SANITA'

Villa Pini, il decreto dai mille dubbi premia i privati e penalizza il pubblico

Molti i profili dubbi di un decreto che modifica la legge regionale del 2007

Redazione PdN

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Villa Pini, il decreto dai mille dubbi premia i privati e penalizza il pubblico

Luigi Pierangeli

ABRUZZO. Con molto ritardo -e a cose fatte- la politica si sta muovendo ed ha capito che cosa è accaduto su Villa Pini. Atti segreti e non ancora pubblicati, incontri segreti con il ministero, propaganda e bugie sulla fine del commissariamento ed il piano di riordino, ospedali tagliati e riorganizzati, aumento del budget ai privati e favori oltre ogni immaginazione, esposti alla magistratura...

Forse non è un caso che anche la sanità del 2016 ruota intorno a Villa Pini, quella clinica che fu il centro nel 2008 dello scandalo più incredibile d’Abruzzo e che ha generato conseguenze e coincidenze che oggi sembrano ordite da un destino beffardo.

Forse non è un caso che, ancora una volta, un vero e proprio atto di forza veda al centro la clinica che fu di Vincenzo Angelini e che però avvantaggia quel gruppo che da sempre gli ha fatto la guerra ed è risultato vincitore su tutta la linea.

Sul sito della Regione il decreto 4 non è ancora comparso ed è solo un piccolissimo dettaglio di come vadano le cose in Regione e, nello specifico, nell’assessorato alla sanità, dove da sempre il politico di turno detta ordini precisi al punto da piegare regole per gli obiettivi da perseguire: “il decreto deve rimanere nel cassetto”, è stato detto, e così è ancora oggi “ufficialmente” e pubblicato da PrimaDaNoi.it solo perché consegnato ieri “spontaneamente” dall’assessore Paolucci in commissione vigilanza (lui non si è presentato).

Così come si tengono segreti ancora gli incontri sul piano sanitario da attuare che continua a cambiare per l’impossibilità di accontentare tutti i campanili e le forze interne allo stesso Pd che sta condizionando in maniera eccessiva la sanità abruzzese.

Ancora ieri l’ultimo incontro “riservato” con il ministero della salute ed il tavolo di monitoraggio al quale hanno partecipato Paolucci, i direttori dell'assessorato alla Sanità Muraglia e Farinella, e Mascitelli dell’Agenzia sanitaria per cercare di trovare sostegno e appoggio ai nuovi ed ennesimi aggiustamenti alla rivoluzione che D’Alfonso e Paolucci vogliono perseguire a tutti i costi. Ma pare che ancora una volta non ci sia stato accoglimento e accordo, così come era già avvenuto nelle ultime visite romane di cui non è stato ancora pubblicato e stilato il verbale.

E se è vero che Febbo ha presentato un esposto, la magistratura non potrà esimersi dall’aprire l’ennesima inchiesta sulla sanità anche se è ormai chiaro a tutti che non è più il tempo delle grandi inchieste (e forse non lo è mai stato). Magari spaventa di più un ricorso al Tar contro il decreto 4 del 2016 per l’eccessivo  sbilanciamento dell’attuale maggioranza di centrosinistra verso i privati.

E come detto più volte il decreto del commissario D’Alfonso autorizza lo spostamento di posti letto tra Villa Pini e le cliniche private Spatocco, Pierangeli e Villa Serena, alcuni dei quali riescono ad oltrepassare le barriere della Asl di Chieti per finire in quella di Pescara. Un travaso simile di posti letto è vietato dalla legge fondamentale della sanità e, dunque, dovrebbe essere una legge (approvata dal Consiglio) a determinarne modifiche.

SQUILIBRATI

Inoltre c’è una questione di “sostanza”: i posti letto sono calcolati in base ad esigenze e fabbisogno a base provinciale; diminuendo i posti letto da una parte (Chieti) ed aumentandoli dall’altra (Pescara) si crea un evidente squilibrio con zone più scoperte di servizi e zone sovraffollate. A questo si aggiunge il grosso vantaggio concesso a questi imprenditori (Pierangeli, Spatocco, Petruzzi) che possono accrescere di fatto le dotazioni di posti letto accreditati (rimborsati con soldi pubblici) ed accentrarli nelle strutture che preferiscono (mentre, essendo strutture accreditate, dovrebbero essere decise dal pubblico).

A tutto questo si aggiunge l’ulteriore fatto che dovrebbe essere chiarito e cioè che il privato si è mosso con molti mesi di anticipo del decreto firmato solo 10 giorni fa evidentemente sapendo ed avendo ricevuto rassicurazioni in merito.  

