L'INCHIESTA

Inchieste Abruzzo, la ristoratrice indagata si difende. Anche ex sindaco di Penne tirato dentro

Caralla: «io non so niente di questa storia». Indagato anche Rocco D'Alfonso

Redazione PdN

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 Sindaco Penne nello staff di D’Alfonso. Sospiri: «inopportuno»

Rocco D'Alfonso

 

GIULINOVA. «Io non so neppure cosa mi viene addebitato, quale sia l’ipotesi di reato, il mio nome è stato sbattuto sui giornali ma sono totalmente estranea ai fatti che ho letto. Non conosco nemmeno i politici che sono indagati con me».

 

Si difende con forza la ristoratrice Roberta Caralla che nei giorni scorsi è stata iscritta nel registro degli indagati nell’ambito di uno degli otto filoni sui quali sta indagando la Procura de L’Aquila e che conta una trentina di indagati tra politici, amministratori pubblici e liberi professionisti.

In questo caso l’indagine riguarda una vicenda legata ad un contributo pubblico ottenuto a Giulianova per una iniziativa immobiliare nell'ambito del quale secondo l'accusa ci sarebbero state sollecitazioni nei confronti di alti rappresentanti della Regione a interessarsi della pratica in seno alla Sovrintendenza.

I fatti sono del 2015 e sono indagati  per corruzione aggravata in concorso Giovanni Mosca, ingegnere, e  Caralla.

 

INDAGATO ANCHE ROCCO D’ALFONSO

 Intanto emerge che c'è anche l'ex sindaco di Penne, Rocco D'Alfonso, accusato di abuso d'ufficio, tra gli indagati nel filone relativo alla città pennese della mega inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila su una serie di appalti della Regione Abruzzo. Un'indagine, coordinata dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Antonietta Picardi che arriva, così, a 28 indagati noti negli 8 fronti investigativi attualmente aperti con ulteriori sviluppi attesi, tra cui dirigenti e funzionari regionali, professionisti esterni, imprenditori, il presidente, Luciano D'Alfonso, e gli assessori regionali Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe.

Le ipotesi di accuse, a vario titolo, sono di corruzione, turbativa d'asta, falso ideologico, abuso d'ufficio. Rocco D'Alfonso è attualmente nello staff a Pescara della squadra del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, anch'egli coinvolto in questo filone, come svelato da lui stesso giovedì scorso, quando la notizia dell'inchiesta è divenuta pubblica, in una delle tre note che ha diffuso ai media.

I due D'Alfonso sarebbero indagati, secondo quanto si è appreso, nell'ambito di una vicenda legata alla cessione di un immobile di proprietà comunale, messo in vendita nel 2015 perché il Comune di Penne aveva bisogno di fare cassa essendo a rischio lo sforamento del patto di stabilità interno.

Per portare a termine l'operazione occorreva, però, superare il vincolo dei Beni culturali. L'allora primo cittadino ha chiesto alla Soprintendenza che il vincolo decadesse e ha atteso il parere della relativa commissione per completare la vendita.

La commissione, però, tardava a riunirsi e Rocco D'Alfonso, vista l'urgenza di chiudere il bilancio, ha chiesto l'intervento del presidente della Regione. Luciano D'Alfonso ha telefonato a un funzionario dei Beni culturali per sollecitare il parere.

Questa telefonata sarebbe stata letta dagli inquirenti come una "pressione indebita" sul funzionario per favorire la decadenza del vincolo e la vendita dell'immobile. Il quale è stato comunque svincolato, secondo quanto si e' appreso dopo qualche mese.

Intanto, si svolgeranno oggi gli interrogatori di Mauro Pellegrini, dell'impresa Dipe, difeso dall'avvocato Massimo Carosi, indagato nell'ambito del filone sulla gara per la ricostruzione di palazzo Centi, di Berardino Di Vincenzo, ex alto dirigente dei Beni culturali, ora in pensione e consulente senza emolumento del presidente D'Alfonso, e il figlio Giancarlo, architetto, coinvolti nello stesso filone.



EX SINDACO D’ALFONSO: «ESTRANEO»

L'ex sindaco di Penne Rocco D'Alfonso in una nota ha spiegato che la sua vicenda nelle inchieste giudiziarie «'riguarda la vendita con regolare asta pubblica di un piccolo locale commerciale da parte del Comune di Penne, locale che era stato inserito in un piano di alienazione di immobili sin dal novembre 2008. Tale vendita si è resa necessaria a causa delle pessime condizioni finanziarie del Comune che necessitava fortemente di entrate straordinarie. Durante la mia attività amministrativa - conclude - ho sempre operato per il bene di Penne e anteponendo l'interesse pubblico ad ogni tipo di interesse privato. Ho perciò piena fiducia nell'azione di accertamento dei fatti da parte della magistratura».



PELLEGRINI RIGETTA LE ACCUSE

Ha rigettato le accuse l'imprenditore Mauro Pellegrini, contitolare dell'azienda di costruzioni Dipe, interrogato oggi all'Aquila nell'ambito della mega inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila su una serie di appalti della Regione Abruzzo. L'indagine ha fatto emergere finora 28 indagati noti negli 8 fronti investigativi attualmente aperti, tra cui dirigenti e funzionari regionali, professionisti esterni, imprenditori, il presidente, Luciano D'Alfonso, e gli assessori regionali Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe. Accompagnato dall'avvocato Massimo Carosi, Pellegrini ha risposto per circa un'ora alle domande degli inquirenti.

Al termine, i due hanno fatto perdere le proprie tracce per evitare il contatto con i giornalisti. L'imprenditore, accusato di induzione indebita, è coinvolto nel filone legato alla gara per la ricostruzione di Palazzo Centi, sede della giunta regionale a L’Aquila, seriamente danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009. È accusato di aver affidato l'incarico della progettazione relativo all'appalto all'architetto Giancarlo Di Vincenzo, in cambio dell'interessamento sull'esito della commessa da 13 milioni di euro, nei confronti dei vertici regionali da parte dell'ex alto dirigente del Mibact Abruzzo ora in pensione, Berardino Di Vincenzo, padre di Giancarlo, e consulente senza emolumenti del presidente della Regione D'Alfonso. Attualmente, è sotto interrogatorio proprio Giancarlo Di Vincenzo, assistito da Emilio Bafile. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Antonietta Picardi.