SANITA'

Reparto Nefrologia e Dialisi Giulianova: «mancano infermieri, si rischia il blocco totale»

La denuncia della Cgil che chiede l’intervento del prefetto

Redazione PdN

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Reparto Nefrologia e Dialisi Giulianova: «mancano infermieri, si rischia il blocco totale»




GIULIANOVA. Il segretario provinciale Cgil, Amedeo Marcattili, ha scritto al prefetto di Teramo e al direttore generale della Asl per denunciare la grave carenza di personale infermieristico nel reparto nefrologia e dialisi dell’ospedale di Giulianova.
«Il personale infermieristico è insufficiente per poter garantire le ferie estive ed eventuali malattie, con il rischio di non poter effettuare alcune prestazioni ai pazienti per mancanza di personale», denuncia Marcattili. Sono attualmente in servizio per i pazienti in trattamento con emodialisi 8 infermieri.
Uno di questi ha vinto il concorso per mobilità alla Asl di Chieti, sua città di origine, ed è in attesa di essere chiamato. Per i pazienti in trattamento con dialisi peritoneale, per il day hospital e per gli ambulatori di nefrologia e di ipertensione arteriosa sono in servizio 2 infermieri che effettuano da soli i turni di pronta disponibilità. L’infermiere in servizio ad Atri effettua invece tre giorni di servizio settimanali nel reparto di Giulianova ma non garantisce la pronta disponibilità. Senza contare che negli ultimi due anni se ne sono andati 4 infermieri (1 pensionamento, 2 trasferimenti e un licenziamento volontario) e nessuno di essi è stato trasferito.
«E’ già accaduto e accadrà ancora», scrive il direttore della Uoc di Nefrologia Giancarlo Mariangeli in una lettera del 13 aprile scorso indirizzata alla Asl teramana, «di chiudere l’ambulatorio e l’attività di dialisi nel pomeriggio per mancanza fisica di personale. Ugualmente è accaduto che singoli infermieri sono stati costretti ad effettuare due turni consecutivi, mattina e pomeriggio per sopperire alla improvvisa assenza dei colleghi».
Ma secondo il direttore sarebbe a rischio anche la regolare effettuazione delle attività di emodialisi che, in caso di ulteriori assenze di personale, porterà al dirottamento dei pazienti verso gli altri centri di dialisi della Asl, Atri e Teramo, o verso la unità dialitica di Villa Rosa.
«Da questa situazione deriva, nel complesso», sottolinea Marcattili, «una condizione lavorativa di costante stress psico-fisico, accentuata dalla responsabilità e delicatezza delle mansioni svolte, compito che i dipendenti, nonostante i gravi disagi, continuano ad espletare garantendo il massimo della professionalità ed abnegazione».
A tutt’oggi nessuna risposta è arrivata dalla Direzione della Asl, e il sindacato chiede al prefetto di convocare una tavolo di confronto per affrontare la problematica e trovare soluzioni «che vedano il rispetto dei diritti sia dei lavoratori che dei cittadini utenti».