L'INCHIESTA

Sagre: inchiesta procura Teramo, acquisiti atti Comuni e Asl

Quindici realtà locali nel mirino della procura

Redazione PdN

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Teramo (F. Sergio Scacchia)

TERAMO. Scatta l'inchiesta sulle sagre no limits.
La procura di Teramo ha aperto un fascicolo per accertare presunte responsabilità in merito al rilascio delle autorizzazioni per sagre e mercatini.
Sarebbero una quindicina le realta' teramane finite sotto la lente del pm Davide Rosati che sta lavorando sul caso da diversi mesi, precisamente dalla scorsa estate, da quando le categorie sindacali della ristorazione hanno presentato esposti a magistratura ed Asl di Teramo per le sagre di durata superiore a sette giorni.
I carabinieri del Nas di Pescara, su delega della procura, hanno acquisito nei mesi passati sia la documentazione depositata presso gli uffici del Servizio igiene e della Nutrizione della Asl che gli atti di pertinenza dei Comuni.
Dunque e' la regolarita' amministrativa che si vuole accertare, dietro cui potrebbe celarsi una qualche responsabilita' penale.
L'inchiesta prende spunto dalla denuncia dei ristoratori che lamentano durata eccessiva delle sagre in violazione alla legge regionale, mancata osservanza delle regole in materia igienico-sanitaria e questioni fiscali.

Secondo alcuni commercianti ci sarebbe stato un abuso di questa tipologia di manifestazione che sarebbero, secondo molte associazioni di categoria, un modo decisivo per aggravare ancor di più, le già esauste casse dei ristoratori.
Già nel 2013 a Controguerra, Piero Fioretti, Consigliere comunale di opposizione, presentò un esposto alla Magistratura, circa i giorni di svolgimento della sagra paesana. Una normativa prevede che la durata sia di sette giorni al massimo, ma a Controguerra i manifesti indicano nove i giorni di durata dell’evento gastronomico.
E sempre nel 2013 i commercianti di Alba Adriatica avevano chiesto lo stop delle sagre in alta stagione. Gli eventi, infatti, avevano denunciato, avrebbero snaturato negli anni il servizio di ristorazione «svilendo, non poco, il ruolo dei professionisti del settore».
«Le associazioni che organizzano le sagre fungono da parassiti del settore – sostenevano i comitati. Occupano importanti aree pubbliche, spesso in zone strategiche della cittadina e con capacita' ricettive impensabili per normali attivita' di ristorazione; si accaparrano una consistente fetta del mercato e scompaiono subito dopo non appena si esaurisce il boom della stagione turistica, senza aver valorizzato il paese, ne' le attivita' che anzi vengono penalizzate. Tutto questo e' intollerabile tanto piu' quando viene avallato dall'amministrazione comunale che palesemente, anziche' tutelare la categoria, sponsorizza un danno a nostro detrimento».