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Gissi Confezioni e Pantalonificio d’Abruzzo in crisi, a rischio 300 posti

Rifondazione: «D’Alfonso ha dimenticato e abbandonato la Val Sinello»

Redazione PdN

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Golden Lady


ABRUZZO. Dopo la chiusura dello stabilimento Golden Lady, il rischio per la Val Sinello è di un ulteriore perdita di posti di lavoro. Gissi Confezioni e Pantalonificio d’Abruzzo, registrano ulteriori cali produttivi e stanno mettendo a rischio il futuro di centinaia di persone. In tutto 283 lavoratrici e lavoratori a cui non sono garantite reali prospettive di lavoro.
Alcuni di loro saranno messi in Cigo a zero ore e le prospettive sono drammatiche.Tutto questo sta accadendo in un’area industriale e in un territorio già in grave sofferenza occupazionale.
La Val Sinello è l’area industriale che ha già visto scomparire, tra altre importanti attività manifatturiere, la Golden Lady che proprio ieri ha annunciato però un nuovo progetto all’orizzone.
«Mentre ci auguriamo che la magistratura accerti le eventuali responsabilità penali sulla vicenda Golden Lady (visto che la Procura ha sul tavolo alcuni esposti, tra cui il nostro), non si possono sottacere le gravi responsabilità politiche sulla desertificazione industriale che sta subendo questo territorio della nostra regione», denunciano Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale Prc e Marco Fars della segreteria regionale.
«In Val Sinello», spiegano i due, «chi ora governa la Regione è andato a fare la sua campagna elettorale, giocando e approfittando in questo modo delle sofferenze di chi era rimasto senza lavoro o stava rischiando di perderlo. Ma come nella peggiore tradizione della politica politicante, raccolti i voti D’Alfonso e la sua giunta sono scomparsi dalla scena. D’Alfonso ha dimenticato e abbandonato la Val Sinello esattamente come fece il suo predecessore, Gianni Chiodi; la Regione guidata dal centrosinistra ha lasciato centinaia di lavoratrici e lavoratori abbandonati a loro stessi ed ai loro problemi, proprio come fece la giunta di centrodestra».


«Dove sono le proposte per attirare investimenti, che D’Alfonso propagandava in campagna elettorale davanti alla Golden Lady?», domandano ancora Fars ed Acerbo. «Dove sono le reti di collegamento viaria e ferroviaria o la banda larga che aveva promesso? Quali procedure sono state messe in campo per evitare ulteriori scorribande di privati sul nostro territorio, accompagnati da sorridenti e irresponsabili politicanti che si ergono a salvatori della patria? A privati che prendono il bottino e scappano si aprono le porte e le casse; delle lavoratrici e dei lavoratori ci si ricorda solo in campagna elettorale, comportandosi allo stesso modo: prendono i voti e scappano.
Ci chiediamo, invece, quando finalmente si introdurrà il reddito minimo per chi non ha la copertura degli ammortizzatori sociali; quando alle lavoratrici ed ai lavoratori saranno dati quegli strumenti necessari per aiutarli ad auto-organizzarsi per salvare il loro lavoro e salvaguardare il loro futuro e quello dei loro figli».