LA PROTESTA

Lanciano, la gestione del cimitero affidata alle Farmacie Anxanum, dubbi dell’Anifa

«Politica è sicura di non rovinare una società sana?»

Redazione PdN

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Lanciano, la gestione del cimitero affidata alle Farmacie Anxanum, dubbi dell’Anifa
LANCIANO. La gestione del cimitero di Lanciano sarà affidata alle Farmacie Intercomunali Anxanum.
Se ne discuterà oggi nel corso del Consiglio Comunale con un ordine del giorno nel quale è prevista la modifica dello statuto sociale, la riduzione del capitale sociale della società pubblica partecipata al 98% dal Comune di Lanciano e all’1% dai Comuni di Atessa e Guardiadrele, e l’ affidamento in house alla società pubblica.
L'operazione sarebbe necessaria per eludere i vincoli del patto di stabilità in modo da sbloccare i lavori al nuovo cimitero e liberare risorse per altri interventi in città.
La nuova municipalizzata assumerà quindi l'onere della gestione del cimitero, secondo fonti del Comune, senza variazioni nè di uomini né di modalità rispetto alla vecchia gestione diretta comunale.

L'Anifa di Lanciano, associazione nazionale imprese funebri artigiane, mostra però delle perplessità e si chiede se sia sicuro che l'affidamento in house garantirà la necessaria trasparenza nella gestione dei servizi ai cittadini.
Dopo aver letto il bilancio 2013 i dubbi sono aumentati: «notizie di stampa hanno più volte rilanciato il grande risultato del 2013 dove l'utile è raddoppiato, ci siamo chiesti perchè è raddoppiato? I politici locali hanno enfatizzato l'eliminazione della figura del direttore e del relativo costo, dal bilancio si evince che la spesa per il personale è scesa di circa 32.000 euro; gli ammortamenti sono scesi di circa 37.000 euro, i ricavi sono aumentati più proporzionalmente dei costi e allora come mai l'utile è solo di 49.210 euro? Alla voce costi per il godimento beni di terzi salta all'occhio una differenza significativa del valore rispetto al 2012 di ben 92.380 euro, questa voce del bilancio presenta diverse singolarità».

«Nella stampa del Bilancio al 31/12/2013», continua l’associazione, «è indicato per il costo di godimento di beni di terzi il valore di 119.428 euro rispetto al valore del 2012 di 27.048 euro. Nella nota integrativa dello stesso bilancio 2013 per la stessa voce è indicato il valore di 119.428 euro per il 2013 e di 116.133 euro per il 2012. Nella nota integrativa non si fa alcun cenno al maggior valore in bilancio. A nostro avviso il bilancio non è redatto con chiarezza e molto probabilmente non è veritiero e corretto, nella nota integrativa si inseriscono dati a casaccio, la relazione al bilancio parla di canoni maturati dagli enti locali soci per l'affidamento delle farmacie, ma nel 2012, 2011, 2010 di questi canoni non vi è traccia. Il bilancio 2012 riporta i valori di 27.048 euro alla voce costi per il godimento di beni di terzi, pertanto l'importo di 116.133 euro da dove esce? Il collegio sindacale lo ha letto il bilancio o ha fatto un copia incolla fantasioso? Siamo sicuri che l'interesse dei cittadini sia tutelato? Siamo sicuri di non rovinare una società sana per una mera speculazione politica, come già qualcuno ipotizza in città?»