FINE DELLA STORIA?

Les Paillottes, via libera del Comune di Pescara alla demolizione

A sei anni dalla sentenza la società inizia i lavori

Redazione PdN

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Les Paillottes, via libera del Comune di Pescara alla demolizione

PESCARA. E’ stato pubblicato ieri sull'albo pretorio on line del Comune di Pescara il permesso relativo alle operazioni di demolizione degli abusi della società Portanuova Entertainment del cavalier Filippo Antonio De Cecco.

Dunque i lavori, a questo punto, possono partire.

Soddisfatto l’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo: «c'è voluto un po' di tempo ma finalmente pare che si ottemperi alla sentenza del 2011 (il progetto esecutivo del CTU è del 2015). E' un fatto positivo che grazie alla battaglia che abbiamo condotto si ristabilisca la legalità sul demanio marittimo in un ambito di così grande valenza paesaggistica e storica come il quartiere Pineta».

La Cassazione nei mesi scorsi ha infatti messo la parola fine sugli abusi realizzati sul demanio marittimo dalla società dei De Cecco.

Così come sancito dai giudici lo stabilimento sarebbe stato ampliato sfruttando permessi rilasciati per effettuare invece manutenzioni.

E’ stata contestata la zona d'ingresso su piazzale Le Laudi che sarebbe stata ottenuta attraverso la copertura di tutta la superficie pavimentata e la chiusura con pannelli fonoassorbenti rivestiti in tronchetti di legno. Dito puntato anche sulla zona destinata a ristorante, piano bar, pizzeria con l'insegna Il Granchio e sull'ampliamento della veranda e una zona costituita dalla piattaforma verso il mare.

Il locale venne sottoposto a sequestro il 17 dicembre del 2007, nell'ambito dell'inchiesta della magistratura pescarese su abusi edilizi e irregolarità nelle concessioni demaniali: a giudizio dell'accusa l'ampliamento della struttura sarebbe avvenuto sfruttando permessi rilasciati per effettuare semplici manutenzioni e per eliminare le barriere architettoniche, in assenza di titolo edilizio e in violazione del Prg.
Nel 2011 arrivò la condanna del Tribunale di Pescara per abuso edilizio.

La sentenza, un anno dopo, venne confermata dalla Corte d'Appello dell'Aquila. De Cecco presentò ricorso in Cassazione, ma nel 2013 l'istanza fu rigettata.
Nel maggio 2014, in virtù del pronunciamento della Cassazione e dell'ordinanza di dissequestro da parte del Tribunale di Pescara, la Procura del capoluogo adriatico emise un' ordinanza per la demolizione delle parti abusive dello stabilimento balneare.

La proprietà del locale riuscì a congelare l'ordinanza di demolizione grazie ad una serie di ricorsi presentati al Tar dell'Aquila, in particolare contro i provvedimenti di demolizione emessi dal Comune di Pescara. Poi la parola definitiva con il via libera alla demolizione e il documento del Comune firmato il 2 gennaio scorso e pubblicato ieri che sembra dire che la storia possa concludersi così, con l’abbattimento degli abusi.