promuovere i contatti già avviati dalla Camera di Commercio di Pescara e dalla Proger, attraverso il progetto Football City di Proger e Pescara Calcio di cui si è fatto portatore l’amministratore delegato di Proger Umberto Sgambati.

L’altra partita, nelle stesse ore, si è giocata a Roma dove si è tenuta una riunione del tavolo tecnico convocato al ministero dei Beni Culturali per discutere sulle prospettive del nuovo stadio e più in generale della riqualificazione e rilancio dell'intero comparto sportivo nell'area Sud della città.

Il match è di quelli importanti e dimostra che il calcio sembra avere estremo bisogno sia della politica che del cemento per sostenersi.
La politica in questo caso gioca un ruolo da intermediario e da “sponsor”, offrendo come garanzia il buon nome del paese, dell’amministrazione e della società che rappresentano; il cemento è lo strumento per migliorare i servizi, magari abbellire le città ma sempre con un occhio ben aperto sugli utili.
Si tratta infatti di accordi tra imprese e privati non di opere pubbliche nè di accordi tra Stati.
La politica aiuta come può, con il sindaco di Pescara pronto a stringere le mani dall’altra parte del mondo per sugellare patti economici, proporre sogni e presentare il progetto Football City di Proger e Pescara Calcio.

Alessandrini l’ ha definita «un’opportunità unica per la città e il territorio».

«La moderna via della seta per noi oggi», ha spiegato il primo cittadino, «è costituita dalla crescente passione della Cina per il calcio: il governo cinese ha di recente annunciato un piano strategico trentennale che - fra le varie tappe di breve, medio e lungo periodo (entro il 2050 vorrebbe vincere i mondiali) - include il proposito di avere entro il 2030 un campo di calcio ogni 10.000 abitanti. Considerando la popolazione cinese (oggi 1.3 miliardi di persone), ciò rappresenta un'opportunità anche per il nostro sistema produttivo. Lo schema è quello della Football City: costruire cioè in diverse città un nuovo stadio, moderno e funzionale, intorno al quale realizzare tanto una Football Accademy quanto spazi commerciali di elevata qualità, con musei, ristoranti e spazi polifunzionali. In questo solco bene si sono inseriti Proger Spa, Camera di Commercio di Pescara e Pescara calcio con l'ambizioso progetto, supportato dal livello Istituzionale, di entrare nel mercato cinese, partendo dal calcio per arrivare alla cultura, alla moda, all'enogastronomia, al design: insomma a tutto ciò che fa made in Italy, o meglio made in Abruzzo».


INTANTO A ROMA…

Intanto nelle stesse ore a Roma l'amministrazione comunale, rappresentata dagli assessori allo sport Giuliano Diodati e allo Sviluppo del territorio Stefano Civitarese Matteucci e dai due direttori rispettivamente dell'area amministrativa e tecnica Dezio e Vespasiano, ha illustrato la strategia territoriale delineata nel documento 'Pescara, città della conoscenza e del benessere. Indirizzi strategici per il governo del territorio' approvato dal consiglio comunale con delibera n. 26 del 20.02.2017.

Tra i punti anche le modifiche allo stadio Cornacchia.

Gli assessori hanno illustrato il progetto di realizzare un «impianto adatto a ospitare il solo calcio professionistico secondo gli esigenti criteri Fifa in vigore dal 2021 - anche secondo il ministero assai difficilmente compatibile con la conservazione dei valori protetti dalla natura di bene culturale impressa sullo Stadio - al più ampio scenario strategico prospettato, che nel Masterplan allo studio da parte dell'Amministrazione comunale si estende a tutta la porzione di città che giunge a lambire il confine sud».

«Tutti gli attori in campo, intervenuti alla riunione, tra cui la Pescara Calcio, hanno convenuto che entro questo più ampio e articolato scenario - prosegue la nota - potranno trovare posto tanto l'obiettivo di una gestione degli impianti sportivi pubblici che sia volta a dare risposta alle esigenze sociali legale all'attività sportiva tenendo conto degli equilibri finanziari del Comune, quanto l'obiettivo di dotare la città di uno stadio dedicato al calcio professionistico da localizzare in un'altra area».

Il tavolo ha deciso di riconvocarsi a metà luglio per approfondire, anche in termini operativi, i possibili percorsi procedurali e operativi. Lunedì prossimo, al rientro del sindaco Marco Alessandrini dalla Cina, il comune annuncia una conferenza stampa per illustrare le ipotesi contenute «nel redigendo Masterplan del polo culturale-sportivo di Pescara Sud».