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Depuratore Pescara, gestione affidata a impresa di Cagliari

Importo da 322 mila euro per un anno

Redazione PdN

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Pescara, black out di 25 ore della vasca finale del depuratore. Dove sono finiti i liquami?

PESCARA. È stata aggiudicata questa mattina all'impresa Entei S.p.A di Assemini (Cagliari) la gestione del depuratore di Pescara per un importo complessivo di 322.714 euro più Iva, all'esito del bando di gara dello scorso 10 ottobre.

Il contratto avrà la durata di un anno. La gestione dell'impianto decorrerà a partire dal prossimo 1 gennaio 2017.

Nell'offerta presentata all'Aca, l'impresa cagliaritana si è impegnata a riassorbire il personale già impiegato nella gestione dell'impianto.

Tra i vari obblighi del nuovo futuro gestore c’è quello dei controlli sui fanghi, anche da parte di una ditta esterna e dell’Aca, dell’acquisto delle varie sostanze chimiche necessarie per il corretto funzionamento del depuratore anche se «tutti i reagenti, flocculanti, coagulanti, disinfettanti, antischiuma, combustibile e quant'altro necessario aggiungere per il buon funzionamento del processo chimico-fisico-biologico, sia nei liquami sia nella fase di digestione anaerobica e nei fanghi, sono a carico di ACA spa».

Inoltre bisognerà provvedere a «l’approntamento in caso di emergenza di tutte le misure di sicurezza per ovviare a pericoli a cose e persone» e obbligo della manutenzione completa.

Per quanto riguarda il trasporto e lo smaltimento dei fanghi restano in capo all’Aca che svolgerà nuovo bando per la ricerca della società specializzata.

La procedura è seguita da direttore tecnico e direttore generale che sono sempre Lorenzo Livello e Bartolomeo Di Giovanni, memoria storica della società pubblica da quasi un ventennio.


Difficile non notare come l’Aca abbia deciso di “spacchettare” i servizi escludendo voci importanti come l’acquisto dei reagenti o lo smaltimento dei fanghi, probabilmente per evitare una gara europea. Infatti si è passati da un costo annuale di 1,4 mln di euro a 490 mila euro (poi sceso a 322mila euro): per ora un bel risparmio ma la parola definitiva si avrà quando saranno messi a gara gli altri servizi connessi.

Nel 2006 fu l’Ato (e non l’Aca) a stipulare un project financing con la ditta Di Vincenzo che prevedeva lavori a pagamento, ampliamenti e la gestione dell’impianto. Erano i tempi di Giorgio D’Ambrosio: l’accordo si chiuse per una cifra media di 1,4 mln di euro comprensivi anche dello smaltimento dei fanghi. La procura di Pescara ebbe da ridire su quest’ultimo servizio ma i processi stabilirono che in buona parte i sospetti non erano provati.

Nell’accordo di allora Di Vincenzo avrebbe dovuto effettuare diversi lavori tra cui anche vasche di prima pioggia necessari per evitare che la fogna finisse in mare quando pioveva. Ma quei lavori non sono mai stati effettuati e nemmeno da parte dell’Ato e dell’Aca mai richiesti con i risultati che conosciamo. Ora quei lavori saranno pagati molto di più e con soldi pubblici finanziati dalla Regione a guida D’Alfonso.