L'INCHIESTA

Inchiesta Earthquake, revocati arresti domiciliari ma le accuse si puntellano

Melchiorre libero, agli altri divieto di dimora

Redazione PdN

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TRIBUNALE DI PESCARA

 

PESCARA. A dieci giorni dagli arresti cambia, leggermente, lo scenario per le sei persone  finite ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta  Earthquake, che ha portato alla luce presunte tangenti per gli appalti legati alla ricostruzione post-sisma a Bussi e Bugnara

 

I legali avevano avanzato richiesta di remissione in libertà per gli indagati e,  sebbene ci fosse il parere contrario del pm,  è arrivato il via libera.

Nella giornata di ieri, infatti, il gip, Gianluca Sarandrea, ha revocato la misura degli arresti domiciliari per Angelo Carmine Melchiorre,  stabilito l’obbligo di dimora e il divieto temporaneo di esercitare la professione di architetto per Emilio Di Carlo.

Obbligo di dimora anche per Marino Scancella, per l’imprenditore Stefano Roscini (al quale è stato applicato anche il divieto temporaneo di lavorare presso le imprese del suo gruppo). Divieto di allontanarsi dal territorio del comune di Perugia, invece, per Giampiero Piccotti.

L'inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara (pm Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio) conta complessivamente 12 indagati. Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere, corruzione, concussione, turbativa d'asta e falso in atto pubblico.

 

MELCHIORRE SI E’ DIMESSO

Melchiorre, il giorno dell'interrogatorio di garanzia, ha presentato le dimissioni dalla carica di responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Bussi  e di responsabile e coordinatore del servizio tecnico territoriale per la ricostruzione numero 5.  Una scelta in parte volontaria in parte obbligata dal provvedimento di sospensione cautelare disposta dall'ufficio procedimenti disciplinari del Comune.

Proprio questa decisione ha favorito il suo ritorno in libertà e, a cascata, anche l’attenuazione di tutte le altre misure cautelari.

Dal momento in cui Melchiorre non è più al suo posto, infatti, secondo il giudice, si affievolisce per tutti gli altri il rischio di reiterazione del reato.  

Per il gip Sarandrea, dunque, restano a carico dell'indagato Malchiorre «gravi indizi di colpevolezza» anche perché nel corso dell'interrogatorio «non sono emersi fatti contrari a quanto scritto nell'ordinanza». Infatti Melchiorre ha deciso di non rispondere alle domande in attesa di poter leggere tutte le carte del procedimento.

Ma secondo il giudice proprio le dimissioni  hanno un fondamentale rilievo  sulle misure cautelari: «la sospensione delle funzioni svolte», scrive il gip, «costituisce un apprezzabile segnale di sensibilità istituzionale».  Inoltre, con le dimissioni, si elimina la possibilità di
interferire con il personale comunale e con la documentazione dell'ufficio.
Viene dunque scongiurato il pericolo di reiterazione del reato («risulta ad oggi impossibile»).

 

Marino Scancella,  architetto formalmente incaricato della progettazione dell’aggregato n. 30 del Comune di Bussi, durante interrogatorio di garanzia ha parlato e ha spiegato che la sua attività si sarebbe limitata ad acquisire lecitamente commesse da parte dei titolari di immobili lesionati dal sisma ed a collaborare con tecnici in forza a ditte a cui sarebbe stato in seguito attribuito il compito di realizzare le opere.

Secondo il gip, però, questa versione risulta smentita dalle risultanze investigative che hanno invece evidenziato la sua piena partecipazione nell'attività illecita. Nonostante questo il gip ritiene che il fatto che l'indagato non abbia in alcun modo partecipato alle attività di progettazione degli immobili e il fatto che Melchiorre si sia dimesso favoriscono l’attenuazione dei domiciliari.

 

ROSCINI INCREDIBILE

Misura cautelare attenuata, come detto, anche per l'imprenditore Roscini sebbene il gip Sarandrea confermi «i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati a lui contestati» e non ritenga credibile la versione esposta durante l'interrogatorio di garanzia. Anche in questo caso i domiciliari cadono in quanto Melchiorre si è dimesso.

In realtà il gip per Roscini spende molte più parole per motivare per quale ragione la sua difesa non regga.

Ci sono atti  e fatti che non possono essere interpretati come vorrebbe l’imprenditore e soprattutto la storia della denuncia presentata a Sulmona contro alti esponenti della politica locale di Bugnara è una motivazione che non regge.

Secondo il gip, infatti, la denuncia è stata presentata troppo tempo dopo i fatti (parliamo di molti mesi) e cronologicamente dopo le perquisizioni della Forestale, momento in cui lo stesso Roscini ha potuto intuire della presente inchiesta. Scuse, dunque, che non reggono e che finiscono per avvalorare la tesi accusatoria.   

Anche perchè è stato confermato il rapporto di lavoro tra la figlia di Melchiorre e una impresa di Roscini e altre utilità che l’imprenditore avrebbe fornito a Melchiorre.

Obbligo di dimora, invece, per Piccotti a causa di problemi di salute. In questo caso anche il pm non si era opposto all’attenuazioni della misura cautelare.

 

Obbligo di dimora anche per Riccardini, tecnico ed ex consigliere comunale di Gubbio. Anche in questo caso, però, secondo il gip la difesa nell’interrogatorio non è stata stata credibile.

 

Alessandra Lotti