LE ANALISI

Emergenza Gran Sasso, dopo tre giorni saltano fuori le analisi: «mai superati limiti»

Pubblicati i dati dell’Arta: «tutto regolare nessun pericolo»

Redazione PdN

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Emergenza Gran Sasso, dopo tre giorni saltano fuori le analisi: «mai superati limiti»

Anotnio Forlini




ABRUZZO.  E dopo tre giorni vengono pubblicati i dati analitici dell’Arta Abruzzo sui prelievi effettuati dal 4 all’8 maggio.

Il 9 maggio alle 18.30 la Asl diffonde l’ordine di vietare l’acqua perchè colore e sapore non erano idonei. Scatta l’emergenza, disagi per la popolazione di 32 comuni del Teramano che non possono nemmeno cucinare o lavarsi i denti. Poi la prefettura alle 19 ordina nuove analisi i cui risultati arrivano alle 2.30 del 10 maggio.

Il 12 (oggi) vengono pubblicate le analisi dalle quali si evince che non ci sono stati superamenti dei limiti di legge. Tutti i veleni (cercati) sono dentro i limiti.

Scattano le rassicurazioni bis e allafine dei conti sembra non essere successo nulla: nessuna emergenza nessun inquinamento.

Ma l’acqua aveva colore e sapore così strani da essere dichiarata non conforme e per questo la Asl precauzionalmente aveva dichiarato la non potabilità. Oggi sembra quasi che i teramani dovranno abituarsi a bere anche quell’acqua che seppure con colori e sapori “anomali” risulta per legge potabile.

 Lo dice il presidente Ruzzo, Antonio Forlini: «non sono stati riscontrati valori sopra la soglia consentita in nessuno degli elementi che era necessario monitorare. Si coglie l'occasione per ribadire quindi che tutti i controlli  hanno dato sempre dal punto di vista chimico-fisico esito negativo, in particolare quelli ripetuti per ben 6 volte tra il 9 e il 10 maggio.

Peraltro, come è noto, l'ordinanza della Asl e i conseguenti provvedimenti di divieto di utilizzo dell'acqua si sono basati esclusivamente sull'analisi meramente organolettica (odore e sapore) eseguita sui campioni prelevati l'8 maggio.  In merito alle notizie circa la presunta non potabilità dell'acqua nei giorni 4 e 5 maggio per la presenza di toluene, è necessario chiarire che tracce di tale sostanza, secondo le stesse analisi effettuate dall'Arta per conto della Asl di Teramo e l'autocontrollo svolto dalla nostra azienda attraverso il laboratorio accreditato, erano presenti in misura molto più bassa rispetto ai limiti prescritti e comunque sempre tale da garantirne il pieno e sicuro utilizzo a fini idropotabili. Infatti, come confermato anche dall'Istituto Superiore di Sanità (parere richiamato sia dall'Arta che dalla Asl nelle comunicazioni inviateci nei giorni scorsi), l'Organizzazione mondiale della Sanità ha stabilito per questa sostanza un valore limite nell'acqua destinata al consumo umano pari a 700 microgrammi/L, dunque 37 volte inferiore al valore massimo riscontrato il 5 maggio e pari a 18,6 microgrammi/litro».


Forlini dunque rassicura «l'intera comunità che l'acqua distribuita dalla nostra rete è sempre stata sicura e controllata.  Ci auguriamo, infine, insieme a tutta la popolazione interessata, che le autorità competenti facciano chiarezza su quali procedure abbiano seguito i medesimi soggetti e cosa abbia determinato con esattezza l'improvvisa decisione di sospendere l'approvvigionamento dalla sorgente del Gran Sasso e dichiarare la non potabilità dell'acqua, generando il caos e il panico tra i cittadini».


Un tentativo di scaricare tutte le responsabilità sulla “irresponsabile” Asl magari a breve accusata di “procurato allarme”?



ECCO TUTTE LE ANALISI DELL’ARTA

Analisi del 9 maggio 2017
Analisi dell’8 maggio 2017
Analisi del 5 maggio 2017
Analisi del 4 maggio 2017




Le analisi dunque confermano la presenza di Toluene, Etilbenzene e Xilene il 4 e 5 maggio 2017 in vari campioni raccolti presso le captazioni del Gran Sasso e un fontanino a Fano a Corno (Toluene max 18,6 microgrammi/litro il 4 maggio a Fano a Corno).

