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Bussi. D’Alfonso fa giurisprudenza, Corte dei Conti: «l’interesse pubblico prevale sulle irregolarità»

Proseguono gli incontri “massonici” tra tecnici per sbrogliare la procedura incagliata

Redazione PdN

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ABRUZZO. C’è un puntello importante nella travagliata, opaca e imprecisa procedura di gara di appalto da 45 mln di euro per la bonifica di un piccolissimo fazzoletto di terra avvelenato nel Sin di Bussi.

Il puntello viene fornito dalla più alta carica abruzzese in materia di contabilità pubblica: il presidente di sezione della Corte dei Conti, Antonio Frittella.

Secondo quanto riportato in una lettera della dirigente ministeriale e responsabile del Sin Bussi, Laura D’Aprile, del 22 febbraio 2017 e indirizzata al ministro dell’Ambiente  «il Presidente ha rappresentato la necessità di garantire il perseguimento dell’interesse pubblico sotteso all’attuazione degli interventi di bonifica di cui alla procedura di gara pendente».

La frase sarebbe stata pronunciata in un incontro al quale hanno partecipato i tecnici del Ministero, l’attuale responsabile dirigente ministeriale Laura D’Aprile, esponenti della Regione, il vecchio Rup e che si è tenuto il 26 gennaio presso la Corte dei Conti. Un incontro convocato per avere «chiarimenti in merito ad eventuali discontinuità degli adempimenti, ivi incluso l’eventuale mancato inoltro per il dovuto visto contabile con il quale venivano impegnate le risorse per la procedura di affidamento in oggetto alla presente».

E sempre la dirigente D’Aprile che scrive spiegando che già il 13 ottobre 2016 aveva chiesto lumi alla Corte dei Conti su una serie di problemi inerenti la gara d’appalto.

Al momento non è dato sapere se i giudici contabili abbiano o meno risposto anche formalmente mettendo un loro parere ufficiale .


Per semplificare: la legge prevede una serie di adempimenti per arrivare a bandire gare di appalto.

Uno di questi è il visto di regolarità contabile e finanziaria (quella che attesta che i soldi ci sono ed è tutto regolare). Alcuni di questi visti non ci sono (e come potevano esserci vista la mancata copertura finanziaria?) perchè l’ex commissario Goio e l’allora Rup non vi hanno badato.

Secondo le norme questa sarebbe una grave mancanza, talmente grave da poter rendere irregolare la gara d’appalto.

Secondo quanto riferisce la D’Aprile, invece, il presidente della Corte dei Conti avrebbe invece sostenuto che le irregolarità riscontrate possono passare in secondo piano facendo prevalere l’interesse pubblico.

Un concetto che ricorda quello già espresso dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, alcune settimane fa per spiegare le sue pressioni su un tecnico ‘lento’ nel rilasciare un parere idoneo a vendere un immobile comunale a Penne.

D’Alfonso sostenne allora in maniera chiara che «la rottura delle leggi»  (cioè la violazione) è opportuna e necessaria alcune volte per perseguire l’interesse pubblico.

Lo stesso concetto applicato -stando alla lettera di D’Aprile- dal presidente Frittella.

Un interesse pubblico che a questo punto deve fare i conti con oltre 1,5 mln di euro che ancora mancano dovendosi accontentare della promessa della Regione di distrarre i fondi a loro volta promessi nel Masterplan.


Sempre dalla missiva si evince che il pasticcio della mancata copertura della gara bandita è stato scoperto ad ottobre 2016 dopo che la Protezione Civile (il 30 agosto) aveva inviato la documentazione contabile di Goio del periodo 2012- 2015.

In questo pasticcio si innesta anche l’ulteriore pasticcio sul ‘cambio d’abito’ assegnato a Goio che dal 2012 non poteva più essere commissario per legge, mentre di fatto lo è stato.

Tra l’altro ‘commissario’ senza alcun controllo contabile da parte di nessun ente.

Non risultano infatti verifiche sulla ultima gestione Goio nè da parte della Protezione civile, nè da parte del Ministero (che pare non si sia raccapezzato tra le carte) e nemmeno da parte della Corte dei Conti la cui relazione contabile non è rinvenibile sul sito istituzionale.

Il dirigente ministeriale responsabile oggi della bonifica di Bussi e del Sin arriva a certificare al Ministro che «è altresì necessario rappresentare che nel prosieguo delle pendenti attività di ricognizione delle attività commissariali non è stato possibile accertare il corretto adempimento degli obblighi di rendicontazione delle spese sostenute».


Ora, visto che pasticci da Guinnes sono già stati compiuti in questi 10 anni di meline istituzionali, sarebbe il caso di non peggiorare ulteriormente la situazione e chiarire in termini certi e ancorati alle norme come e perchè la procedura di gara di appalto per la bonifica può andare avanti.

Una riunione, anche se tenuta alla Corte dei Conti, può essere sufficiente o c’è bisogno di un documento ufficiale che certifichi le affermazioni del presidente Frittella?

La sezione di controllo della Corte dei Conti che ruolo può avere in questa vicenda visto che si esprime  circa la regolarità o meno della legittimità degli atti amministrativi?

Da quando ad ottobre la D’Aprile ha scritto alla Corte dei Conti avvisandola dei pasticci sui mancati visti, la sezione di controllo ha emesso un parere?




GLI INCONTRI ‘RISERVATI’

Si ha poi notizia di altri incontri ufficiali e convocati male oltre quello tenuto alla Corte dei conti sul quale nessuno ha detto sui quali c’è il riserbo più assoluto, nemmeno fossero riunioni massoniche.


L’altro incontro è stato convocato dal Rup appena nominato, Enrico Bentivoglio, lo scorso 3 aprile a L’Aquila; anche questa, seduta pubblica sulla carta, è stata una riunione tra pochi intimi perchè persino le persone interessate alla procedura non hanno saputo dell’incontro.

Ma nessuna irregolarità, per carità, solo la singolarità  di pubblicare la convocazione non all’interno della pagina dedicata al bando pubblico nel sito internet del commissario straordinario (dove si trovano decine di documenti e tutte le altre convocazioni).

Svolta la riunione nessuna voce istituzionale ha sentito il bisogno di informare i cittadini sugli esiti.

Che si fa allora per far riprendere la gara?  

Sta di fatto che le buste sono state aperte ma non c’è alcun affidamento, nemmeno provvisorio, che può essere stato effettuato nel frattempo.

Eppure il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, dice di aver saputo che a vincere è il grande gruppo belga Dec-Deme che in Abruzzo e  in Italia è di casa per grandi lavori effettuati, non senza qualche inciampo.