LA VERTENZA

Acqua Santa Croce: altri sette giorni di sciopero

Sale ancora la tensione

Redazione PdN

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Acqua Santa Croce: altri sette giorni di sciopero

CANISTRO. Sindacati e lavoratori della Santa Croce di Canistrohanno deciso in un'assemblea che si è svolta nel pomeriggio di ieri, di proclamare altri sette giorni di sciopero con presidio dello stabilimento: la mobilitazione era iniziata tre giorni fa, quindi lo stabilimento dove si imbottiglia l'acqua minerale distribuita in tutta Italia, rimarrà bloccato per dieci giorni.

I lavoratori sono scesi in piazza dopo che la mancata intesa sindacale ha ufficializzato i termini delle procedure di mobilità: infatti, a partire dal 21 novembre prossimo, a meno di clamorosi eventi, la società Santa Croce potrà licenziare i 75 lavoratori, di cui una cinquantina da tempo in cassa integrazione.

A questa situazione si è giunti al culmine di un muro contro muro caratterizzato da un duro contenzioso giudiziario, tra cui richieste di risarcimento danni, e tra la Regione e il patron Camillo Colella, il quale ha ripetuto di aver dovuto avviare le procedure di mobilità in seguito ai tanti dinieghi della Regione che ha revocato la concessione e posto i sigilli per irregolarità, sempre negate dall'azienda, del documento di regolarità contributiva (Durc). L'ente regionale che ha pubblicato il nuovo bando nei giorni scorsi ha accusato la Santa Croce di aver continuato a captare acqua dalla sorgente di Canistro.

La procura di Avezzano, ha dato mandato ai carabinieri di sequestrare la valvola di ingresso. Colella mercoledì scorso è rimasto per alcune ore fino a sera con una ventina di autotrasportatori che non hanno potuto caricare l'acqua da consegnare in giro per Italia, all'interno dello stabilimento assediato dai lavoratori. E per lunedì si annuncia l'arrivo di altri camion.

«Siamo preoccupati della piega che sta prendendo questa vertenza. Siamo comunque convinti che fare la guerra a noi non risolva alcun problema occupazionale perché questa situazione, confermiamo, è stata causata dalla mancata proroga della concessione da parte della Regione, e dal ricorso al Tar del sindaco del comune di Canistro che ha portato all'annullamento del bando da noi vinto in via definitiva, e anche ai gravi ritardi con cui l'ente regionale ha pubblicato il nuovo».

Così il patron della Santa Croce, Camillo Colella.

«Per quanto ci riguarda, siamo anche preoccupati del fatto che si stanno accumulando tanti ordini da evadere, per cui nei prossimi giorni arriveranno nello stabilimento numerosi camion. Per questo, abbiamo chiesto alle Autorità competenti di tutelare e difendere i nostri diritti ed assicurare l'ordine pubblico - continua Colella - se sindacati e dipendenti, molti dei quali da otto anni in cassa integrazione, pensano di fare il male dell' azienda si sbagliano di grosso perché noi siamo organizzati per assicurare il rispetto degli impegni presi con clienti e fornitori attraverso i depositi e le scorte e anche altri stabilimenti. Quindi, rassicuriamo clienti e fornitori, la Santa Croce non chiude e non ha problemi».

Colella sottolinea che «l'azienda non ha ancora licenziato nessuno. Non avendo altra scelta per il trattamento che ci hanno riservato il vice presidente della Regione Lolli e la dirigente Flacco, e il sindaco di Canistro, abbiamo dovuto avviare le