L'INCOMPIUTA

Da metro di superficie a filovia superficiale: arriva la prima scarica elettrica

Redazione PdN

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Filovia Pescara, D’Amico (Tua): «entro il 2016 entrerà in funzione»

FILOVIA. Mentre mezzo Abruzzo è costretto a fare i conti con il più lungo e devastante blackout, a quasi 20 anni dal suo concepimento, la filovia di Pescara riceve la prima scarica elettrica.

I famosissimi e contestatissimi pali elettrificati (costati ben 11 mln di euro per un tratto esiguo del tragitto Montesilvano-Pescara) sono stati messi in esercizio dopo molti anni dalla loro costruzione.

Tutto è andato benissimo e funziona a meraviglia. Peccato che manchi solo la… filovia.

A conti fatti è stata data alta tensione a sei chilometri di tracciato inservibile, per un filobus che non c'è (più) e non ci sarà ancora per un molti mesi.

E’ il primo passo in avanti per un progetto contestatissimo portato avanti malamente negli anni e scampato per grazia ricevuta ad una inchiesta penale che alla fine dei conti ha fatto emergere persino maggiori dubbi di quanti già non se ne avessero prima e non ha insegnato nulla a chi negli anni successivi ha dovuto prendere decisioni.

Una recente intervista al neo asscomunale essore alla mobilità, Stefano Civitarese, ha riacceso gli animi e gli scontri sulla filovia ed il suo nebbioso e offuscato futuro  e fatto ripiombare la città e la discussione a dieci anni fa, come se nulla fosse successo nel frattempo in un loop pericoloso e dispendioso.

Civitarese probabilmente da tecnico, accademico e studioso ha rilanciato il progetto della filovia cavalcando i triti cavalli di battaglia di sempre: riduzione dello smog e del traffico. Eppure la stessa amministrazione Alessandrini è apparsa in questi tre anni ondivaga, indecisa e contraddittoria sul tema, i che non ha semplificato le cose.

I temi dell’inquinamento e del traffico sono temi veri e importanti ma teorici perchè si applicano ad una idea di progetto della filovia che non esiste e non è stato concretizzato così come era stato concepito originariamente.

I troppi inciampi amministrativi hanno di fatto stravolto l’idea originaria ed il progetto e rappezzo dopo rappezzo, imprevisto dopo imprevisto il risultato di oggi è l’ennesimo obbrobrio di cui l’Abruzzo è stato capace.

Del resto persino sviste progettuali e una realizzazione dei lavori approssimativa hanno dato vita a qualcosa di unico.

C’era chi dieci anni fa si lamentava per i costi esorbitanti dell’eletrificazione ma non aveva ancora assistito al resto del film con il fallimento della società che produceva fantastici autobus all’avanguardia (chissà poi perchè fallisce…) e ad oggi ci ritroviamo con una rete elettrificata ma senza il mezzo di trasporto sul quale i tecnici si interrogano per evitare l’ennesimo azzardo.   



«CRITICITA’ EVIDENZIATE DAI PERITI ANCORA IRRISOLTE»

La guerra dei comitati all’opera, così come concepita e come portata avanti a colpi di maglio, continua.

Ivano Angiolelli, portavoce, spiega che «la sopravvenuta - sorprendente e superficiale - archiviazione del procedimento penale, che peraltro ha confermato l’assoluta gravità delle discrasie amministrative dell’ultraventennale procedimento, non attenua di una virgola il contenuto rilevante delle criticità tecniche ed economiche ripetutamente evidenziate e accertate nella dotta relazione: tutte, a oggi, irrisolte e di assai improbabile soluzione su un tracciato che è e resterà inadeguato alla bisogna».

Il problema ora si focalizza proprio sulla scelta del mezzo dopo che la ditta che aveva vinto l’appalto  proponendo soluzioni innovative (10 anni fa) sul filobus a guida vincolata. L’idea proposta è quella di un mezzo totalmente elettrico in grado di ricevere alimentazione dai fili e dalle batterie di accumulo interne.

L’ipotesi è avversata dai comitati che si rifanno all’esperienza romana di questo tipo di mezzo subito sparito dalla circolazione con danni enormi.

«Oggi, siamo arrivati all'invasione di 212 pali di sostegno delle linee aeree di contatto, che sono spuntati in prossimità delle abitazioni civili a detrimento del paesaggio e dei rami degli alberi a dimora», aggiunge Angiolelli, «come e' stato possibile, in dieci anni, trasformare un progetto innovativo in una boiata senza capo né coda, di cui in queste ore si celebrano, senza vergogna, le paradossali prove tecniche di trasmissione? »

E poi ci sono i problemi di sempre e mai risolti in questi 10 anni: «perché non si è stati in grado di offrire un percorso completo confacente alle effettive esigenze trasportistiche metropolitane?»


  Il sopravvenuto annullamento recente del bando di gara per l'assegnazione della progettazione definitiva del secondo e terzo lotto dell'impianto, rappresenta l'ennesima battuta di arresto.

 



Mario Sorgentone, storico oppositore, rilancia i problemi di un eventuale sostentamento della filovia che avrebbe un bacino di utenza troppo limitato mentre i costi sarebbero elevati.

«Pertanto il più volte propagandato flusso di 800 passeggeri l'ora, valso certamente a carpire il finanziamento dal CIPE, è solo una suggestiva invenzione, ma che non trova nessun riscontro nella realtà», sostiene Sorgentone, «inoltre i semafori previsti agli incroci, provocheranno rallentamenti, code, macchine ferme, aumento delle emissioni gassose e dell'inquinamento. I tempi di percorrenza Montesilvano Pescara, con 22 fermate e semafori, saranno ben superiori ai 10 minuti più volte declamati da certi politici. il costo di esercizio di un filobus è di circa 5,62 €/km, pari a 22 milioni/anno per 10 filobus. Per ammortizzare i costi occorrerebbe un flusso di 22 milioni di passeggeri/anno ad 1€ a biglietto. Chi pagherà le perdite di gestione ?»

Si tratta di domande e argomentazioni, già proposte in passato, alle quali i vari amministratori pro-tempore hanno sempre risposto con atti amministrativi imposti e calati dall’alto. Salvo poi ritrovarsi per 20 anni nel pantano.

L’idea che continua ad aleggiare è che imprecisate forze oscure spingono affinchè “qualcosa” venga realizzato a tutti i costi senza nemmeno troppe spiegazioni.   

Tutto già visto. Anche per la filovia si ricomincia da capo.  

Altro giro, altra corsa.