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Banche ed Euribor taroccato: «35 mila famiglie abruzzesi hanno diritto al rimborso»

Battaglia di Sos Utenti: «fare in fretta per non rischiare prescrizione»

Redazione PdN

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Banche ed Euribor taroccato: «35 mila famiglie abruzzesi hanno diritto al rimborso»

 

ABRUZZO. Tassi “taroccati” le banche nei guai: dalla sentenza dell’Unione europea il sì ai risarcimenti per brogli fatti sui tassi dalle banche grossiste.

In Abruzzo sono oltre 35 mila le famiglie che hanno acquistato un immobile ed  aventi diritto al rimborso.

Gli anni incriminati sono quelli tra il 2005 ed il 2008: in questo lasso di tempo è stata accertata la manipolazione dell’Euribor,  il tasso di riferimento a cui sono agganciate le rate dei finanziamenti a tasso variabile, e questo vuol dire che oltre 35 mila famiglie abruzzesi (e tantissimi altri in tutta Italia) hanno diritto al rimborso.

Nel dicembre 2013 l’Antitrust europea ha multato per 1,7 miliardi di euro quattro grandi banche, Barclays, Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland e Société Générale, per un accordo di cartello finalizzato a manipolare l’Euribor.

Per due anni  quella sentenza è rimasta secretata.

Dopo la pubblicazione l’avvocato abruzzese, Andrea Sorgentone, dell’associazione Sos Utenti si è messo in moto.

In Abruzzo, solo per il 2008 le sanzioni previste a carico delle Banche ed a beneficio delle famiglie che hanno acquistato un immobile ammonta  a  171 milioni di euro.

 


LA SENTENZA

La sentenza è arrivata dopo tre anni: una ventina di pagine fondamentali per rivolgersi a un giudice e ottenere il risarcimento delle somme versate ingiustamente.

In attesa, come detto, almeno 35 mila famiglie che hanno acquistato un immobile con un mutuo a tasso variabile in corso nel periodo compreso tra il settembre 2005 e il maggio 2008, gli anni incriminati. Proprio quegli anni in cui la Regione Abruzzo firmava la  secondo cartolarizzazione della Sanità con la Deutsche bank, una delle banche finite nel mirino.

 

In tutta Italia 2,5 milioni di clienti che nello stesso periodo hanno ottenuto un finanziamento o stipulato un leasing. Tutti hanno pagato interessi taroccati.

La sentenza della Commissione Europea mette nero su bianco quanto già si sapeva dal dicembre 2013: un gruppo di grandi istituti di credito internazionali ha creato un cartello manipolando a suo piacimento l’indice Euribor, il parametro al quale si agganciano mutui, derivati e molti altri strumenti finanziari. La conseguenza è stata la falsificazione della quota interessi applicata alle rate, con effetti evidenti sino alla primavera del 2009. Il cartello è stato punito dall’ Antitrust della UE con una sanzione di 1,7 miliardi di euro, poi ridotta a 1 miliardo. Ora, grazie alla consegna della Sentenza alla Sos Utenti e sua pubblicazione, parte la corsa per ottenere i rimborsi.



L’EFFETTO CASCATA

La manipolazione dell’Euribor da parte delle Banche condannate – tra loro la  Deutsche Bank operante in Italia e anche in Abruzzo – ha generato un effetto a cascata.

Perché le decisioni assunte in maniera arbitraria dal tavolo ristretto formato da 4 grandi Banche condizionavano anche le banche più piccole, chiamate per legge a recepire il valore Euribor di volta in volta stabilito.

La Sos Utenti, utilizzando i dati statistici pubblicati sul Bollettino trimestrale edito dalla Banca D’Italia, per il solo 2008, ha tirato fuori il tasso medio praticato dalle banche e sottraendovi la media Euribor taroccato è riuscita a calcolare lo spread applicato per determinare il maltolto, prendendo in considerazione un mutuo per 100mila euro da restituire in 20 anni.

L’importo che può essere richiesto giudizialmente, solo per il 2008, oscilla tra 2.962 euro e i 4.0758 euro a seconda della sanzione che ogni Giudice ritiene di applicare.

C’è chi – tra gli imprenditori che hanno acceso un mutuo o un leasing per avviare attività commerciali – ha subito un danno economico ancora maggiore.