I campioni di quei giorni avevano la conformità per odore e sapore.


Nei referti dell'8 maggio, non conformi per sapore e odore sia ai Laboratori (con quell'acqua in quel momento a scarico), sia all'uscita delle gallerie autostradali (con l'acqua in quel momento in distribuzione) nonchè presso il primo fontanino a Fano a Corno, non si rilevano praticamente anomalie nelle concentrazioni nelle sostanze cercate.

Il Toluene è presente in tracce solo a Fano a Corno (0,1 microgrammi/litro).

«Da quanto abbiamo capito», spiega Augusto De Sanctis, «un campione, non sappiamo di quale giorno e di quale punto di campionamento, è stato inviato all'Università di Padova per ulteriori approfondimenti. Nei referti dell'8 maggio relativi ad altri punti di campionamento (sorgenti Ruzzo e Fossaceca; fontanino ai Prati) facciamo notare, solo per cronaca avendo letto i referti, che vi sono state diverse non conformità per batteri coliformi (con i parametri odore e sapore accettabili)».

Per quanto riguarda il 9 maggio:

-nessuna anomalia si segnala all'uscita delle gallerie del Gran Sasso;

-solo tracce minime di Toluene a Fano a Corno (0,1 microgrammo/litro);

-max di Toluene 1,6 microgrammi/litro a Martinsicuro (con minime tracce di p-Xilene) e 1,2 microgrammi/litro a Roseto, compatibili, a nostro avviso, con la coda del fenomeno del 4-5 maggio. Un'ulteriore conferma della vulnerabilità dell'intero sistema in caso di criticità al Gran Sasso.



LA PROVINCIA DI TERAMO CHIEDE SPIEGAZIONI AI LABORATORI

«Evidenziamo», aggiunge De Sanctis, «che per il 9 maggio non è stato pubblicato alcun referto delle acque in uscita dai Laboratori. È vero che erano a scarico ma sarebbe interessante comunque avere quei dati di monitoraggio, se è stato fatto. Nel frattempo dobbiamo segnalare che il 10 maggio è pervenuta una lettera della Provincia di Teramo inviata ai Laboratori del Gran Sasso e a diversi enti in cui, a seguito del nostro esposto del 6 aprile, si chiedono spiegazioni ai laboratori del Gran Sasso circa i fatti accaduti tra l'agosto 2016 e il dicembre 2016 ».

«A parte che avrebbero dovuto per tempo peritarsi di studiare loro le carte di quegli episodi», spiega, «e non lasciare l'incombenza a dei volontari che hanno reperito le carte con accessi agli atti, ma è sintomatico del deficit di attenzione (per non dire di peggio) da parte degli enti sulla situazione del Gran Sasso. Dalla nostra segnalazione di una contaminazione ambientale oltre i limiti di legge comprovata dalle analisi ufficiali  del 6 aprile la lettera della provincia è partita il 10 maggio, 34 giorni dopo. Il tutto, guarda caso, solo dopo il caos del 9 maggio e l'apertura di una nuova inchiesta da parte della Procura.  Così non si va molto lontano se si vogliono risolvere i gravi problemi del sistema Gran Sasso perchè ognuno deve fare il proprio dovere».



FORUM H2O: «VENGONO CERCATE SOLO UNA TRENTINA DI SOSTANZE SU 100.000»


«Esistono nel mondo oltre 100.000 sostanze diverse registrate, molte migliaia delle quali potenzialmente pericolose sulla base della loro concentrazione l'ARTA ne cerca alcune decine (basta leggere i referti). Tutte le sostanze cercate sono elencate nel referto. Le sostanze non elencate non sono cercate», dice il Forum, «Chi superficialmente dovesse dire "non c'era nulla" evidentemente è a digiuno delle tecniche analitiche e delle procedure di legge».

Secondo il Forum dunque in presenza di odore e sapore “cattivi” il principio di precauzione ha imposto all’Asl di dichiarare la non potabilità.

Alla luce delle analisi però sembra non emergere la vera ragione di quella non conformità il che potrebbe avvalorare l’ipotesi che si tratti proprio di sostanze non ricercate.

Quello che è certo è che la captazione al Gran Sasso avviene in un contesto assai complesso e, come denunciato da tempo, strutturalmente non a norma rispetto alle leggi.

Sulle captazioni possono incidere centinaia se non migliaia di sostanze essendoci un laboratorio e un'autostrada con migliaia di passaggi di mezzi.