IL FUTURO

Cisl: «Per reindustrializzazione Bussi bisogna firmare con imprenditore Filippi»

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Cisl: «Per reindustrializzazione Bussi bisogna firmare con imprenditore Filippi»

 

BUSSI. Il sindacato punta tutto sul piano industriale del gruppo farmaceutico Filippi che ha assicurato un investimento di 44 mln di euro per rilevare lo stabilimento Solvay e dedicarsi alla produzione di linee farmaceutiche biotech.

Così secondo la Cisl di Umberto Coccia alla luce della grave crisi industriale che affligge da anni la Val Pescara  e che non sembra arrestarsi,  ribadisce «l'importanza strategica della reindustrializzazione del polo chimico di Bussi e l’urgenza di andare quindi al più presto verso la firma dell’Accordo di Programma, atto propedeutico alla reale reindustrializzazione del sito».

 Il Segretario Provinciale, Umberto Coccia, denuncia «i gravi ritardi in un contesto che vede ormai scaduti tutti gli ammortizzatori sociali per i lavoratori fuoriusciti  dalla lenta ed inesorabile dismissione dei vari reparti produttivi della multinazionale Solvay, azienda che fin dalla acquisizione dell'Ausimont ha sempre dichiarato di voler abbandonare il sito produttivo di Bussi perché non ritenuto più strategico».

Insomma firmare subito perché dai loro controlli e dalle informazioni rese di recente il piano industriale sembrerebbe affidabile.

Massimiliano Razzaia, segretario Femca-Cisl, ha preso visione del piano industriale del nuovo investitore Filippi,   presentato il 30/12/2015 a Bussi, tiene a precisare che «ulteriori ritardi nella definizione dell'accordo di programma potrebbero annullare l'unica vera occasione di sviluppo per il polo chimico e la vallata del Pescara. Una situazione ancora più assurda e paradossale se si tiene conto che  esistono condizioni favorevoli quali  la disponibilità da parte del commissario Goio di 50ml per la bonifica,  6ml. di euro messi a disposizione di Solvay per la messa in sicurezza del sito interno, la disponibilità del passaggio dei siti al Comune di Bussi, la possibilità di utilizzare le agevolazioni fiscali da parte della Regione legate sia al cratere sismico che all'area di crisi. Inoltre, come confermato il giorno 30 u.s. a Bussi c’è la concreta manifestazione d’interesse di un imprenditore disposto a rilevare gli impianti Solvay e a realizzare un nuovo investimento  di 44 milioni di euro in linee farmaceutiche di prodotti biotech».

«A questo punto», conclude Coccia, «sarebbe inspiegabile e grave continuare a perdere tempo in contumelie politiche di bassa lega anzichè spianare la strada  all'unico progetto di reindustrializzazione  apparso in quell’area dopo oltre quindici anni di tentativi infruttuosi».