IN TRIBUNALE

Fallimento Auto In, 94 istanze presentate da creditori

La società è dell'imprenditore Gianni Paglione

Redazione PdN

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Ex Carichieti, giudice chiede nuovi documenti per insolvenza

Nicola Valletta

CHIETI. Sono 94 le istanze tempestive presentate dai creditori, delle quali 88 sono state ammesse, nell'ambito della procedura che si aperta in seguito al fallimento di 'Auto In', la società dell'imprenditore abruzzese Gianni Paglione che ha la sede legale a San Giovanni Teatino e la sede operativa a Firenze dove vende automobili Porsche, attività che prosegue in seguito all'affitto provvisorio di ramo di azienda autorizzato nel mesi scorsi dal Tribunale di Chieti.

Era stato lo stesso Paglione a presentare istanza di fallimento in proprio.

Lunedì mattina dinanzi al giudice delegato del Tribunale di Chieti Nicola Valletta, presenti i curatori fallimentari ovvero l'avvocato Pierluigi Pennetta e la commercialista Maria Nicla Corvacchiola, si è svolta l'udienza di verifica di ammissione al passivo dei creditori.

Le 88 istanze ammesse ammontano a complessivi 5 milioni di euro di crediti.

Ma il passivo della società fallita è molto più ampio: devono ancora essere esaminate, infatti, le istanze di Unicredit e Monte dei Paschi che vantano crediti rispettivamente per 12 e 10 milioni di euro.

Il fallimento di 'Auto In' risale a luglio mentre nei giorni scorsi, su istanza dei creditori, sono state dichiarate fallite altre tre società del gruppo Paglione ovvero Marche Motori, Audi Zentrum Abruzzo e Autoimport Abruzzo, tutte con sede legale a San Giovanni Teatino.

I problemi per Paglione sono esplosi dopo il commissariamento dell’ex Carichieti e le relazioni ispettive di Bankitalia in cui comparivano i nomi di tre big che, per motivi diversi, avevano accumulato debiti milionari con la banca di via Colonnetta, debiti mai restituiti nè evidentemente richiesti.

Tra questi c’è proprio Paglione che non ha mai restituito alla ex banca cittadina 31 milioni di euro.

L’imprenditore nel 2015 ha presentato al tribunale di Chieti 4 domande di concordato in bianco, riservandosi dunque il piano concorsuale.

Ha poi chiesto una proroga ma il 29 aprile, alla scadenza del termine, non ha consegnato al giudice Valletta alcun piano che avrebbe dovuto prevedere quattro concordati in continuità con cui l’imprenditore avrebbe risarcito i creditori continuando l’attività di vendita.

A settembre scorso, invece, beni mobili e immobili per oltre un milione e 300mila euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo dalla guardia di finanza a seguito di un decreto emesso nei confronti di Paglione, proprietario tra le altre attività dell’autosalone “Centro Porsche” di via de’ Cattani, a Firenze. Si trattava di un sequestro per equivalente, di importo pari, cioè all'Iva che non sarebbe stata versata.

Tutto era partito dai controlli eseguiti dall'Agenzia delle Entrate sull’attività dell'autosalone fiorentino, nel corso dei quali sarebbe emerso che negli anni 2011 e 2012 la società avrebbe dichiarato, ma omesso di versare, Iva per 1.374.000 euro. L'imprenditore è stato denunciato proprio per l'omesso versamento dell'imposta.

Paglione detiene anche il 7% di ‘Iniziative immobiliari abruzzesi’, la società titolare della City, fondata da Sciarra e partecipata dagli imprenditori Giuseppe Girolimetti, Alessandro Acciavatti, Mauro Angelucci, Alessandro Parnazzini, Alessandro Angelucci e il presidente del Pescara Daniele Sebastiani