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Ospedale Maltauro, forzature e danno erariale dietro l’angolo

Il manager Flacco certifica il fallimento della Asl

Redazione PdN

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Ospedale Maltauro, forzature e danno erariale dietro l’angolo



ABRUZZO. Abruzzo: c’è aria di baruffa ovunque. In Regione come in sanità il malumore cresce dentro e fuori gli uffici ed in questo clima cresce la rivalità Pescara-Chieti che oggi si gioca sul futuro della cardiochirurgia che, vista da San Giustino «è uno scippo», vista da San Cetteo è la «scelta più logica».

In secondo piano sembrano passare -come spesso accade- principi cardine e scelte giuste o semplicemente opportune e vantaggiose per tutti.


Stesso discorso per il faraonico progetto per il nuovo ospedale di Chieti proposto da Maltauro (necessario perché il vecchio è stato costruito sotto il naso di molte generazioni di amministratori con cemento impoverito…) che secondo il presidente della giunta, Luciano D’Alfonso, è cosa buona e giusta da sempre, prima ancora che una istruttoria tecnica venisse portata a termine. E quella della Asl di Chieti, nemmeno terminata del tutto, aveva evidenziato criticità abnormi ancorchè preliminari giudicate persino insanabili.

Il verdetto non è piaciuto e il presidente della giunta ha deciso di ricominciare da capo e di esautorare l’ente competente (la Asl) e farsi una commissione tecnica nuova di zecca che possa meglio valutare un esito diverso e magari più gradito.

L’opposizione ieri è saltata sulla sedia perché una cosa così non si era mai vista ma le forzature sono tante e palesi sia di ordine logico che giuridico.

Intanto un parere tecnico sulla procedura -anche se preliminare- è già stato espresso, gli inciampi sono stati giudicati insanabili e semplicemente cassare un parere tecnico perché non piace non sembra il modo di amministrare in uso altrove.

E’ vero che in Abruzzo da anni si è perso il senso del significato di “parere tecnico” se è vero che spesso i tecnici si piegano al copia e incolla o a tesi preconcette, ma un parere “tecnico” non è un’opinione che cambia a seconda delle teste ma un solido concentrato di deduzioni ancorate a dati oggettivi e normativi.

Certo i tecnici come il direttore dell’ufficio legale della Asl ed il rup (guarda caso assenti all’ultima riunione con il presidente D’Alfonso) possono essersi sbagliati e aver preso la cantonata più grossa della loro carriera.

In questo caso, però, come si spiega l’assenza assoluta di rimozione o licenziamento in tronco di persone giudicate non all’altezza?

Il Rup e la procedura amministrativa esistono e sono ancora in carica e non è accaduto nulla che consentisse una «avocazione» (sempre se si esclude il parere negativo espresso). Anche l’inerzia di cui si parla pare forzata visto che sono due anni che si producono carte, pareri incontri, tavoli tecnici ecc.

E come si spiega ancora il «parere positivo» circa il consenso al trasferimento alla Regione espresso per lettera dal manager Pasquale Flacco che -dopo essere stato indagato dalla procura di Lanciano per aver firmato un atto che non è affatto dispiaciuto all’imprenditore Antonio Colasante- ora decide che tutto il tempo ed il lavoro svolto da dipendenti e dalla struttura della Asl va buttato a mare?

Persino la consulenza allo studio migliore d’Italia e all’avvocato Marco Cerritelli è stata pagata e non serve più.

Ma davvero siamo in grado di accollarci anche spese inutili?

Ma davvero il direttore generale della Asl può comunicare alla Regione, all'insaputa del Rup, con lettera e non con delibera, che l'azienda non è in grado di portare avanti la procedura?

Cioè il manager della Asl che certifica l’incompetenza della propria struttura?

Anche questo pare sia cosa rarissima.

Solo stupore di fronte alle dichiarazioni dell’assessore Silvio Paolucci in sede di comitato ristretto dei sindaci che ieri ha confermato che «la Regione completerà l’istruttoria e verificherà la fattibilità tecnica e la sostenibilità economico-finanziaria».

Una verifica già fatta dalla Asl con risultati più che negativi e come detto si tratta di “pareri tecnici” e non di opinioni.



Forzature come minimo che sono il frutto del fallimento di tutte le azioni avviate in precedenza e senza riuscire a capirne le reali ragioni.

E tutto questo senza affrontare il merito del progetto che implicherebbe un costo di 250mln di euro messi dal privato che non è un benefattore ma ci guadagnerebbe con la gestione di servizi quelli che sommati per 30 anni costerebbero oltre 1 miliardo di euro.

La giunta per bocca di D’Alessandro fa giustamente notare che quei costi esistono già ma non dicono chiaramente che la ASl non pagherà più una miriade di fornitori che ruotano intorno alla sanità ma uno solo: Maltauro (e i suoi soci).

Un bene? Un male?

Si vedrà.

I DEA DI SECONDO LIVELLO

Intanto ieri si è riunito il Comitato Ristretto dei sindaci della Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti, presieduto dal sindaco di Chieti Umberto Di Primio, al quale hanno partecipato il sindaco di Casoli Massimo Tiberini e il sindaco di Lanciano Mario Pupillo. Il sindaco di Vasto Francesco Menna risultava assente giustificato.

L’altro tema affrontato è stato quello del Dea di secondo livello.

«Sul D.E.A. di II Livello – ha commentato il sindaco Di Primio - preoccupato per l’iniziativa assunta da alcuni esponenti della Consulta clinica dell’ospedale di Pescara circa la volontà espressa di trasferire Cardiochirurgia, ho voluto che l’Assessore Paolucci chiarisse la posizione della Regione, confermandoci il fatto che in Abruzzo, così come è stato già approvato dal Consiglio dei Ministri con delibera del 15 settembre 2016, non potranno che essere Chieti e Pescara, in rapporto funzionale, sede di D.E.A. di II Livello. Le due realtà ospedaliere, pur conservando la loro autonomia amministrativa, concorreranno entrambe, mettendo insieme le due strutture - Chieti con il “Polo cuore” ovvero Cardiochirurgia e il Dipartimento di Medicina dell’Università d’Annunzio e Pescara con Chirurgia del Bacino e del Politrauma e Neurochirurgia - alla costituzione del DEA di II Livello. Entro il prossimo 31 marzo – ha proseguito il Sindaco - la Commissione tecnica istituita dalla Regione, della quale fa parte anche il Direttore Generale dell’Ospedale di Chieti, dovrà rimettere una propria relazione alla Giunta Regionale affinché venga poi approvata la costituzione del D.E.A. di II Livello. L’impegno assunto oggi dall’Assessore Paolucci è l’illustrazione dello stesso documento in sede di Comitato Ristretto dei Sindaci della Asl prima che sia approvato dalla Giunta Regionale».

Dunque tutti d’accordo e storia finita sulle migrazioni dei reparti?