RICORRENZE

Michetti, per i 106 anni della nascita Pescara riscopre la statua di Grazia la Marinara

L’opera sarà spostata al centro del Consiglio comunale

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2810

Michetti, per i 106 anni della nascita Pescara riscopre la statua di Grazia la Marinara

Il ponte del mare di Vicentino Michetti

PESCARA. Oggi in occasione del 106° anniversario della nascita di Vicentino Michetti, il presidente Blasioli sposta Grazia la Marinara al centro del Consiglio comunale, apponendo una targa ed illuminando la statua.

Vicentino Michetti è un artista, nativo di Calascio, che vive nella sua città di adozione: Pescara, la stessa sorte che hanno vissuto altri nostri illustri concittadini. Nacque il 16 febbraio del 1909 e così, in occasione del 106 anniversario Blasioli ha voluto fare un piccolo gesto che mira a ridare il giusto rilievo a questo artista, peraltro così prodigo nel donare le sue opere alla sua amata città.
«Sposteremo la statua di "Grazia Masciarelli" (la marinara), scultura realizzata nel 1958», spiega il presidente del Consiglio, «al centro della sala del Consiglio comunale e la doteremo di una targa che ricordi chi fosse e chi l'ha realizzata. E' un piccolo gesto, considerato che inizialmente Grazia La marinara era destinata a trovare allocazione al posto della Nave di Cascella e poi, ancora, in uno spazio nella piazzetta della Madonnina al porto ma che in realtà si trovava in posizione nascosta in un angolo buio dell'aula consiliare di Pescara».
Pescara e Castellamare Adriatico, ora riunite sotto una sola bandiera, hanno visto passare grandi artisti, nel senso più ampio ed eclettico della parola: scrittori, pittori, scultori, inventori.
«E Vicentino Michetti ne incarna perfettamente lo spirito», ricorda Blasioli. «Potremmo definirlo un immigrato, come tanti altri dei primi del 1900, che dall'entroterra aquilano, con la sua famiglia, si trasferiva a Pescara. 

Il padre Don Pasquale, come il nonno Mastrantonio, sono capomastri, ed anche lui segue inizialmente le orme del padre. Ma dentro sgorga prepotente la passione per il disegno e poi per la scultura. Unica fonte di ispirazione: la propria famiglia. In Comune, proprio nella stanza del Presidente del Consiglio Comunale, risiede l'unico quadro che il Michetti ha realizzato, nel quale rappresentava suo padre e sua madre, come un impressionista in erba».
«Perché è questo che contraddistingue questo artista», continua Blasioli, «l'innata capacità di creare opere d'arte senza alcuna base o conoscenza in campo artistico; potremmo dire che l'arte scorreva spontanea nelle sue vene. E così inizia a trattenere sulla carta il volto di sua figlia, quasi a volerselo imprimere nella mente, per poi riprodurlo tridimensionalmente con la scultura».
Vicentino Michetti venne definito dal Circeo, come colui che "ha fatto parlare un mondo che non sa parlare, vale a dire il mondo della prima infanzia". Molte delle sue opere, infatti, raffigurano le sue figlie, la loro crescita: dal sonno nella culla ai primi passi. Il pianto, la gioia, la curiosità.
«Neanche i tragici e difficili episodi che hanno segnato la sua vita durante la seconda guerra mondiale, come la permanenza in un campo di concentramento, hanno scalfito questo suo istinto, perché per lui l'arte era quello: puro istinto», sottolinea Blasioli. «E Pescara, ormai unificata, si trasformava assieme a lui. Subiva le stesse ferite di guerra, ma questo non le impediva di rinascere anche grazie proprio alle opere di Vicentino, forse per uno scambio di amorosi sensi. Michetti, nell'arco della sua vita, ci regalò tra le tante sue opere: l'obelisco di 67 metri ispirato alla vita ed alle opere di D'Annunzio; l'Elefante di Piazza della Rinascita; "Grazia la marinara" e tante altre che, tuttavia, sono state lasciate abbandonate, quasi tutte prive anche solo di una targa che ne ricordi l'autore».

"GRAZIA MASCIARELLI" DETTA LA MARINARA
Michetti ha racchiuso la pescaresità in una statua bronzea rappresentante uno dei personaggi più singolari e conosciuti degli anni del dopo guerra qual era Grazia Masciarelli, detta la marinara.
«Un personaggio assai singolare», sottolinea Blasioli, «per la sua ambiguità sessuale, ma anche per la sue eccentricità. Una donna forte più di molti uomini, con un tuppetto ben curato ed una leggera barbetta, che gestiva uno dei primi stabilimenti balneari della nuova Pescara – Il Saturno - totalmente da sola; una donna che, dopo aver portato in secca da sola la sua barca a remi, si fumava il suo bel sigaro con lo sguardo perso verso il tramonto, proprio come nell'opera che abbiamo ora ricollocato al centro dell'aula consiliare, dove la troviamo seduta su una gomena, a guardare l'orizzonte. Una donna di mare, che però è possente come un lupo di mare, che gode del rispetto di tutti perché non è solo forte ma anche spiritosa. Vi sono diversi aneddoti su di lei, nei quali non manca mai di stupire con il suo modo di fare, come quando, ci racconta Bosco nel suo «Accadeva a Pescara», sfidò tre lottatori di lotta greco romana battendoli tutti, tanto che l'ultimo, per cercare di sfuggire all'assalto cercò, invano, di fingere una costipazione».

LA STELE DANNUNZIANA
La stele dannunziana, progettata e costruita da Vicentino Michetti nel 1963, si trova all'interno della pineta dannunziana, sulla riva sud del fiume Pescara, affianco al teatro all'aperto dedicato sempre al vate D'Annunzio. Le due opere architettoniche furono, infatti, realizzate per ricordare il centenario della nascita dello scrittore. La stele è un'opera in cemento armato, alta 67 metri ed istoriata di bassorilievi che il Michetti ha realizzato ispirandosi alla vita ed alle opere di Gabriele D'Annunzio.

IL PONTE
Michetti fu il primo a pensare al collegamento tra le due sponde del fiume Pescara, abbozzando un Ponte proprio all'altezza della foce, antesignano del "Ponte del Mare". Il progetto prevedeva un ponte totalmente carrabile che, nel pensiero di Vicentino Michetti, doveva partire dalla Madonnina e collegarsi con la riva a sud, oltre l'area del mercato ortofrutticolo, con la parte più arcuata posta proprio all'altezza della foce del fiume Pescara. «Il suo era un progetto futuristico», sottolinea Blasioli. «Dovremo attendere il 2009 per poter ammirare un ponte sul mare, anche se solo ciclopedonale, attestando la capacità di Vicentino Michetti, di vedere oltre il suo tempo».