Resta il fatto che rassicurazioni o meno, la forma è sostanza nel diritto amministrativo e le procedure devono essere rispettate anche formalmente anche con una precisione cronologica degli atti che pare non vi sia stato in questo caso.   

FORZATURE E PRESUNTE ILLEGITTIMITA’

Allora proviamo a capire cosa il commissario D’Alfonso ed il sub commissario Zuccatelli (che alla fine si è fatto convincere a firmare) hanno scritto nel decreto che in molti reputano una forzatura amministrativa enorme.

Al punto 5, per esempio,  si precisa  che la rimodulazione si fa nelle more della ridefinizione della rete ospedaliera secondo quanto prescrive il decreto Lorenzin. Ma appare solo un pretesto (Villa Pini aveva 59 posti letto e il decreto stabilisce che devono chiudere gli ospedali con meno di 60 posti letto) perché poi nel bailamme dello spostamento dei posti letto proprio tale decreto viene violato…

Tra l’altro se si dice: “spostiamo i posti letto da Villa Pini perché lo dice il decreto Lorenzin” non si  capisce però quale sia la ragione di riorganizzare anche i posti letto dalla clinica Spatocco….

Rimane però l’incognita sul fatto che tale piano di riorganizzazione potrebbe essere ancora bocciato dal ministero; in quel caso allora cosa accadrebbe?

Al punto 6, il decreto dice di trasmettere il provvedimento ai ministeri della Salute e dell'economia per la validazione, notificando copia alle strutture interessate. La cosa non è ancora avvenuta e di sicuro avverrà al più presto così la validazione potrà essere ufficiale.

Sta di fatto che con il gioco delle tre carte la clinica Pierangeli passa in chirurgia generale da 20 posti letto a 51 posti letto, grazie ad «un colpo di lapis», un aumento di gran lunga superiore al 150% in un momento in cui gli ospedali pubblici vengono falcidiati.

Ma nella stessa clinica anche  ortopedia passa da 12 a 23 posti letto, terapia intensiva da 3 a 9.

E poi Villa Serena: chirurgia passa da 10 a 20,  medicina da 2 a 18, neurologia da 23 a 32, riabilitazione da 135 a 176.

Ma bisogna anche dire che i 18 posti letto di neurologia di Villa Pini vengono divisi assegnando 9 posti letto a Villa Serena, che è già autorizzata e accreditata, e 9 posti letto alla clinica  Spatocco che invece non è né autorizzata e tantomeno accreditata per questa specialità.

Mai prima d’ora si era vista una cosa del genere attuata con queste modalità ma anche perché il piano di riordino non esiste ancora  e non è stato approvato il che la dice lunga sulle priorità di D’Alfonso e Paolucci.

In questo modo prima si fanno le cose importanti (in questo caso “ingrassare” i privati) poi si pensa al resto (la riorganizzazione pubblica) con l’aggravante che il piano di riordino dovrà adattarsi a quanto deciso dal decreto 4…

SPATOCCO, REGALO O GRANA?

Che ci sia stata anche una grossa fretta nel varare il decreto, poi rimasto bloccato qualche settimana per la ritrosia -poi vinta- da Zuccatelli, lo si capisce leggendo bene i numeri che proprio in base al decreto Lorenzin stabiliscono paradiso o inferno.

Il decreto contestato di fatto riorganizza anche la clinica Spatocco di Chieti (che ha chiesto la riconversione in Rsa) che prima rientrava pienamente nel decreto Lorenzin, con 72 pl per le acuzie, ma poi è stata  portata ad essere in contrasto con quelle stesse norme in quanto adesso, dopo la riorganizzazione, ha 46 pl di acuzie, e 64 di riabilitazione (che non sono acuzie).

Come detto il numero minimo, secondo la Lorenzin, per tenere aperto un ospedale e di 60 pl di acuzie.

Se ne deduce che la clinica Spatocco dovrebbe chiudere… Tutto questo pandemonio per darsi anche la zappa sui piedi?

E’ probabile che poi Spatocco dovrà cedere i suoi posti letto a Pierangeli e la clinica teatina si trasformerà in Rsa.

Quindi potrebbe darsi che il gruppo Pierangeli-Spatocco conserverà tutti i posti letto così ottenuti e in più avrà anche quelli di Rsa.

A quel punto vi saranno solo benefici dal decreto 4.  Per i privati ovviamente.

Alessandro Biancardi

DECRETO VILLA PINI DCA n 04 del 11.01.2016 by PrimaDaNoi.it