SENZA LIMITI

Impianto sciistico, strafalcioni nella relazione del Comune : «l’Orso marsicano mangia pesce»

Il lupo, invece, fa la tana vicino ai binari

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1728

Impianto sciistico, strafalcioni nella relazione del Comune : «l’Orso marsicano mangia pesce»

GAMBERALE. Un intervento che da anni fa discutere, oggetto anche di verifica da parte dell’Anac, quello relativo alla ristrutturazione e l’ammodernamento dell’ impianto scioviario esistente nel centro turistico Oasi del cervo a Gamberale.

E adesso spunta qualche strafalcione di troppo, sottolineato nelle osservazioni presentate tre giorni fa da Wwf e dall’associazione ‘Salviamo l’orso’. Errori grossolani che potrebbe far sorridere se non fossero lo specchio di superficialità o poca conoscenza del territorio.

Il progetto definitivo prevede la spesa di 536mila euro, 400 mila euro di fondi pubblici e il resto con un mutuo acceso dal Comune.

La pista ha funzionato per circa trent’anni, fino alla vigilia del 2000 poi è stata chiusa a causa di contenziosi tra gestore, usi civici e amministrazione.

Il progetto prevede la dismissione dello skilift esistente e la realizzazione di una nuova seggiovia monofune e monoposto ad attacchi fissi destinata al trasporto di sciatori in salita con sci ai piedi.

Il nuovo impianto avrà una portata oraria massima di 720 persone all’ora e le seggiole viaggeranno alla velocità di 3 metri al secondo e ad una distanza l’una dall’altra di circa 15metri.

Nel 2015 non sono mancate polemiche ed è scattato anche un esposto da parte dei consiglieri comunali di minoranza di Gamberale alla procura distrettuale antimafia de L’Aquila, al nucleo di Polizia Tributaria e ai carabinieri, alla Procura Generale presso la Corte dei Conti de L’Aquila e alla presidenza del Consiglio dei Ministri.



INTERVENTO NUOVO?

Gli ambientalisti, invece, si chiedono come sia possibile presentare come “ristrutturazione e ammodernamento” un intervento che prevede l’eliminazione del vecchio e la posa in opera di un impianto completamente nuovo.

«Nella realtà dei fatti», denuncia il Wwf nelle osservazioni presentate il 13 febbraio scorso, «il progetto riguarda la messa in opera di un nuovo impianto di risalita - simile (ma non identico) nel percorso ma con diversa tipologia e con diversi posizionamenti delle stazioni di partenza e di arrivo – e come tale va considerato».


L’ORSO E …. IL PESCE

Ma a far saltare sulla sedia le associazioni ambientaliste sono stati gli strafalcioni che riguardano gli animali che vivono nella zona.

Wwf e ‘Salviamo l’orso’ si chiedono se l’intervento sia compatibile con la presenza dell’orso marsicano. Anche perché l’area in questione negli ultimi 15 anni (periodo nel quale lo skilift è rimasto del tutto inutilizzato) ha riconquistato il suo aspetto naturale e ha registrato, in particolare negli ultimi tempi, una lenta ma sicura ricolonizzazione da parte di alcuni esemplari di orso marsicano.

L’esatto contrario di quel che incredibilmente si sostiene nella Vinca (valutazione di incidenza ambientale) commissionata dal Comune di Gamberale e firmata dal geologo Domenico Pellicciotta con la collaborazione del geologo Sabrina Carozza.

Nel documento, infatti, non solo erroneamente si dice che i pascoli naturali e la faggeta non sono zone idonee all’orso («è vero esattamente il contrario», garantisce il Wwf) ma pure che l’orso marsicano si ciberebbe di pesce.

«Ci auguriamo», scrive il responsabile dell’associazione ambientalista, Luciano Di Tizio, «che questo documento sia stato fornito gratuitamente al Comune di Guardiagrele, perché altrimenti ci sarebbe da porsi qualche dubbio sulle modalità con le quali viene speso denaro pubblico».

«Questa specie», scrivono testualmente gli esperti incaricati, «si nutre principalmente di materiale vegetale, tra cui radici e funghi. I pesci costituiscono la loro fonte primaria di carne, anche se sulla terraferma possono uccidere piccoli mammiferi».

Pari pari la definizione scritta su Wikipedia alla voce ‘ursus arctos’, specie nella quale rientra anche l’orso marsicano. Ma nella definizione iniziale dell’enciclopedia virtuale (fonte di ispirazione?) non si fa distinzioni tra la specie che vivono in Alaska o sulle catene montuose di Francia e Abruzzo e nemmeno il geologo incaricato, a quanto pare ha sentito la necessità di farla.

«Una assurdità», continua Di Tizio, «che testimonia come gli autori dello studio in parola non abbiano certamente preso in esame la situazione dell’Orso marsicano ma probabilmente quella di un qualche suo lontano cugino».

«Forse allora», sottolinea invece l’associazione ‘Salviamo l’orso’ «la faggeta non è un luogo idoneo perché lo studio commissionato dal Comune di Gamberale intende suggerire che l'ambiente di elezione del nostro orso sia la spiaggia, visto la sua dipendenza dal pesce ?».


IL LUPO E LA FERROVIA

Altre osservazioni sulla inattendibilità di affermazioni contenute nello studio a supporto della Valutazione di Incidenza si evidenziano anche a proposito del lupo.

L’associazione ‘Salviamo l’orso’ parla di superficialità che sfocia nel ridicolo: non solo il "Canis Lupus" viene definito erroneamente Lupo grigio ma si sostiene che le tane sarebbero poste preferibilmente vicino alle linee ferroviarie: «le tane dei lupi si possono riconoscere dai resti delle loro prede. Sebbene tendano a evitare zone occupate dagli uomini, si notano casi dove i lupi costruivano la loro tana vicino alle case e alle ferrovie».

«Forse in questi casi ci si riferisce a "Lupi ferrovieri" ?», ironizzano gli ambientalisti.

Tutto questo per dimostrare che «la specie non è interessata dall’intervento».

«Oltre che non rispondente alla realtà», chiude Di Tizio, il tutto è basato «su uno studio che neppure con la migliore benevolenza si può considerare adeguato».