CACCIA GROSSA

T-Red, già 10mila multe a Montesilvano. Ecco come difendersi

Impugnare il verbale è molto difficile. Si conferma una macchina da soldi per le amministrazioni

Redazione PdN

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T-Red, già 10mila multe a Montesilvano. Ecco come difendersi

 

 

MONTESILVANO. Diecimila multe in 90 giorni: è il bollettino di guerra del ‘semaforo killer’ di Montesilvano, piazzato all’incrocio tra corso Umberto e via Adige. Praticamente una media di oltre 100 sanzioni al giorno per il T-red ovvero la telecamera piazzata in prossimità di semafori, pronta a scattare la fotografia non appena l’automobile supera l’incrocio nonostante la luce rossa.

L’occhio elettronico non si limita a scattare due foto, ma filma l’intera sequenza del passaggio.

Migliaia di ‘vittime’ a Montesilvano che stanno ricevendo in queste settimane multe da 40 a 130 euro con contestazioni varie: passaggio con il rosso, mancato rispetto della segnaletica orizzontale.

Numeri enormi che sembrerebbero delineare un quadro di elevatissima propensione all’infrazione. Ma sono davvero così tanti gli automobilisti che infrangono il codice della strada?

Il Comune fa sapere che gli automobilisti indisciplinati stanno pagando, e meno dell’1% ha presentato ricorso. C’è chi si presenta al comando dei vigili per visionare le immagini prima di aprire il portafogli e chi tenta, senza riuscirci, di controllare sul sito internet indicato sul verbale.

Un sito praticamente non funzionante da settimane. Molti pagano per evitare problemi, perché temono che con un ricorso perderebbero solo tempo e ulteriori soldi.

Ma sarebbe comunque opportuno rendere il servizio on line fruibile pienamente e magari fare in fretta.

E il Comune è pronto pure a raddoppiare e far arrivare il fratello del T-Red anche all’incrocio con via Marinelli. E chissà se funziona bene perchè non sostituire tutti i semafori?

«Questi sono gli strumenti più odiati dagli automobilisti e contemporaneamente tra i più usati da alcuni i comuni abruzzesi per incassare denaro», spiega  a PrimaDaNoi.it l’avvocato Alberto Guidoni, generale dei carabinieri in pensione.

Rispettare il codice è una cosa ma creare regole ed insinuarsi tra queste per creare uno strumento diabolico per spillare soldi soprattutto a chi non voleva infrangere alcuna regola è un discorso a parte che magari andrebbe approfondito con perizia.



DUE FOTO

Guidoni sottolinea come i T-Red, o anche il Photored,  utilizzati nei pressi di incroci regolati da semaforo per rilevare e multare coloro i quali passano con il rosso, a differenza degli altri dispositivi, non si limitano  a scattare due foto, ma filmano l’intera sequenza del passaggio, non appena l’automobile supera l’incrocio nonostante la luce rossa.

Dunque il T-Red deve scattare due foto: «la prima col veicolo oltre la linea d’arresto», specifica Guidoni, «la seconda col veicolo al centro dell’incrocio. Quindi se ci si ferma subito dopo la striscia, la seconda foto non viene scattata e quindi non si prende la multa».



COME DIFENDERSI?

Allora come ci si può difendere? «L’unica vera difesa è rallentare molto prima di arrivare al semaforo, in modo da avere il tempo di fermarsi col giallo senza rischiare il tamponamento».

 

L’avvocato spiega che i trasgressori, non conoscendo la normativa di settore, vorrebbero  subito azionare ricorso con «disquisizioni prive di spessore giuridico incentrate sul tempo di durata del giallo»,  avventurandosi in considerazioni insensate tese a considerare sufficienti o non sufficienti periodi di durata pari a 3 o 5 secondi.

Guidoni chiarisce che il Codice della Strada non quantifica la durata minima della luce gialla, che viene solo fissata dall’ente proprietario della strada, ma è evidente che deve essere tale da consentire il passaggio a chi ormai ha oltrepassato la linea di arresto.

La circolare del Ministero dei Trasporti  numero 67906 del 2007, invece, fissa questo limite a tre secondi (tempo di arresto di un’auto che viaggia a 50 km/h) del segnale luminoso di “preavviso di arresto”, quello giallo appunto ma prevede anche che tutti i segnali e dispositivi luminosi devono ricevere una omologazione ministeriale, nel rispetto delle regole tecniche,  quindi un controllo sulle loro caratteristiche geometriche, cromatiche e di idoneità .

Durante il periodo di accensione della luce gialla, spiega Guidoni, «possono passare solo i veicoli che, al momento, si trovano così vicini alla striscia di arresto, da non potersi più fermare in condizioni di sufficiente sicurezza in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l'area di intersezione con opportuna prudenza».

 

MENO DI TRE SECONDI? SCATTA IL RICORSO

L’avvocato spiega anche che una durata del semaforo giallo inferiore a tre secondi è un motivo valido per fare ricorso: la sentenza della Cassazione n. 27348/2014 del 23 dicembre 2014 ha ribadito che tutte le multe inflitte con una luce gialla attiva per almeno tre secondi sono legittime senza che la contestazione debba avvenire immediatamente

L'obbligo della contestazione immediata vale però solo quando il semaforo non è posto in presenza di un incrocio, ma ad esempio quando ci sono strisce pedonali o altre esigenze di rallentamento del traffico.


FARE RICORSO

Il ricorso contro una multa presa per il T-Red è particolarmente arduo dal momento che non si possono utilizzare i noti espedienti in caso di multe con autovelox.

Infatti non si può contestare la mancata segnalazione della telecamera (non c’è bisogno, al contrario dell’autovelox), la mancata taratura annuale (non è obbligatoria), la mancata contestazione immediata del vigile (non serve).

Per chi comunque vuole impugnare la sanzione  può far leva su uno stato di necessità (urgenza di raggiungere un luogo, ad esempio l’ospedale),  sulla notifica della multa dopo 90 giorni dal passaggio col rosso, un’errata indicazione della data e dell’ora dell’infrazione o del luogo dove è avvenuta l’infrazione, errata indicazione dei dati dell’automobilista.

Allora: auguri.

a.l.