PASTROCCHI ITALIANI

Equitalia, l’imprenditore Rossi vuole pagare debito ma l’agenzia lo ignora

Inviati ufficiali giudiziari per notifica: «fatemi rateizzare il debito»

Redazione PdN

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Equitalia, l’imprenditore Rossi vuole pagare debito ma l’agenzia lo ignora

OFENA. Equitalia si dimentica dell’imprenditore agricolo Dino Rossi, lui gli manda gli ufficiali giudiziari per una notifica.

Dopo le varie dimostrazioni davanti la sede di Equitalia a L’Aquila, in via Strinella, prima con un carico di letame, poi con un pallottoliere gigante ed infine con duemila zappe in regalo, adesso da parte dell’imprenditore agricolo di Ofena scatta la diffida nei confronti dell’agenzia di riscossione.

L’imprenditore ha richiesto più volte, senza successo, a quale importo ammontasse il proprio debito. Il diniego è stato reiterato più volte, anche in presenza degli agenti della Digos.

L’agenzia di riscossione nei mesi scorsi si è limitata solo a consegnare a Rossi un pacco di cartelle la cui somma ammonta a 156.485,72. Tra questi soldi ci sono anche 15 mila euro per «cartelle sospese» che Rossi non ha mai potuto chiarire.

Una cifra complessiva esorbitante rispetto a quella effettivamente dovuta, ha sempre ribadito l’imprenditore.


LA DENUNCIA ALLA PROCURA

Sono seguite da parte di Equitalia una serie di azioni esecutive come iscrizioni di ipoteca e pignoramento presso terzi.

Proprio a causa di questo comportamento «omissivo» e per valutare l’ eventuale sussistenza di profili anatocistici e di usura nelle modalità di calcolo degli interessi, Rossi ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di L’Aquila.

E’ stata così aperta una inchiesta (il pm ha chiesto l’archiviazione ma è stata accolta l’opposizione del legale di Rossi) ed Equitalia ha depositato un analitico e dettagliato elenco di cartelle di pagamento riconducibili a Rossi per un importo totale dovuto di 60 mila euro.

A questo punto Rossi, accedendo al fascicolo di inchiesta, conosce per la prima volta la sua situazione e chiede il rateizzo del debito ma Equitalia non risponde e omette di dare riscontro alla sua istanza.


UN SILENZIO CHE GENERA GRAVI DANNI

«Questa situazione», spiega l’avvocato Davide Tagliente, «ha generato e genera gravi danni in capo all’imprenditore che, in ragione delle esistenti iscrizioni ipotecarie per importi esorbitanti, non riesce ad ottenere accesso al credito per provvedere all’estinzione delle proprie obbligazioni di pagamento».

L’azienda agricola Rossi è, infatti, una delle tante aziende italiane ridotte sul lastrico, anche per colpa delle cartelle esattoriali e di Equitalia che per riscuotere piccole somme ingessa attività con capitali di svariati milioni di euro investiti ed impedisce l’accesso al credito.

«In molti si sono rassegnati», commenta Rossi, «c’è chi addirittura ha preferito farla finita con una fune intorno al collo, ma c’è chi invece ha reagito combattendo con tutti le forze, anche portando i conti in piazza, facendo capire a tutti, quello che i nostri politici sono capaci di fare».



SIGNOR ROSSI CHI?

Nelle ultime settimane Rossi, tramite il suo legale ha inviato ad Equitalia due missive tramite pec per la richiesta di rateizzo del debito.

La risposta ha dell’incredibile: «Gent.mo avv. Tagliente, al fine di poter compiutamente evadere la richiesta inerente il contribuente indicato in oggetto, Le chiediamo, gentilmente, di inviarci i dati anagrafici del Sig. Rossi Dino. In attesa, cordiali saluti».

«Qui lo stupore di tutti noi appena letta la risposta», ammette Rossi, «dopo aver fatto manifestazioni a livello nazionale e riempito pagine di giornali on line e cartacei, Equitalia fa finta di non conoscere l’azienda agricola».

L’ultima diffida, qualche giorno fa, Rossi l’ha inviata tramite ufficiale giudiziario e oggi commenta amaramente: «confido in un oculato e attento lavoro della Magistratura aquilana per il procedimento ancora aperto e per quello della Procura di Trani per usura per porre un freno a chi per il loro comportamento hanno portato i contribuenti al suicidio».

Alessandra Lotti