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Perfezionata cessione good bank a Ubi con l'incubo di 1.600 esuberi

C'è anche Nuova Cassa di Risparmio di Chieti

Redazione PdN

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Il Governo ha deciso: anche la Carichieti si salverà solo con soldi privati

ABRUZZO. Banca d'Italia annuncia che nella giornata di mercoledì si è perfezionata la cessione a Ubi di Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, «essendosi verificate le condizioni sospensive previste dal contratto stipulato in data 18 gennaio 2017, tra cui il rilascio delle autorizzazioni da parte delle competenti Autorità italiane ed europee».

La cessione delle tre good bank a Ubi è una «operazione molto importante», arrivata dopo aver superato «problemi di liquidita' e scadenze complicate da gestire».

Conseguentemente, con provvedimenti della Banca d’Italia è stata dichiarata la cessazione della qualifica di “ente ponte” degli intermediari che proseguiranno la loro attività nell’ambito del Gruppo UBI.

L’impegno dell’Unità di Risoluzione della Banca d’Italia prosegue ora sull’operazione di cessione di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che si concluderà nelle prossime settimane.

I «vincitori principali» nell'operazione che ha portato alla vendita di Carichieti, Banca Marche ed Etruria, sono i dipendenti, sottolinea in un'intervista all'Ansa il presidente Roberto Nicastro, ringraziandoli più volte e sottolineando che «hanno lavorato senza tregua, li ho visti fare Natale, Ferragosto e Pasqua al lavoro, con lo stress di non sapere cosa sarebbe successo».

«E' anche merito loro», spiega Nicastro, «se i risultati sulla clientela sono stati sorprendenti anche per noi, ma la forza è stata avere banche fortemente radicate sul territorio con una clientela a loro vicina».

«Le good bank italiane hanno fatto la parte di 'cavie' per il bail-in in Europa, ma le banche ne sono uscite vive», ha detto ancora Nicastro riassumendo la "traversata molto tempestosa" che ha consentito "di condurre in porto" il salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti con la cessione a Ubi Banca.

Un compratore italiano, spiega Nicastro, «non è casuale, perché le sinergie e il valore che può creare sono maggiori di quelli di un operatore senza presenza in Italia».

IL TAGLIO DEL PERSONALE

Ubi Banca ha annunciato che prevede di tagliare di circa un terzo, entro il 2020, il personale delle tre «good bank», acquisite ieri definitivamente per il prezzo simbolico di un euro. Il progetto è quello di ridurre di circa 200 milioni gli oneri operativi tra Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti, con il taglio di 1.569 persone , circa un terzo del personale, 140 filiali e l’ottimizzazione delle spese amministrative. È quello che si legge nell’aggiornamento del piano industriale.

La banca punta a un utile di 1,12 miliardi di euro al 2020, con un ritorno sul capitale tangibile del 12% e un Cet1, indicatore di solidità patrimoniale, superiore al 13%. Il piano di incorporazione delle tre good bank sarà «estremamente rapido, con la prima migrazione», di Banca Marche e Cassa di Risparmio di Loreto, in programma «entro fine ottobre». Prevista una «solida politica di dividendi» con «la distribuzione del 40% circa dell’utile ordinario».

I tagli al personale previsti per le tre good bank sono «invitabili, valuta il consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah. Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti «giungono da un contesto di grande crisi, di grande difficoltà, che implica inevitabilmente delle azioni cosiddette di turnaround che vanno innanzitutto a incidere sulla struttura dei costi e sulla qualità del credito», afferma Massiah in una nota. Per questo motivo serviranno «importanti riorganizzazioni, ci saranno delle uscite di personale inevitabili e allo stesso tempo, però, la pulizia che è stata fatta sulla situazione del credito non performante migliorerà nettamente il costo del rischio».