CONCORSI E AFFINI

Concorso Asl annullato: «presidente commissione ha giudicato la fidanzata del figlio»

Una candidata esclusa impugna i documenti al Tar

Redazione PdN

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Concorso Asl annullato: «presidente commissione ha giudicato la fidanzata del figlio»




LANCIANO. «Quel concorso va annullato perché una delle candidate (arrivata quarta) è la fidanzata del figlio del presidente della commissione e un altro candidato, arrivato primo, lavorava nello stesso studio medico del presidente.
Il Tar di Pescara nei giorni scorsi ha accolto un ricorso e annullato gli atti di un concorso pubblico delal Asl Chieti-Lanciano-Vasto per titoli ed esami per la copertura di due posti di collaboratore professionale sanitario – ortottista, così come richiesto da una delle partecipanti alla selezione che non ha superato la prova scritta.
I documenti sono stati impugnati da Giada D'Andreamatteo difesa dagli avvocati Luca Presutti e Carlo Costantini. La donna in sostanza ha chiesto l’annullamento dell’intera procedura concorsuale a causa della illegittima - a suo dire - composizione della commissione.
Inoltre ha richiesto la ripetizione della prova scritta in quanto durante lo svolgimento della prova i partecipanti al concorso avrebbero comunicato tra di loro ed anche con l’esterno tramite cellulari.
Ma se sul primo punto i giudici gli hanno dato ragione, sul secondo, invece, non sarebbero state fornite sufficienti prove.

IL LEGAME SENTIMENTALE
Nel ricorso presentato al Tar, D’Andreamatteo ha svelato che il presidente della Commissione giudicatrice, Domenico Pellegrini, avrebbe dovuto astenersi dal giudicare gli esaminandi in quanto la candidata Erika Mattarocchia, classificata al quarto posto, è fidanzata da cinque anni con suo figlio, Francesco Pellegrini.
Inoltre il candidato Alessandro Palmarini, classificato al primo posto, operava professionalmente presso lo studio privato di Pellegrini a Francavilla al Mare.
La ricorrente ha prodotto in giudizio delle foto che ritraggono la concorrente con il figlio del presidente della commissione mentre si è semplicemente limitata ad affermare, «in quanto atto notorio», l’esistenza di rapporti professionali tra Palmarini e Pellegrini.

La Asl si è costituita in giudizio così come i due candidati e tutti hanno difeso la legittimità degli atti impugnati.
Sulla relazione sentimentale nessuna smentita da parte delle persone chiamate in causa ma piuttosto un tentativo di ridimensionare la faccenda. Mattarocchia si è difesa sostenendo che il rapporto non era rilevante, ed era azzardato sostenere che fosse anche “commensale abituale” con il dottor Domenico Pellegrini o che lo stesso l’avesse mai conosciuta.
Inoltre si è affermato che non vi era prova certa della convivenza o della stabilità del rapporto, «uniche circostanza che avrebbe potuto, in ipotesi, avere rilievo in questa sede».
Palmarini, invece, ha spiegato di aver «usufruito del supporto logistico di diversi studi medici … per le visite dei suoi pazienti», «senza alcun rapporto di collaborazione professionale, né di dipendenza contrattuale, ma con contratto autonomo con il paziente sia di carattere sanitario, che di fatturazione economica», per cui non avrebbe potuto «assolutamente definirsi né amico, né collaboratore del dottor Pellegrini». In definitiva, si è escluso che vi fosse mai stato un rapporto professionale.
I due in pratica non hanno nella sostanza contestato l’esistenza dei fatti dedotti nel ricorso (la relazione sentimentale e la collaborazione professionale), ma si sono limitati a dedurre che tali circostanze di fatto erano sfornite di prove.

«FATTI PROVATI»
Ma secondo la Corte, possono «ragionevolmente ritenersi provati» i fatti «che via stata una relazione sentimentale tra il figlio del presidente della commissione di concorso ed una candidata» e «che un candidato aveva svolto la propria attività lavorativa presso lo studio privato dello stesso presidente».
Dunque a questo punto la domanda a cui rispondere è: il presidente della Commissione doveva astenersi dal far parte della commissione di concorso?
«Nel caso di specie», scrivono i giudici, «il presidente aveva dei rapporti con due candidati che per un verso avrebbe dovuto segnalare al direttore generale dell’Azienda e per altro verso gli avrebbero imposto di non presiedere la commissione di concorso, in ragione dell’esistenza di un “sospetto”, da ritenersi consistente, di violazione dei principi di imparzialità, di trasparenza e di parità di trattamento».

«L’esistenza, infatti», insistono i giudici, «di un rapporto sentimentale tra una candidata ed il proprio figlio e l’esistenza di un rapporto di natura professionale con altro candidato (sia pur di natura autonomo) che si svolgeva presso lo studio “privato” del sanitario in questione facevano certamente sorgere il “sospetto” in ordine alla “trasparenza, obiettività e terzietà di giudizio” ed imponevano di certo al presidente della commissione di astenersi dall’incarico. La violazione di tale obbligo costituisce, ad avviso del Collegio, l’illegittimità a ragione lamentata con il ricorso».
Per questo i giudici hanno deciso di annullare l’atto di nomina della Commissione giudicatrice e tutte le operazioni svolte da tale commissione, nonché l’atto di esclusione della ricorrente dal concorso e l’atto deliberativo finale di approvazione degli atti del concorso.

«TRACCE COPIATE»
La ricorrente aveva poi contestato la violazione del principio della segretezza delle tracce d’esame, in quanto l’argomento estratto (“aprasia di Cogan”) era particolarmente specifico e solo Mattarocchia e Palmarini avevano avuto il punteggio massimo (30/30). Da qui la supposizione che i due avessero saputo in anticipo i quesiti.
Ma questo punto è stato ritenuto dai giudici inammissibile per «difetto di interesse» e non è stato esaminato nel merito dato che la candidata esclusa «dall’eventuale accoglimento di tale censura non potrebbe trarre alcuna utilità».

Alessandra Lotti