VERTENZA INFINITA

Santa Croce: proclamata un'altra settimana di sciopero

Redazione PdN

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Canistro e vertenza Santa Croce: pronto bando per concessione fonte

L'AQUILA. Sindacati e dipendenti dello stabilimento di imbottigliamento di Canistro (L'Aquila) dell'acqua Santa Croce hanno proclamato un'altra settimana di sciopero. Il segretario provinciale di L'Aquila della Cgil, Umberto Trassatti, ha confermato anche «il presidio presidio per tutta la prossima settimana, con ferma determinazione di non far passare i camion per il carico della merce».

L'altro ieri c'era stata la rottura della trattativa con l'azienda che aveva denunciato alle autorita' competenti l'attuazione illegale dello sciopero con il diniego all'ingresso nello stabilimento e con la Regione, proprietaria della sorgente che, insieme al comune di Canistro aveva annunciato un esposto alla procura della repubblica di Avezzano (L'Aquila) contro la Santa Croce con la istanza di sequestro dello stabilimento e dell'acqua captata senza concessione.

Il patron, Camillo Colella, ha rinnovato alle forze dell'ordine la richiesta di poter entrare nello stabilimento dopo che nei giorni scorsi gli accessi erano stati ostruiti con sassi, alberi e le automobili. Proprio per questo si sono vissuti momenti di tensione tra le parti davanti a decine di poliziotti e carabinieri.

La Santa Croce ha 75 dipendenti, di cui 50 in cassa integrazione da anni, che hanno davanti a loro lo spettro del licenziamento dopo che l'azienda ha attivato le procedure di mobilita'.

Ciò in seguito alla revoca da parte della Regione, con la quale e' in atto un duro contenzioso, della concessione e all'apposizione di sigilli per gravi contestazioni. Azioni contestate dall'azienda. La Regione, intanto, ha lanciato un nuovo bando.

Ma siccome la tensione è alta e non si risparmiano colpi (anche sotto la cintura) ieri qualcuno aveva contestato il fatto che nei supermercati vengono vendute bottiglie con il marchio Santa Croce provenienti dalla fonte del Molise.

«La Santa Croce», ha spiegato il patron Colella, «essendo proprietaria del marchio, ha il diritto di imbottigliare acqua da altri stabilimenti e di venderla con la stessa etichetta evidenziando nella bottiglia la provenienza e le caratteristiche. Non c’è nessuna violazione di legge, non capiamo come si possa gridare allo scandalo, soprattutto da parte di chi, in testa la Regione Abruzzo, Comune di Canistro e rappresentanti dei lavoratori, non ha mai risposto alle nostre istanze, negando ogni proroga, in sostanza determinando lo stop della produzione».

«Nel caso dell’acqua molisana, poi, le caratteristiche organolettiche sono molto simili in quasi tutti gli indicatori. Abbiamo dovuto accelerare questa soluzione dopo che, da 10 giorni, lavoratori e sindacati in mobilitazione, impediscono a noi e a tanti altri lavoratori dell’indotto con un esercizio illegale del diritto di sciopero, di entrare nello stabilimento di mia proprietà e di poter usufruire delle importante scorte di magazzino e di serbatoio», continua Colella.

Il patron annuncia che oggi chiederà ancora una volta a istituzioni e forze dell’ordine di poter entrare nello stabilimento presidiato da sindacati e lavoratori: già nei giorni scorsi Colella aveva presentato un esposto denuncia tra gli altri alla procura della Repubblica di Avezzano, per denunciare l’attuazione “attraverso condotte delittuose” dello sciopero da parte di dipendenti e sindacati.