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Terna, l’Autorità per l’energia: «nessuna irregolarità per l’incentivo da 19 milioni»

Di Pasquale: «sono allibito»

Redazione PdN

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Terna, l’Autorità per l’energia: «nessuna irregolarità per l’incentivo da 19 milioni»

I componenti dell'autorità

ABRUZZO. Le accuse mosse l'estate scorsa dal perito Antonio Di Pasquale nei confronti della società Terna erano dure quanto circostanziate: «la società ha mentito per ottenere l'incentivo da 19 milioni di euro» al termine dei lavori dell’elettrodotto Villanova- Gissi.

Il perito ha messo nero su bianco tutte le sue perplessità e le ha girate direttamente all'Autorità per le energie che nei giorni scorsi ha risposto sostenendo che non sono state riscontrate anomalie nell’erogazione del premio.

Il termine ultimo per concludere i lavori ed ottenere l’incentivo era stato infatti fissato al 31 dicembre del 2015.

Data sforata di un mese per colpa, dice Terna, di «sommosse popolari, tumulti, sabotaggi, atti vandalici e le violente opposizione dei proprietari dei fondi interessati dalle opere».

Insomma tutti motivi estranei alla volontà della società, alcuni dei quali, però, smentiti non solo dai cittadini stessi ma dalla Procura di Lanciano che ha chiesto l’archiviazione per i cittadini denunciati sostenendo che «nessuna violenza c’è stata» in una delle giornate più calde, quella dell’8 luglio 2015.

Ma questo l’Autorità per l’energia non lo sapeva, tanto che nel verbale che autorizzava l’incasso del premio si sottolineava, sposando dunque la tesi di Terna, che «il ritardo nel raggiungimento della ‘milestone’ per l’anno 2015 è ascrivibile a cause di forza maggiore estranee alla volontà della società ed imprevedibili, documentate dalla società nell’ambito dell’istruttoria».

Come detto Di Pasquale ha ricostruito l’intera vicenda nella convinzione che l’Autorità potesse prendere provvedimenti.

Ma l’Autorità, invece, ha risposto: «non si ravvisano i presupposti per modificare, soprattutto con effetto retroattivo, il meccanismo di incentivazione».

E ancora: «non c’è alcuna evidenza di una presunta indebita erogazione al gestore del sistema di trasmissione degli incentivi all'accelerazione degli investimenti».

Nella risposta si ricorda che proprio gli incentivi sono stati riconosciuti dopo «l'accertamento positivo da parte dell'Autorità del rispetto della soglia del 70%, in coerenza con quanto previsto dalla regolazione in materia».

Si ribadisce anche che nella documentazione arrivata non ci sono informazioni sul raggiungimento del Milestone «non corrispondenti al vero».

Dell'istruttoria condotta dall'Autorità, inoltre, «non è emersa alcuna violazione da parte del gestore del sistema di norme regolatorie disposte».

L’Authority si dice inoltre non competente sui presunti inadempimenti da parte di Terna alle prescrizioni contenute nei decreti Via o sulle presunte costruzioni abusive o difformi rispetto e progetti esecutivi: «spetta alle amministrazioni dello Stato verificare».

Il perito Antonio Di Pasquale in una lettera di risposta si dice allibito: «mai mi sarei potuto aspettare che si potesse incentivare, con pubblici denari prelevati dei pagamenti delle bollette dell'energia elettrica anche di coloro che a stento riescono a sopravvivere, la costruzione di un'opera definita di pubblica utilità, in violazione dell'atto di autorizzazione, del decreto via, di legge e di diritti».

«Ero convinto», continua Di Pasquale, «di vivere in uno stato di diritto, culla della democrazia, ma al contrario ogni giorno mi rendo conto che in Italia le battaglie contro l'illegalità sono ardue da sostenere e quasi impossibili da vincere poiché si scontrano con pressappochismo inadempienze e corruzione».