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Fondi sviluppo rurale: sito in tilt, associazioni chiedono proroga dei tempi

Febbo: «Intervenire immediatamente con slittamento dei tempi»

Redazione PdN

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ABRUZZO. Il rischio di disimpegno finanziario della regione Abruzzo nell’utilizzo dei fondi legati al Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 oggi è concreto e realisticamente prevedibile.

L’allarme lo lancia la Copagri Abruzzo secondo cui la responsabilità non sarebbe per nulla imputabile alla poca capacità imprenditoriale delle aziende agricole od alla mancanza d’inventiva degli Enti Locali ma «alla caparbia insistenza della Dirigenza del settore che ostinatamente si è sinora opposto ad una ragionevole e motivata richiesta avanzata da tutte le Organizzazioni Professionali Agricole, dagli Ordini Professionali, dall’ANCI Abruzzo a prorogare le scadenze delle misure correnti legate agli investimenti in agricoltura ed alla valorizzazione dei borghi rurali».

Le richieste sono state motivate e documentate dal cattivo e persistente funzionamento del portale SIAN dell’Agea oltre alla difficoltà operativa nella presentazione della istanza di contributo.

«Il tutto è poi ancora più paradossale», contesta ancora Copagri, «se si considera che ad esempio il bando della Misura 7.4 “Sostegno agli investimenti nelle aree rurali” destinato tra l'altro ai Comuni , recita "....non sono ammesse proroghe del termine indicato, per la presentazione della domanda di sostegno, salvo documentato "mancato funzionamento" del portale, avendo loro stessi previsto la problematicità dell'inserimento della domanda e quindi la possibilità di ricorrere a proroghe».


Anche il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, chiede di intervenire immediatamente per uno slittamento dei termini dei bandi: «è assolutamente assurda la decisione presa dalla Direzione Politiche agricole di non concedere una ulteriore proroga di qualche settimana per le misure 4.1 e 4.2 del Programma di Sviluppo Rurale inerenti gli investimenti e l’ammodernamento delle aziende agricole. Si tratta di importanti risorse, pari a 43 milioni di euro, da investire sia nelle attività aziendali (macchinari e attrezzature) sia nella commercializzazione e trasformazione dei prodotti ed eccellenze abruzzesi. Inspiegabilmente la Direzione politiche agricole non recepisce e non accoglie la richiesta di proroga avanzata sia da tutte le Organizzazioni Professionali sia dai professionisti che non riescono a completare le procedure di inserimento sullo specifico portale. Tutta colpa di un sistema troppo farraginoso e artificioso come richiesto nei bandi. Infatti si registrano continui rallentamenti e blocchi del sistema che non permettono di agganciare i dati nel fascicolo aziendale da inserite poi nel Business Plan on line oltre al malfunzionamento sulla firma digitale che non offre alcuna garanzia del buon fine della domanda».

In questo modo – spiega Febbo - moltissime aziende rimangono fuori esclusivamente per cavilli tecnici e burocratici con il pericolo di restituire alla comunità Europea le somme messe a disposizioni per gli agricoltori abruzzesi.

Dalle informazioni riferite a Febbo da tecnici e aziende risulta che sul sistema per inoltrare la domanda di finanziamento ad oggi sono state caricate solo 120 aziende. Una miseria rispetto alle 1.000 domande preventivate.


Si rischia un vero flop se l’assessore regionale alle Politiche agricole Dino Pepe non dovesse intervenire con una direttiva ben precisa e risolutiva.