IL CASO

D’Alfonso sospende la delibera di giunta sui cinghiali: impallinato Pepe

Poche righe che creano l’ennesimo caso amministrativo e politico dentro il Pd

Redazione PdN

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D’Alfonso sospende la delibera di giunta sui cinghiali: impallinato Pepe

 

 

ABRUZZO. Il gran pasticcio del piano anti cinghiali si arricchisce di una nuova puntata.

Solo pochi giorni fa l’assesore Dino Pepe aveva presentato l’iniziativa che doveva risolvere una delle piaghe principali per gli agricoltori: i cinghiali.

La distruzione dei raccolti è all’ordine del giorno e dietro l’angolo ci sono anche pericoli per la vita umana con incidenti stradali -provocati da branchi-  sempre più frequenti.

Nel frattempo si sono registrate proteste, incontri, assemblee e qualche polemica.

In questo scenario si inseriscono anche i cacciatori che sono sul piede di guerra.

Proprio in una di queste riunioni il consigliere regionale Pd Mariani aveva contestato duramente l’assessore all’agricoltura Pepe per i provvedimenti emessi che limitavano l’azione dei cacciatori.  Mariani, invece, schierandosi dalla loro parte, aveva detto di considerare i cacciatori una categoria molto utile a mantenere gli equilibri in natura, probabilmente riferendosi proprio al fenomeno dei cinghiali.

Dopo le dichiarazioni apriti cielo: una parte del Pd teramano si è schierato con l’assessore Pd Pepe e contro il consigliere Pd Mariani. In verità si tratta del nuovo nucleo denominato "Per il Pd", corrente interna al Pd teramano che comprende lo stesso Pepe, Montielli, Manola di Pasquale mentre la direzione provinciale si è schierata contro Pepe. 

Sta di fatto che qualcosa deve essere successo e così il presidente Luciano D’Alfonso ha inviato una lettera, un ordine di servizio, che impone agli uffici regionali la sospensione della delibera di giunta  224 relativa proprio al piano controllo dei cinghiali proposto dall’assessore Pepe.

 

Nella lettera D’Alfonso invita la struttura diretta dall’assessore a sospendere il piano così come approvato perchè alcuni incontri lo hanno edotto su possibili modifiche da apportare.

 

Il metodo è oltremodo inusuale perchè di fatto l’intenzione è quella di annullare o sospendere con una lettera una delibera di giunta che si può annullare solo con una nuova delibera.

Palpabile la tensione ed il disorientamento negli uffici regionali che ora non sanno cosa fare ma devono attenersi agli ordini.

L’altro aspetto non secondario è la palese sfiducia -o se vogliamo commissariamento- dell’assessore Pepe perchè di fatto la sospensione della delibera comporta una buona quota di sfiducia che sa molto di rettifica.

Insomma non proprio una cosa positiva anche perchè ora quella parte del Pd teramano che ha difeso Pepe dovrà provare a mettersi contro il presidentissimo D’Alfonso pur di difendere il proprio assessore.

E dalle diatribe interne al partito di maggioranza si finisce ancora una volta per coinvolgere la pubblica amministrazione.

 

 

Sul caso interviene Mauro Febbo, già ex assessore all’agricoltura, consigliere regionale di Fi e spiega così l’accaduto: «Il disastro nell'assessorato e direzione Agricoltura Caccia e Pesca è certificato dall'ennesimo Commissariamento da parte di D'Alfonso del suo assessore Pepe succube e "vittima"del capo dipartimento Di Paolo. Uno scontro amministrativo che si è tramutato in politico con l'attacco del capogruppo Mariani. Quello che è grave che il Presidente dispone la sospensione di un atto di Giunta con una semplice lettera e chiede di applicare piani  invece scaduti (magari l'assessore almeno questo doveva sapere). Ciò che preoccupa è che su un problema così serio, come purtroppo i ritardi sui fondi PSR per non parlare della chiusura dei centri di Ricerca e Ara, non si intravede alcuna soluzione e tutto il sistema agricolo è pericolosamente abbandonato. Credo ci sia necessità di una svolta, sempre che il Preside ne abbia la forza»