DEPURAZIONE IMPOSSIBILE

Potabilizzatore Chieti, lo scempio continua dopo 30 anni

Ora si vuole depurare l’acqua per poi irrigare i campi

Redazione PdN

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Potabilizzatore Chieti, lo scempio continua dopo 30 anni

ABRUZZO. Verrebbe da pensare che siccome tutti i responsabili di una opera assurda come il potabilizzatore di Chieti l’hanno fatta franca si può continuare sulla stessa linea perseverando senza un minimo di senno.

Così il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, tra le sue priorità ha stabilito che bisogna continuare ad investire e spendere soldi sull’opera per metterla in funzione: ormai c’è -ha pensato- bisogna utilizzarla per forza.

Così continuano le riunioni alle quali partecipano rappresentanti dell’Aca, dell’Arta, il Commissario Straordinario dell’Arap Giampiero Leombroni (che meglio di tutti conosce l’opera per essere stato in passato anche il Rup), i sindaci dei Comuni di Pescara, Chieti, Spoltore, San Giovanni Teatino, il dirigente regionale del Genio Civile di Pescara Vittorio Di Biase e il dirigente regionale del Servizio gestione e qualità delle acque Giancarlo Misantoni.

Nell’ultima riunione sono state prese in considerazione varie ipotesi. Si è deciso di percorrere un iter in due fasi: mettere intanto in funzione la struttura destinandola ad un uso diverso e, quando le condizioni del fiume lo renderanno possibile, sfruttarla per lo scopo originario.

«Dobbiamo rivitalizzare – ha spiegato Leombroni – quella che finora è stata un’incompiuta. Per questo motivo Ersi e Aca si attiveranno per farla partire al più presto, mentre la Regione si è detta disponibile ad intervenire finanziariamente qualora ve ne fosse l’esigenza».

Dunque altre risorse pubbliche sarebbero utilizzate per potabilizzare acqua da versare poi nei campi, per molti uno spreco conclamato di risorse.

Perchè infatti potabilizzare acqua per poi utilizzarla per le colture? L’acqua del fiume non è già utilizzata per irrigare così com’è? Allora perchè spendere altri soldi per fare una cosa inutile?

O forse c’è qualche rischio ad utilizzare l’acqua del fiume Pescara anche per irrigare?

Risposte certe sull’argomento sarebbero necessarie prima di procedere.



UNA STORIA INCREDIBILE

Il potabilizzatore di Chieti è una di quelle vergogne abruzzesi poco note ma che da 30 anni gridano vendetta: negli anni 90 la classe politica di allora decise di spendere 44 miliardi di lire per costruire un impianto che potabilizzasse l’acqua del fiume Pescara.

I lavori terminarono circa dieci anni fa e l’impianto – pur essendo collaudabile – non entrò in funzione poiché sempre la politica scoprì -solo dopo- che l’inquinamento derivante dal sito di Bussi aveva compromesso l’acqua del fiume a tal punto che l’utilizzo era diventato impossibile.

In realtà lo si sapeva anche prima ma ha fatto comodo a tutti dimenticarselo.

Di fatto lo spreco è conclamato anche se come sempre accade nessuno è responsabile, eppure l’errore fu proprio iniziale perchè -come è poi accaduto molte volte anche dopo- tutti gli amministratori pubblici dimenticarono un piccolo particolare: il pesante inquinamento del fiume Pescara già ben noto all’epoca.

Era infatti ben chiaro nelle menti poco illuminate degli amministratori di allora che per un secolo la Montedison aveva inquinato, e anche molto, e allora era anche più chiaro che negli anni ‘70 analisi chimiche avevano già dimostrato come sostanze pericolose fossero disciolte in acqua e che il mercurio per esempio fosse entrato nella catena alimentare nei pesci e nei capelli dei pescatori.

Invece con la grande amnesia su Bussi e la “scoperta” della discarica dei veleni. che era ben nota a moltissimi, si è avuto il pretesto per costruire un “imprevisto” che ne ha impedito la messa in esercizio.

Passato un decennio anche questo ostacolo può essere rimosso, dicono gli stessi enti che allora dicevano il contrario.

All’epoca di tangentopoli si spinse il progetto di potabilizzare l’acqua ma poi alcune norme oggi lo impediscono proprio per l’alto inquinamento del fiume.

Incoerenze pericolose e scelte insane; basti pensare (a proposito di incoerenza e schizofrenia) che un potabilizzatore si costruisce lì dove c’è poca acqua e scarse fonti ma non pare il caso dell’Abruzzo dove la neve cade in abbondanza (sono molte le fonti prestigiose sfruttate da colossi industriali delle acque minerali…).

Eppure negli anni ‘90 si decise che era necessario potabilizzare il fiume perchè non c’era abbastanza acqua.

Appena pochi anni dopo, un altro scandalo -per fortuna sventato- inventato dalla politica degli affari: la proposta di vendita dell’acqua alla Puglia.

In questo caso per giustificare una operazione nefasta per l’Abruzzo si diceva che l’Abruzzo aveva acqua in abbondanza…

«E deprimente che il sindaco di Chieti Di Primio diserti la riunione convocata dal Ministero dell'Ambiente sulla situazione catastrofica del Fiume Pescara», dice Augusto De Sanctis del Forum H2o, «e invece trovi il tempo non solo per presiedere alla riunione sul potabilizzatore ma anche per rilasciare dichiarazioni che a prima vista appaiono poco o per nulla informate sulla possibilità o meno di potabilizzare quell'acqua. Infatti leggiamo che per il sindaco teatino l'impianto "deve essere usato come potabilizzatore e non per altri scopi"».



ACQUA DA BERE?

Il Forum ricorda inoltre che attualmente tutta la procedura autorizzativa per la captazione delle acque del Fiume Pescara dall'impianto di potabilizzazione di San Martino di Chieti esclude proprio il possibile uso idropotabile.

Quindi per un eventuale uso idropotabile non basterà l'anno di analisi delle acque da parte dell'Arta/Asl, che con le attuali condizioni del fiume Pescara non saranno altro che ulteriore spreco di risorse pubbliche, ma «servirà ripartire daccapo dalla richiesta di captazione al Genio civile, passando nuovamente per la procedura di Via. Ovviamente bisognerà aver dimostrato di aver risanato Bussi e Piano d'Orta. Vasto programma, avrebbe detto De Gaulle».

Nel frattempo l'uso potrà essere solo per scopi industriali.

«Possibile che gli enti non abbiano chiarito questo aspetto richiamando gli atti già disponibili?», aggiunge De Sanctis, «basta leggere il parere del comitato V.I.A. del 27/09/2012 sulla captazione delle acque per il potabilizzatore che alleghiamo.

«Non vorremmo, però, che qualcuno stia pensando di ricorrere a qualche escamotage per portare sui tavoli dei cittadini della valpescara l'acqua del fiume Pescara. Non è che vogliono ripetere quanto già accaduto sul fiume Trigno dove con una dichiarazione di emergenza quasi perpetua da parte della regione si è distribuita acqua potabilizzata da un fiume che non rispondeva ai criteri previsti dalla legge?», dice il Forum, «ovviamente faremmo le barricate per scongiurare questa ipotesi sconsiderata tenuto conto della pericolosità delle acque e della condizione ambientale del Fiume Pescara sancita in ogni sede da parte dei massimi organi dello stato in materia ambientale e sanitaria.

Sull'acqua potabile a Chieti e Pescara abbiamo già dato, il presidente D'Alfonso escluda ufficialmente il ricorso a qualsiasi scorciatoia per usare quell'acqua a scopi potabili».