IL FATTO

La denuncia: «scuola Sant’Eusanio del Sangro su falda acquifera e in zona sismica»

Esposto di Paolo De Titta

Redazione PdN

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La denuncia: «scuola Sant’Eusanio del Sangro su falda acquifera e in zona sismica»

Sant'Eusanio del Sangro

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. Polemiche e pure una denuncia sul nuovo plesso scolastico di Sant’Eusanio del Sangro costruito su una falda acquifera.

Nella giornata di ieri, Paolo De Titta, dell’ associazione Onlus ‘Il grido del silenzio, gruppo operativo Panetta’ ha depositato ai carabinieri la sua denuncia con la richiesta alla magistratura di fare le opportune verifiche del caso.

«L'edificio è stato costruito su una falda acquifera quando era sindaco Domenico Carulli», contesta De Titta, «in più posso dire che il terreno sul piano regolatore è zona sismica». Secondo l’esposto, in pratica, lì l’edificio non sarebbe potuto sorgere.

Ma nell' esposto vengono formalizzate anche alcune voci sentite in paese ovvero la presenza di «crepe evidenti» presso la sala della palestra e nella sala polivalente al pian terreno, lato sinistro.

«Mi chiedo e domando», scrive De Titta, «per quale motivo i progettisti e l'ufficio tecnico abbiano dato il consenso alla costruzione dell'edificio scolastico su una falda acquifera».

La presenza di una falda acquifera non rappresenta di per sé un elemento che impedisce l'edificazione o rappresenta un pericolo. Questo ovviamente se la falda è stata correttamente segnalata nella relazione geologica e geotecnica propedeutica al progetto. In questo caso, infatti, nella progettazione delle fondazioni se ne tiene conto per non fare in modo che il terreno si comprima eccessivamente sotto il proprio peso.

Se quella presenza però non viene rilevata allora sì che potrebbe essere un grosso problema perché l’intero edificio potrebbe scivolare e muoversi con la conseguente creazione di crepe e crolli.

Come siano andate veramente le cose, a questo punto, lo accerteranno gli inquirenti.

L'associazione, difesa dagli avvocati Matteo Benedetti e Silvana Priori del foro di Lanciano e Giancarlo Taormina annuncia la volontà di costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale nei confronti del Comune e «di tutte le persone che potranno essere coinvolte».