Basta moltiplicare gli importi citati per il numero di anni di manipolazione illegittima e per i multipli di 100.000 euro.

E in diversi casi c’è stata una seconda conseguenza: molti clienti sono entrati in crisi in seguito all’aumento spropositato dei tassi d’interesse e dunque delle rate. Ad alcuni la banca ha chiuso i rubinetti perché non riuscivano a rispettare le scadenze. La colpa, ma si è scoperto solo qualche anno dopo, era di chi aveva taroccato gli interessi.



LA BATTAGLIA LEGALE E L’AVVOCATO ABRUZZESE

A dare la svolta decisiva alla vicenda è stato l’avvocato Andrea Sorgentone della Sos Utenti.

Abruzzese (Roseto degli Abruzzi) di origine, si è trasferito in Sardegna nel 2006 e nell’isola difende gli Utenti dagli abusi bancari.

Responsabile dell’Associazione Sos Utenti, spiega di aver capito all’istante quali effetti avrebbe potuto avere la sanzione inflitta dall’Antitrust al cartello delle Banche.

Per questo, già nel gennaio 2014, un mese dopo il provvedimento, l’avvocato Sorgentone ha iniziato un pressing serrato nei confronti della Commissione Ue. Obiettivo: ottenere la sentenza, senza la quale è difficilissimo ottenere un risarcimento in tribunale.

Il botta e risposta è durato quasi da tre anni e si è conclusa con la minaccia, da parte della Sos Utenti, di rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea per avere copia del provvedimento.

L’associazione, riferisce il presidente onorario Gennaro Baccile stava anche lavorando per ottenere una rogatoria internazionale da una importantissima Procura Italiana.

L’attesa è finita pochi giorni fa: il legale ha ricevuto il documento, in una versione che la Commissione ha concordato con le banche sanzionate, così da non diffondere segreti industriali.

Resta intatta la sostanza: la condanna del cartello e le motivazioni dell’Antitrust, che denuncia la collusione tra istituti di credito che al contrario avrebbero dovuto operare in concorrenza. Tre anni di ritardo nella diffusione della sentenza, oltre alla tutela della privacy, secondo la Sos Utenti  hanno anche un’altra spiegazione: guadagnare tempo per fare scattare la prescrizione, che potrebbe decorrere dopo 10 anni da ogni singolo pagamento delle rate dei mutui o altri debiti agganciati all’Euribor.

In realtà anche questo ostacolo potrebbe essere aggirato. Nel frattempo la corsa ai risarcimenti degli interessi sui mutui con tassi taroccati  è partita.



IL RISCHIO PRESCRIZIONE

L’avvocato Emanuele Argento, cofondatore della Sos Utenti ed esperto Legale del contenzioso Bancario in seno all'associazione spiega che all’orizzonte c’è il rischio di una seconda beffa.

Il nuovo incubo si chiama prescrizione, in teoria già scattata – dopo 10 anni – per i pagamenti effettuati da settembre 2005 a novembre 2006. Soltanto in teoria però.

In realtà, chiarisce il legale Argento, tutte le persone coinvolte a loro insaputa nello scandalo Euribor potrebbero ottenere il risarcimento delle somme indebitamente versate.

«E’ possibile, infatti, che la prescrizione decorra dal momento in cui si è venuti a conoscenza del danno subito, quindi nel dicembre 2013 quando l’Antitrust sanzionò il cartello delle Banche che manipolava l’indice Euribor. In questo caso, i clienti beffati avrebbero tutto il tempo di chiedere e ottenere giustizia in tribunale».

La sentenza dell’Ue è vincolante per i giudici civili italiani.



CHI PUO’ CHIEDERE IL RISARCIMENTO

Sos Utenti chiarisce che possono produrre azioni tutti coloro che hanno stipulato contratti parametrati all'Euribor, attraverso mutui, finanziamenti, prestiti, leasing e derivati, negli anni dal 1° settembre 2005 al 31 marzo 2009. Inoltre possono promuovere azioni anche coloro che avevano già in corso le stesse operazioni creditizie parametrate all'Euribor, nel periodo settembre 2005-marzo 2009 , stipulati in anni precedenti.