CRISI

Carraro Poggiofiorito, allarme dei sindacati: «sito industriale a rischio?»

L’azienda taglia lo stabilimento di Gorizia. Incertezza sulla sede abruzzese

Redazione PdN

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Carraro Poggiofiorito, allarme dei sindacati: «sito industriale a rischio?»




POGGIOFIORITO. Le segreterie di Fiom e Fim Chieti allarmati per il futuro della Carraro di Poggiofiorito.
L’azienda produce componentistica per i mezzi agricoli, principalmente ingranaggi e differenziali.
Nei giorni scorsi, a Campodarsego (Padova), si è svolto un incontro per definire un percorso che possa consentire all’azienda che conta siti produttivi in Italia, Est Europa ed Asia, di rientrare con l’esposizione bancaria. Infatti, la Carraro, è fortemente indebitata ed si rende necessario ridurre i livelli di indebitamento.
In occasione dell’incontro, svoltosi tre giorni fa, l’azienda ha annunciato la volontà di chiudere il sito produttivo di Gorizia e non ha chiarito il ruolo industriale del sito di Poggiofiorito.
E questo per i sindacati equivale ad un vero e proprio grido d’allarme. «A preoccuparci», spiegano Davide Labbrozzi e Primiano Biscotti, «oltre alla chiusura della sede friulana è la totale assenza di un’idea industriale per gli altri siti. Non vorremmo che l’Azienda decida di sfogliare la margherita, “inizio con Gorizia e poi, metto le mani al resto dell’impianto industriale”».
Per queste il sindacato pretende l’avvio di una discussione complessiva riguardante tutto il gruppo e per il momento ha proclamato quattro ore di sciopero che coinvolgerà tutte le fabbriche presenti in Italia.

«Le lavoratrici ed i lavoratori di Poggiofiorito», assicurano Labbrozzi e Biscotti, «daranno, come sempre, il loro contributo con la consapevolezza che nei prossimi giorni sarà necessario lottare duramente per impedire che devastanti piani sociali, che noi consideriamo possibili, possano lasciare senza lavoro tanta gente che, tra l’altro, tanto ha dato nel corso di questi anni. Lunedì sarà una impostante giornata di lotta, l’occasione per mandare un messaggio durissimo alla Direzione Carraro: “i posti di lavoro non si toccano e lotteremo duramente per rafforzare tutti i siti presenti nel panorama Carraro”».
La società, nata nel 1932 e si dedica inizialmente alla produzione di seminatrici per l’agricoltura destinate ad un mercato interregionale. A partire dagli anni ’50 è entrata nel mercato dei trattori agricoli, con la produzione nel 1958 del primo trattore con il marchio “Tre Cavallini”.
Nel 1985Carraro diventa leader mondiale di mercato, con oltre 100.000 assali venduti.
Gli anni ’90 rappresentano il periodo di svolta per il Gruppo, che avvia il proprio processo di internazionalizzazione con la creazione di numerose filiali commerciali in diversi Paesi nel mondo. Il 27 dicembre 1995 la holding Carraro SpA si quota alla Borsa Italiana.
Nel 1998 viene posata la prima pietra dello stabilimento di Carraro India Ltd. a Pune, e nel corso di questi anni il Gruppo sigla ulteriori accordi che lo portano a stabilire nuovi insediamenti produttivi in Polonia, Stati Uniti, Argentina e Germania.
Oggi sono 8 gli stabilimenti produttivi nel mondo, situati rispettivamente in Italia (4), Germania, Argentina, India e Cina.