NUOVO SCANDALO

Balsorano. Corruzione e aste truccate: arrestato un sindaco

Complessa indagine su reati contro pubblica amministrazione

Redazione PdN

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Comune Balsorano

L’AQUILA. La Polizia di Stato di L' Aquila sta conducendo una vasta operazione nella provincia per i reati di corruzione e turbata libertà degli incanti.

L'operazione, condotta da personale della Squadra Mobile di L'Aquila, del Commissariato di Avezzano e della Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica - anticipa una nota della Polizia - conclude un'elaborata indagine relativa a diversi reati contro la Pubblica Amministrazione che ha coinvolto alcuni amministratori locali, liberi professionisti e titolari d'imprese private.

L'operazione condotta dalla Polizia in Provincia dell'Aquila ha portato all'arresto da parte degli agenti del commissariato di Avezzano, del responsabile dell'ufficio tecnico del comune di Balsorano (L'Aquila), l'ingegnere Pietro Mazzone, con le accuse di corruzione e turbativa degli incanti.

Mazzone, agli arresti domiciliari, attualmente ricopre anche la carica di sindaco di Campoli Appennino (Frosinone), paese del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, noto anche per il tartufo.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano ha emesso anche altre 4 misure cautelari di divieto di dimora nel comune di Balsorano per altrettanti imprenditori.

MISURE CAUTELARI

Oltre ai domiciliari per Pietro Mazzone sono stati disposti tre divieti di dimora dal Comune di Balsorano (T. S. R., di anni 44, all’epoca dei fatti assessore, C. G., di anni 60, amministratore comunale, G. A., di anni 36, imprenditore) e due divieti di dimora dal Comune di Balsorano con la contestuale sospensione dalla professione per 12 mesi (M. A., di anni 53, libero professionista, T. A., di anni 48, libero professionista).


  


Secondo gli investigatori il «sistema corruttivo posto in essere dagli indagati è documentato da numerosi oggettivi elementi di prova raccolti anche avvalendosi di attività tecniche».


Per gli stessi fatti sono stati denunciati in stato di libertà altre nove persone.


I reati contestati sono l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti, la corruzione e la falsità ideologica. I fatti invece avrebbero di fatto sviato l’azione amministrativa a beneficio di interessi particolari, alterando gare di appalto e procedure pubbliche, falsificando documenti e assumendo accordi corruttivi.


Sostanzialmente, quei dipendenti pubblici, per finalizzare il disegno criminoso, «hanno formato atti amministrativi diretti a favorire i titolari delle imprese nell’assegnazione di appalti inerenti l’affidamento di servizi e lavori pubblici, quali la “manutenzione delle lampade votive cimiteriali; gli incarichi di direzione lavori di completamento riqualificazione urbana delle aree di proprietà dell’ente comunale; la costruzione di un nuovo plesso scolastico e dismissione dei preesistenti edifici delle scuole media e materna».