INCHIESTE

Sisma L'Aquila: induzione indebita, prosciolto Cialente

Gip archivia anche posizione funzionario Comune

Redazione PdN

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Massimo Cialente

Massimo Cialente


L'AQUILA.  Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale dell'Aquila Roberto Ferrari ha prosciolto il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e il funzionario comunale Fabrizio De Carolis dall'accusa di «induzione indebita a dare o promettere utilità».

L'inchiesta è andata avanti da circa 3 anni, periodo nel quale fu archiviata e poi riaperta, provocando anche polemiche politiche.

Secondo l'accusa, rivolgendosi a un legale di una coop edilizia, il primo cittadino lo avrebbe illecitamente indotto ad affidare dei lavori per la ricostruzione post-terremoto 2009 di alcuni palazzi a Pettino a una ditta, senza però riuscirci.

DA quanto già emerso nei mesi scorsi il tutto era nato da alcune telefonate intercettate in cui Massimo Cialente spingeva affinchè venissero affidati lavori in subappalto nell’ambito della ricostruzione all’imprenditore Eliseo Iannini, la cui posizione è stata archiviata nei mesi scorsi. Nelle stesse telefonate, Cialente chiedeva perché ancora non venisse pagato un Sal da 2,7 milioni di euro alla società Palomar-Consta, in forti difficoltà economiche, per opere su di un altro cantiere della ricostruzione: per gli inquirenti però le imprese non avevano le carte in regola per ottenere i fondi


La richiesta di pagamento dei Sal è stata fatta nei confronti del funzionario comunale De Carolis il quale è andato sotto inchiesta per aver aderito alla richiesta.

Il sindaco e i legali hanno sempre respinto ogni tipo di accusa.