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Sevel, divieto di fermarsi: «operaio costretto a farsela addosso»

Rc protesta: «totalitarismo aziendale di Marchionne»

Redazione PdN

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Sevel, divieto di fermarsi: «operaio costretto a farsela addosso»

ATESSA. La denuncia shock è arrivata dalle Rsa Usb Sevel: martedì scorso alla Ute 1, montaggio turno B, un operaio dopo aver più volte richiesto di potersi recare in bagno per urgenti bisogni fisiologici, e dopo che le stesse sono rimaste inascoltate, il lavoratore si è visto costretto ad urinarsi addosso.

Il sindacato parla di «fatto gravissimo» che «lede la dignità del lavoratore vittima dell’episodio e quella di tutti i lavoratori in generale. Episodi in cui le richieste di andare in bagno vengono negate o ritardate, poiché la produzione viene prima di ogni altra esigenza, si ripetono più spesso di quanto si possa immaginare. Esprimiamo la nostra solidarietà al lavoratore e pretendiamo che situazioni simili non si ripetano mai più».

Proprio per questo episodio l’Usb ha proclamato un’ora di sciopero. «La produzione viene prima di tutto e perciò i lavoratori non possono permettersi nemmeno il "lusso" di espletare bisogni fisiologici normali per qualsiasi essere umano», denunciano Marco Fars, Segretario regionale PRC Abruzzo e Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC.

Secondo Rifondazione «la capacità produttiva di un impianto come quello SEVEL, se non fosse in mano ad un arrogante finanziere come Marchionne, potrebbe essere utilizzata per redistribuire ricchezza alla collettività. Invece, arricchisce azionisti e Marchionne che investe negli USA e delocalizza in Serbia e Polonia. Ai lavoratori, invece, costretti a carichi e ritmi di lavoro insostenibili, non viene riconosciuta nemmeno la dignità umana».

«Questi sono i risultati della cancellazione dell'art.18 di cui porta la responsabilità il Partito Democratico, prima con il governo Monti, poi con il Jobs Act di Renzi», aggiungono Fars e Acerbo.

«Al lavoratore che ha subito questo grave episodio di fascismo aziendale manifestiamo la incondizionata solidarietà del Partito della Rifondazione Comunista, che si unisce alla lotta dei sindacati per l’affermazione dei diritti di tutti i lavoratori».

Una interrogazione di Sinistra Italiana al premier Paolo Gentiloni è stata firmata dal deputato Gianni Melilla.

Secondo Sinistra Italiana, «è ora che il governo richiami il gruppo diretto da Marchionne e della famiglia Agnelli-Elkann al rispetto della dignità dei suoi lavoratori, perché la democrazia non può fermarsi davanti ai cancelli di una fabbrica - conclude Sinistra Italiana - e anche alla catena di montaggio i lavoratori non devono essere umiliati».