TURISMO

Balneazione Pescara, la trovata di Padovano: «i numeri del pronto soccorso dicono che non c’è pericolo»

De Sanctis: «numeri senza senso, siamo alla farsa»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

898

Balneazione Pescara, la trovata di Padovano: «i numeri del pronto soccorso dicono che non c’è pericolo»

PESCARA. Nuove intuizioni: il marketing turistico territoriale di Pescara adesso si fa con i dati di accesso al pronto soccorso.

L’idea è venuta a Riccardo Padovano, consigliere comunale ma anche rappresentante del sindacato balneatori Sib
che racconta di aver chiesto alla Asl mesi fa a nome della categoria che rappresenta i dati precisi per capire se ci fosse una qualche relazione fra gli episodi di sforamento dei valori della balneabilità delle acque e la salute della gente.

La risposta è stata: nulla di anomalo.

In pratica nel periodo giugno-settembre sono arrivate in tutto 34 segnalazioni, numero ritenuto «esiguo» che permette di escludere «qualsiasi andamento epidemico e gli sporadici casi restano legati ad eventi tipici della stagione estiva», firmato Carla Granchelli, direttore del servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica.

Analizzando poi il numero di accessi totali al pronto soccorso nella stagione estiva il dato è in diminuzione: 17.235 nel 2016, 18.633 nel 2015, 18.454 nel 2014.

«I dati sono chiari, arrivano dai presidi territoriali, che rappresentano un interlocutore scientifico autorevole e affidabile e confermano che chi ha parlato di connessione fra le situazioni di inquinamento registrate durante la scorsa stagione, anziché chiedere risposte a chi poteva darle, è andato oltre la realtà», ha continuato Padovano.

Insomma si potrebbe coniare lo slogan: "Venite a Pescara il mare non è bello ma almeno non ti manda all'ospedale".

Dunque si è passati dal pretendere che una bellezza naturale rimanga tale e sia preservata, all'accontentarsi che il mare inquinato in realtà non fa male. In realtà le 34 segnalazioni potrebbero anche sembrare un numero elevato se si considera che altrettante persone sono state costrette ad andare in ospedale solo per aver fatto il bagno...

Ma è evidente che persino le argomentazioni in due anni di chiacchiere vengono meno di fronte ad una realtà che è rimasta nei fatti pressocchè immutata.

Per esempio, quando piove la fogna continua a finire in mare? 

I DIVIETI PER LEGGE MA LI VOGLIONO TOGLIERE

Intanto il Forum dell’Acqua contesta le dichiarazioni recenti dell'assessore Scotolati che ha annunciato che chiederà la revoca dei divieti nei tre tratti temporaneamente interdetti a Pescara (via Balilla, via Gallilei e Fosso Grande) se si verificheranno due analisi positive consecutive.

«Ricordiamo per l'ennesima volta», dice Augusto De Sanctis, «che la legge prevede che oltre ai due rilievi si debba dimostrare anche l'avvenuta risoluzione dei problemi di contaminazione, cioè l'eliminazione delle fonti di inquinamento. In questo caso il risanamento del fiume Pescara. Sui dati della ASL divulgati dal Consigliere Padovano De Sanctis mostra perplessità e spiega: «magari le poche segnalazioni di malattie potenzialmente ricollegabili alla balneazione da parte dei medici per il 2016 dimostrano solo che i divieti hanno funzionato e le persone non si sono esposte evitando di fare il bagno nelle aree rischiose proprio grazie ai cartelli finalmente visibili».

Inoltre il Forum aggiunge: «se non si ha il numero degli esposti (cioè quante persone erano presenti nei luoghi di potenziale esposizione, cioè il mare), se non si conoscono le ore di esposizione alla potenziale fonte di contaminazione, se non vi è un cogente controllo degli altri fattori di confusione (ad esempio, la temperatura, l'età delle persone ecc.), fattori che possono cambiare negli anni, quei dati non dicono nulla. È veramente stupefacente il livello che si sta raggiungendo su una questione che altrimenti sarebbe seria mentre qui sta assumendo ormai i contorni della farsa».