LA SENTENZA

Asl Teramo, Corrado Robimarga condannato a pagare 48.400 euro

Il medico è stato condannato negli anni scorsi anche in sede penale

Redazione PdN

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Asl Teramo, Corrado Robimarga condannato a pagare 48.400 euro

Corrado Robimarga

TERAMO. La Corte dei Conti ha condannato Corrado Robimarga, ex responsabile medico dell'unità semplice dipartimentale di urologia di Giulianova ed ex assessore comunale all'urbanistica, a versare alle casse della Asl Teramana 48.400 euro. La Procura aveva chiesto la condanna al pagamento di 77 mila euro.

Il processo contabile è nato dopo il procedimento penale nel quale Robimarga nel 2011 venne indagato per i reati di truffa ai danni della Asl per assenteismo, (risultava presente anche quando era assente), abuso d’ufficio, (per l’utilizzo di un ufficio ottenuto dal responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’ASL) falso ideologico (false certificazioni per occultare e far risultare la corretta fruizione di permessi retribuiti utilizzando, invece, il tempo per fini personali) peculato continuato (per aver visitato pazienti presso ambulatori esterni alla struttura pubblica o anche nell’ambulatorio interno all’ospedale civile di Teramo senza il rilascio di alcuna ricevuta).

A luglio del 2013 sentenza di primo grado: il medico è stato ritenuto colpevole di tutte le accuse ad eccezione dell’abuso d’ufficio. Per lui è arrivata una condanna a tre anni e otto mesi di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici in perpetuo.

Alla Asl di Teramo, costituitasi parte civile, è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno sofferto, da liquidare in sede civile.
La sentenza di primo grado è stata parzialmente riformata dalla Corte d’appello de L’Aquila nel 2014: riqualificate le ipotesi di peculato a truffa, prescritti i fatti antecedenti al 29 luglio 2007 e pena rideterminata in un anno e 8 mesi di reclusione. La sentenza è diventata poi definitiva dal momento che il ricorso per Cassazione dell’imputato è stato respinto.

Il Pubblico Ministero della Corte dei Conti ha ipotizzato la sussistenza di un danno pari a 77 mila euro per quei reati contestati in sede penale.

Ma come si arriva ai 77 mila euro richiesti dalla procura contabile? Oltre 3 mila euro sono stati richiesti come restituzione della retribuzione ricevuta in giorni in cui in realtà il medico era assente, oltre 30 mila euro per illegittime retribuzione collegata al rapporto di esclusività con l’Azienda, più volte violato negli anni tra il 2008 ed il 2010 (11.031,85 euro per l’anno 2008, 10.855,54 euro per il 2009 e 10.681,05 per il 2010); 20 mila euro per danno patrimoniale da disservizio, altri 20 mila euro per danno patrimoniale all’immagine ed al prestigio dell’Amministrazione.


LA SCRITTURA PRIVATA

Una quota, seppur minima, Robimarga l’ha già pagata 6 anni fa dopo aver firmato una scrittura privata con il direttore generale della Asl: una vera e propria transazione con la quale le parti hanno regolato la questione relativa ai danni patrimoniali e morali cagionati all'azienda. Quale fu la cifra? 4 mila euro in tutto e in più il più classico degli accordi: le parti non avrebbero avuto più nulla a pretendere l'una dall'altra «in riferimento al ristoro dei danni patrimoniali e morali per l'instaurando procedimento penale pendente promosso dalla Procura».

Ma la Corte dei Conti ha invece staabilito che Robimarga debba in realtà versare anche dell’altro.

Secondo i giudici Federico Pepe, Gerardo de Marco, Angelo Maria Quaglini «l’insieme delle violazioni accertate definitivamente in sede penale ha fatto emergere la natura cosciente, volontaria e palesemente non “episodica”, bensì abituale, delle infrazioni stesse, inquadrabili nell’ambito di un modus procedendi di ordinaria violazione del regime di esclusività, protrattosi nel corso degli anni, tanto all’esterno quanto all’interno della stessa struttura ospedaliera di appartenenza, con censurabile spregiudicatezza».

Dunque la cifra da versare ammonta in totale a 45.726,63: 32.568,44 euro per il trattamento di “esclusività” illecitamente percepito nel triennio 2008-2010; 1.158,19 euro per le prestazioni «abusivamente rese in danno della struttura di appartenenza», 12 mila euro per danno da disservizio.
La cifra è stata arrotondata a 48.400 euro con la rivalutazione monetaria dal 2011 fino allaa sentenza dei giudici contabili.


Alessandra Lotti