EFFETTI COLLATERI

Strada sbarrata per cantiere, il ristorante resta (quasi) isolato

Il locale La Cerella nel 2009 sfornava 400 pasti al giorno per i soccorritori

Redazione PdN

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Strada sbarrata per cantiere, il ristorante resta (quasi) isolato

L’AQUILA. A causa dei lavori sulla linea ferroviaria Sulmona- Terni, la strada che porta al ristorante La Cerella a Sassa di Riccardo Muzi (dalla statale 17) è stata chiusa.

Un brutto colpo per il locale raggiungibile momentaneamente solo da Palombaia di Sassa e solo tramite stradine di campagna sconosciute anche ai navigatori satellitari.

La notizia è arrivata ieri, a ridosso del drammatico anniversario del terremoto che il 6 aprile 2009 ha cambiato per sempre la storia della città de L’Aquila e di decine di comuni limitrofi.

Proprio 8 anni fa il cuoco Riccardo Muzi venne contattato per preparare 400 pasti al giorno, 200 a pranzo e 200 a cena, per sfamare i soccorritori arrivati per dare una mano alla popolazione colpita dalla tragedia.

«Non c’è stato tempo per lui per piangere, solo il tempo di indossare il grembiule, quel 6 aprile», racconta oggi chi lo conosce.

E così giorno dopo giorno, per quattro mesi interi senza sosta, senza nè sabato nè domenica, senza nè giorno nè notte in quella cucina si sfornavano pasti su pasti.

E per uno scherzo del destino, 8 anni dopo lo stesso giorno in cui lui ha cominciato ad aiutare la sua città, la sua città gli ha sbattuto le porte in faccia chiudendogli la strada di accesso al ristorante.
Un cantiere aperto da ormai più di una anno quello della linea ferroviaria Sulmona- Terni che prevede la chiusura del passaggio a livello posto proprio all’ingresso della strada che porta al locale. Cento metri di strada fatali.

L’alternativa, chiaramente più scomoda essendo a 600 metri di distanza, è in via di costruzione, e non sarà pronta prima di giugno.

Al cuoco Riccardo e ai suoi dipendenti questa scelta è stata fatale. Chi sceglieva il locale durante la settimana per la pausa pranzo si trova praticamente tagliato fuori anche perché con quella strada chiusa è impossibile in 40 minuti raggiungere il ristorante dalle loro sedi, pranzare e ritornare in orario in sede.

Secondo loro bastava solo spostare l’ordinanza di 2 mesi: aperta l’alternativa si chiudeva la strada. Invece no, l’ordinanza è arrivata. I blocchi di cemento hanno sbarrato la strada. Tutto in prossimità delle feste pasquali quando i cantieri sono chiusi.

E anche così si spezza ogni speranza a chi dopo la tragedia non ha abbandonato la propria terra e ha deciso di continuare a lavorare.