A PROCESSO

Tangenti post-sisma: a giudizio ex vice sindaco L'Aquila, Roberto Riga

Redazione PdN

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Roberto Riga

Roberto Riga


L’AQUILA. Accusato di corruzione in riferimento all'appalto per la ristrutturazione dell'Oratorio salesiano, una commessa da 30 milioni di euro, l'ex vice sindaco dell'Aquila Roberto Riga e' stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale dell'Aquila Guendalina Buccella.

Sotto processo, nell'udienza fissata al prossimo 15 giugno, anche l'imprenditore aquilano Massimo Mancini, vice presidente dell'Aquila Calcio oltre all'imprenditore, anche lui aquilano, Simone Lorenzini.

Stralciata per essere sospesa, la posizione dell'altro imprenditore aquilano, Sandro Martini, essendo il Comune del Teramano di appartenenza del proprio avvocato di fiducia, rientrante nel cosiddetto "cratere" sismico.

La posizione di quest'ultimo imputato verra' valutata sempre dal Gup dell'Aquila, a settembre. Per entrambi gli imprenditori era stata adottata la misura interdittiva del divieto temporaneo dell'esercizio d'impresa per il periodo di un mese, poi annullata in anticipo per il solo Martini. L'inchiesta era nata da una indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza dell'Aquila che, a fine 2015, culmino' con un'ordinanza di custodia cautelare che vide ristretti Riga e Mancini agli arresti domiciliari per 15 giorni.

Secondo le indagini, l'ex vice sindaco si sarebbe speso con il rappresentante legale dell'Opera salesiana per favorire l'affidamento della ricostruzione post-sisma alla ditta Mancini e, in cambio, avrebbe stipulato in favore del costruttore, che non e' piu' amministratore dell'impresa, un contratto di affitto di 12 anni, 6 anni piu' 6, di un'abitazione acquistata in precedenza, con un canone notevolmente superiore ai prezzi di mercato. Per il sostituto procuratore David Mancini, una tangente a tutti gli effetti. Le indagini bancarie avrebbero permesso di riscontrare alcuni rapporti che attestano l'acquisto da parte dell'ex assessore e della sua consorte di due unita' immobiliari all'Aquila. Anche i due imprenditori aquilani si sarebbero resi responsabili di altrettanti casi di corruzione nei riguardi dell'ex vice sindaco.