LA DENUNCIA

Raccolta differenziata flop a Montesilvano, M5S presenta esposto alla Corte dei Conti

«I cittadini stanno pagando un'addizionale del 20% al tributo di conferimento in discarica»

Redazione PdN

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Raccolta differenziata flop a Montesilvano, M5S presenta esposto alla Corte dei Conti


MONTESILVANO. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Montesilvano, Manuel Anelli, Gabriele Straccini e Paola Ballarini, ha depositato un esposto alla Corte dei Conti de L’Aquila.
La richiesta dei 5 stelle alla Procura Regionale è quella di valutare se le politiche adottate dal Comune in tema di rifiuti siano state o meno aderenti al dettato normativo ed in particolare siano state idonee da un lato a consentire un efficiente sistema di gestione e dall’altro ad evitare che la collettività fosse esposta ad aggravi ingiustificati di costi. «La nostra denuncia va proprio in questa direzione», spiega Anelli, «è giunto il momento che chi non ha fatto ciò che doveva essere fatto, venga inchiodato alle sue responsabilità davanti alla cittadinanza tutta».
E nel mirino finisce la raccolta differenziata, mai decollata in città.
La Regione Abruzzo con la legge 45 del 2007 e l'articolo 205 del dlgs n. 152 del 2006 ribadiva che in ogni Comune dovesse essere assicurata una raccolta differenziata pari ad almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012. A Montesilvano è stato fatto? No.

L'articolo 205, inoltre, per penalizzare il conferimento in discarica è stata introdotta un'addizionale del 20% per il non raggiungimento di tale obiettivo.
«Montesilvano», hanno spiega in conferenza stampa Anelli, Straccini e Ballarini, «dai dati rilevati da delibera regionale, alla data del 31/12/2012 ha raggiunto il 10,31%, disattendendo ogni normativa. E non che negli anni precedenti fosse andata meglio. Questo vuol dire che a causa di questo atteggiamento irresponsabile i cittadini di Montesilvano stanno pagando un'addizionale del 20% al tributo di conferimento in discarica. Non possiamo continuare a far finta di niente e che nessuno sia responsabile di tale situazione. La regola è: meno conferisco in discarica, perchè consideri il rifiuto una risorsa rinnovabile, meno cara sarà la bolletta. Qui vi è un presunto danno erariale per l’ente che ora pagano i cittadini ma che dovrebbero pagare chi non ha permesso di effettuare una differenziata porta a porta, in linea con le normative comunitarie e regionali».

Per il Movimento 5 Stelle competeva ai sindaci e agli assessori in carica nei periodi di riferimento attivarsi per assicurare il raggiungimento degli obbiettivi legislativamente previsti e sanzionati.
«Facciamo inoltre osservare», hanno spiegato ancora i tre consiglieri comunali, «che riconoscendo al rifiuto il nome di risorsa rinnovabile e stipulando le opportune convenzioni (a costo zero per l'amministrazione) con i consorzi nazionali riconosciuti, entrerebbero nelle casse comunali, soldi da riutilizzare per la città. A questo punto possiamo veramente porci una domanda: ma se compito delle amministrazioni comunale è quello di promuovere l'incremento della raccolta differenziata e, nonostante la stessa contravvenga alle normative vigenti, perché, se la responsabilità è sua, devono pagare i cittadini?».

 IL COMUNE:«RACCOLTA DIFFERENZIATA OGGI E’ AL 25%»
Qualcosa si muove. Secondo gli ultimi dati forniti proprio oggi dal OCmune di Montesilvano si evince un «miglioramento progressivo».
Mettendo a confronto le percentuali del mese di ottobre con quelli di febbraio 2014, mese nel quale è entrato in vigore l’attuale contratto del Comune di Montesilvano con la Tradeco, ditta responsabile della gestione dei rifiuti, emergono dei valori positivi.
Se nel mese di febbraio il 90,21% sul totale era costituito dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani (RSU) e solo il 9,79% era rappresentato dalla raccolta differenziata, nel mese di ottobre, la raccolta dei rifiuti solidi urbani diminuisce e giunge al 75,70% circa e aumenta quello della raccolta differenziata che giunge al 24,29%.
Tale percentuale –sempe secondo i dati forniti dalla giunta Maragno- risulta infatti costituita dalla raccolta dell’organico che si attesta sui 128.670 kg (dato non esistente a febbraio, quando verosimilmente non erano ancora stati ancora collocati i cassonetti), da quella di plastica, alluminio e vetro che si attesta su 66.380 kg e da quella delle cartacce della quale si registra l’aumento più sensibile. A febbraio infatti, la quantità della raccolta di tale rifiuto era ferma a 41.950 kg, mentre ad ottobre aumenta addirittura a 128.670 kg. A questa si aggiunge la raccolta del solo vetro, che arriva a circa 84.000 kg.
«Siamo consapevoli di essere lontani dalla soglia prevista dalla legge – commenta l’assessore ai Servizi Paolo Cilli – ma i dati registrati negli ultimi mesi, che rappresentano solo un primissimo punto di partenza, ci fanno ben sperare per il raggiungimento di risultati costantemente positivi».

DI MATTIA: «IL MOVIMENTO 5 STAMPELLE SCOPRE L’ACQUA CALDA»
«Non mi stupisce l’esposto alla Corte dei Conti del Movimento 5 stelle di Montesilvano», commenta oggi l’ex sindaco Di Mattia, «Può essere considerato un atto dovuto ma spinto probabilmente dalla volontà di far parlare un po’ di sè visto il trend sempre più al ribasso del movimento agli ultimi appuntamenti elettorali. Voglio sottolineare però che il tema della gestione dei rifiuti ed in generale di quello ambientale è stato il punto principale del mio mandato amministrativo. Infatti la mia  attenzione fu concentrata da subito sulla necessità di porre fine all’attività poco efficiente ed efficace dell’Ecoemme e predisporre un bando europeo  aperto al mercato, che tenesse in considerazione l’obiettivo del raggiungimento di alte percentuali di raccolta differenziata ma con costi il più possibile sostenibili. Questo perché la direttiva cardine del settore (2008/98/CE) stabilisce all’articolo 11 che la raccolta differenziata deve essere un mezzo e non il fine per ottenere il vero obiettivo sancito dalla normativa, ossia il riciclaggio dei rifiuti».
Di Mattia ricorda che il suo piano rifiuti prevedeva due fasi ed «impianti adeguati»
«Anche il sindaco di Parma», aggiunge, «di cui non so bene l’appartenenza politica, ha affermato che una impiantistica idonea è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi. Questo percorso avrebbe consentito il raggiungimento degli obiettivi e una diminuzione dei costi per i cittadini. Per concludere sul bando europeo espletato dalla mia amministrazione erano state previste anche delle penali per l’azienda che gestisce il servizio, per il mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata sancite dalla legge. Questo è un tema molto delicato che non può essere gestito con la demagogia»

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