LA SENTENZA

«Il Comune di Pescara ci deve 200 mila euro». Ma il Tribunale li condanna

L’Ente difeso da Pierluigi Vasile ha vinto la causa ma la società non si arrende

Redazione PdN

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«Il Comune di Pescara ci deve 200 mila euro». Ma il Tribunale li condanna

Pierluigi Vasile

PESCARA. «Il Comune di Pescara ci deve 290.391 euro». La richiesta arrivava dall’agenzia di lavoro Gi Group Spa e risale agli anni scorsi. La storia si è trascinata per tanto tempo tra le aule giudiziarie e alla fine l’amministrazione pubblica ha avuto la meglio. Per il giudice, infatti, quella cifra non è dovuta, partita chiusa e società condannata pure a versare le spese di giudizio.   

A febbraio 2012 con un ricorso per decreto ingiuntivo presentato al Tribunale di Milano, la Gi Group,  adducendo di aver fornito prestazioni di somministrazione di lavoro a tempo determinato al Comune di Pescara, e di avere emesso in pagamento delle stesse fatture per 471.731,12 euro ha rivendicato nei confronti dell'Ente un credito, a suo parere rimasto impagato, dell'importo di  290.391,16 euro.

La stessa spa, in funzione di questo credito, ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale l'ingiunzione al Comune di Pescara per il pagamento in suo favore della somma richiesta oltre gli interessi relativi e le spese di procedura. L'Ente, difeso dall'avvocato Pierluigi Vasile, ha ritenuto non fondata la pretesa e ha proposto opposizione chiedendo la revoca della ingiunzione.

Il Tribunale di Milano, ora, definito il giudizio di opposizione, ha pubblicato la sentenza con la quale, facendo proprie in toto la tesi difensiva e le argomentazioni giuridiche svolte in corso di causa dall'avvocato Pierluigi Vasile, ha definito fondata - e, pertanto, ha accolto - l'opposizione proposta dal Comune di Pescara.

Questo vuol dire che ha revocato il decreto ingiuntivo condannando la società a rimborsare all'ente le spese di lite. I giudici si rifanno al «consolidato indirizzo del Consiglio di Stato» secondo il quale la retribuibilità del lavoro straordinario è ammessa solo in presenza di una preventiva autorizzazione dell’ente a favore del quale avviene la prestazione di lavoro.

La società, dicono i giudici, «non ha in alcun modo comprovato la natura ordinaria delle prestazioni non pagate dal Comune di Pescara non avendo, tra l’altro, provveduto a contestare il prospetto prodotto in udienza dal procuratore dell’ente.  Il credito non può quindi venire riconosciuto come validamente esistente, in relazione al titolo azionato, in capo alla società opposta».

I giudici rilevano inoltre che la Gi Group nel costituirsi in giudizio ha omesso di richiedere la condanna dell’ente (ex art. 2041 codice civile) alla luce dell’eventuale ingiustificato arricchimento del datore di lavoro.

 GI GROUP: «ANDIAMO AVANTI»

l’Agenzia per il Lavoro Gi Group spiega che l’importo rimasto insoluto dal Comune di Pescara ammonta a 206.640€ e non a oltre 290.000€, come erroneamente riportato all’interno degli articoli apparsi sulla vicenda.

«Infatti», spiega la società, «la differenza pari a 83.360€ era già stata corrisposta dal Comune a Gi Group dopo aver ricevuto la notifica del decreto ingiuntivo da parte dell’agenzia per il lavoro; l’Amministrazione aveva così provveduto spontaneamente a saldare alcune fatture rimaste sospese e risalenti agli anni 2005-2008, pur senza procedere al pagamento dei legittimi interessi moratori. Poiché questi ultimi non sono stati ingiustamente riconosciuti dal Tribunale, Gi Group proporrà appello alla sentenza».

Invece rispetto alla decisione assunta dal Tribunale di Milano in ordine al fatto che il Comune di Pescara non è tenuto a pagare il corrispettivo di 206.640€ a Gi Group non avendo al suo interno previamente autorizzato la relativa spesa, Gi Group informa che intende dare avvio ad un nuovo giudizio «per ottenere il legittimo pagamento delle prestazioni rese in favore dell’Amministrazione e non ancora rifuse a distanza di dieci anni nei confronti di coloro che hanno consentito ugualmente internamente all’Amministrazione la fornitura secondo quanto previsto dall’articolo 191 del D.lds 267/2000».

Gi Group agirà anche nei confronti del Comune di Pescara a titolo di «ingiustificato arricchimento ai sensi dell’art. 2041 del codice civile, per avere beneficiato di prestazioni i cui costi sono stati integralmente sostenuti da Gi Group, che ha provveduto da subito e regolarmente alla retribuzione dei lavoratori, comprensiva di straordinari, al termine della missione».