IL PROGETTO

Seastock Ortona, Ministero chiede al Comune: «da che parte state?»

Doppio parere contrastante da parte dell’amministrazione D’Ottavio

Redazione PdN

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Deposito Gpl Ortona, «3 errori clamorosi, si rischia infrazione da Ue»

La banchina del porto di Ortona

ORTONA. Venerdì scorso è arrivata in Comune una nota del Ministero dello Sviluppo Economico sul procedimento di autorizzazione alla costruzione ed esercizio del deposito costiero per stoccaggio GPL della ditta Seastock.

La nota è indirizzata alla direzione regionale dei Vigili del Fuoco, al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, alla Regione Abruzzo e, per conoscenza, alla Capitaneria di Porto di Ortona, al Ministero dell’Ambiente, al Ministero dell’Interno, al comando provinciale dei Vigili del Fuoco, al Comune di Ortona e alla Seastock.

Dalla nota si evince chiaramente che il Comune di Ortona ha avuto un comportamento contradditorio, rilasciando nel luglio 2014 un parere di massima favorevole, ai fini urbanistici, alla costruzione dell’impianto e poi, il 16 giungo 2016 si è espresso negativamente all’insediamento «per motivi di sicurezza salute pubblica e possibili contrasti urbanistici con il nuovo piano regolatore portuale».

Per questo la Capitaneria di Porto di Ortona ha richiesto chiarimenti al Comune, lo scorso 26 giugno ma, non ricevendo risposte, ha comunicato che risulta concluso il procedimento in essere presso i loro uffici, restando in attesa di determinazioni dei ministeri dello sviluppo economico e dell’industria.

Sul caso si sono espressi praticamente tutti: la Regione Abruzzo ha rilasciato il proprio parere favorevole all'esclusione della procedura di Via, il Comitato tecnico regionale Abruzzo ha rilasciato il nulla osta di fattibilità al rapporto preliminare di sicurezza con prescrizioni, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha rilasciato parere favorevole «fatte salve eventuali prescrizioni tecniche e amministrative». Parere favorevole anche della provincia di Chieti e prima un sì e poi un no da parte del Comune.

«A questo punto», commentano i consiglieri comunali Vincenzo Polidori, Patrizio Marino, Leo Castiglione, Franco Musa, Carlo Emanuele Maria Ricci, «pensiamo che il Comune debba intervenire, perché è proprio ciò che il Ministero dello Sviluppo Economico vuole conoscere, lasciando intendere che il procedimento sia ancora aperto».

Secondo i consiglieri il Comune di Ortona, per quanto di sua competenza, deve valutare attentamente le osservazioni dei cittadini, poiché dovrà rilasciare il titolo abilitativo alla costruzione: «in questa fase il sindaco deve dire alla città se è contrario davvero al progetto della Seastock, senza rimpallare le responsabilità ai vari enti».

La nota del Ministero dello Sviluppo Economico si conclude con l’invito a far conoscere quello che gli enti intendono fare, dopo l’attento esame delle osservazioni se, cioè, ritengono di modificare il loro parere impartendo ulteriori prescrizioni o se restano confermate quelle già imposte.

I consiglieri di minoranza chiedono dunque un confronto aperto con il sindaco e l’amministrazione per trovare una soluzione condivisa, magari servendosi della consulenza di esperti del settore.

Il progetto prevede la costruzione di un deposito costiero di GPL da 25.000 metri cubi con annessa banchina di scarico navi gasiere. Le opere di progetto sono suddivise in due aree di intervento. La prima: un’area deposito costituita da manufatti, impianti e sistemi per lo stoccaggio del prodotto scaricato dalle gasiere, il caricamento del GPL in autocisterne (ATB) e ferrocisterne (FC) e la spedizione del prodotto sul territorio nazionale. La seconda: un’area scarico nave costituita da impianti ed apparecchiature per l’ormeggio e lo scarico delle navi gasiere, oltre il piping di collegamento con l’impianto a terra. La tubazione e le apparecchiature funzionali alla discarica della nave gasiera saranno installate su di una struttura metallica disposta in allineamento con la diga foranea lato Nord che si collega con un pontile di attracco.