ULTIMA SPIAGGIA

Bungalow sulla spiaggia a Pescara, la norma non c’è ancora ma le ‘vip room’ sì

La denuncia del Forum Acqua: «chi li ha autorizzati?»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1717

Bungalow sulla spiaggia a Pescara, la norma non c’è ancora ma le ‘vip room’ sì

i bungalow

PESCARA. Ieri pomeriggio i dirigenti della Regione Abruzzo, Giancarlo Zappacosta ed Ettore Mantini, convocati su richiesta delle opposizioni, hanno confermato quanto il M5s sosteneva da tempo: il Comune di Pescara, nella redazione del proprio Piano Spiaggia, ha ampia facoltà di scegliere quali norme del Piano Demaniale Regionale recepire ed applicare sul proprio territorio e come gestirle.

«Il vice sindaco Del Vecchio, insieme al Presidente di commissione Francesco Pagnanelli, con lo stesso supporto dei dirigenti comunali del settore» sottolinea la consigliera M5s Erika Alessandrini «hanno sempre sostenuto che le nuove norme da introdurre per il governo dell’arenile e del mare dovessero riproporre, obbligatoriamente, quanto previsto nel piano demaniale regionale, aprendo la strada, di fatto, all’ulteriore cementificazione della spiaggia. Il M5s si è sempre opposto a questa tesi e finalmente ieri è stato dimostrato che avevamo ragione».
Dunque il Comune potrà valutare la percentuale degli eventuali incrementi di volume da concedere agli stabilimenti, fermo restando che il 30% stabilito dalla Regione rappresenta esclusivamente il valore massimo ed i Comuni hanno la facoltà di rendere la norma più restrittiva.
Lo stesso vale per le aree libere lungo la battigia che hanno, per la Regione, una misura minima di 5 metri, ma che il Comune può decidere di aumentare. E così via, passando per l’uso degli specchi d’acqua, la realizzazione dei pontili, le piscine ed i seminterrati. 

 Intanto il Forum dell’Acqua denuncia che in città sono già sorti bungalows sul mare, prima ancora dell'approvazione del Piano Spiaggia da parte del Consiglio Comunale.

 «Lido Beach è già un Resort, chi gli ha dato l'autorizzazione?», domanda Loredana Di Paola.

A leggere la norma si intende trasformare volumi già ricompresi nelle cubature assentite (già incrementate negli anni), magari trasformando le cabine spogliatoio. 

«Intanto», continua Di Paola, «ci si chiede come sia possibile che Lido Beach (e a questo punto chissà quanti altri) abbia potuto realizzare dei bungalows (con tanto di pubblicità online) , ad oggi non permessi da alcuna disposizione normativa. Se dovessero essere approvate le nuove norme si configurerebbero come una vera e propria sanatoria».

«Concretizzando un’idea innovativa», si legge nel sito dello stabilimento, «il Lido Beach ha 3 Bungalow, che presentano al loro interno una serie di servizi di altissimo pregio per il relax post-spiaggia».

In realtà lo stabilimento specifica anche che «la possibilità di pernotto è vincolata al Piano Spiaggia Regionale in corso di approvazione».

  Elio Torlontano responsabile del Touring Club commenta: «il Comune di Pescara intenderebbe consentire di esercitare l’attività di affittacamere negli stabilimenti balneari, ma ciò che ha realizzato in anticipo il balneatore non è configurabile in questa tipologia ricettiva, che ha caratteristiche strutturali diverse secondo le leggi statali e della Regione Abruzzo. In ogni caso, con la norma comunale si rischia che nel prossimo futuro si dovranno necessariamente concedere altre occupazioni a servizio delle camere per la realizzazione di opere impattanti necessarie per l'abitabilità e il comfort, come l'apertura di porte e finestre, l'adeguamento di metratura e cubatura, istallazione a vista di condizionatori, e per la realizzazione dei bagni (uno per camera, secondo gli standard di mercato) si dovranno realizzare condotte di acqua, scarichi, fogne, impianti di depurazione, tutto quanto per i quali il Piano non dà alcuna indicazione. Inoltre si paventa un altro rischio, cioè che quelle volumetrie destinate in un primo tempo ad uso ricettivo, cessato il vincolo, diventino ad uso abitativo».

 Continua Loredana Di Paola del Forum Acqua «ci auguriamo che questo scontro frontale tra cittadini e imprenditori del mare possa cessare e che si possa discutere di un altro Piano Spiaggia, questa volta seduti ad un tavolo per arrivare a concertare le nuove regole nell'interesse comune. È necessario che i balneatori comprendano che continuare con questa occupazione selvaggia della spiaggia non porta benefici ad alcuno. Pescara potrebbe diventare una meta turistica di eccellenza se solo si valorizzassero le peculiarità ambientali».