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UdA, torna il salario accessorio. Forse

Accordo a Roma, ma servono ulteriori passaggi

Redazione PdN

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CHIETI. «La capienza del fondo per il salario accessorio c’è e quindi si può dar corso all’accordo sull’Ima del 6 febbraio 2014. Quanto alla stabilizzazione dei Cel (collaboratori esperti linguistici) ed al loro contratto di lavoro, si conferma la decisione favorevole già espressa dal CdA e si darà avvio alla trattativa entro la prima settimana di dicembre».
 Questo l’esito dell’incontro romano che secondo il comunicato ufficiale - firmato dal rettore della d’Annunzio, dal dg e dal delegato alle relazioni sindacali prof. Luigi Capasso, e dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals-Cisapuni e Cisal – dovrebbe riportare «la ripresa del clima di dialogo» all’interno dell’università. Non siamo su “scherzi a parte”, ma sulle montagne russe dell’UdA, dove a vertiginose discese (taglio improvviso degli stipendi ad agosto) si alternano picchi altrettanto elevati (torna l’Ima, magari con gli interessi). Insomma tanto rumore per nulla, almeno a leggere la comunicazione congiunta di ieri, dopo mesi di dura contrapposizione interna e di proteste del personale tecnico-amministrativo, con qualche riflesso all’interno di Senato accademico e CdA ed una lunga guerra di striscioni affissi e subito rimossi. In realtà le reazioni all’accordo che sembra raggiunto non sono state tutte entusiaste, perché i sindacalisti più accorti hanno dichiarato che abbasseranno la guardia solo a salario accessorio tornato concretamente in busta paga.
In passato infatti sull’Ima si sono registrate repentine marce indietro da parte dei vertici UdA, mentre proprio il comunicato fa cenno ad ulteriori passaggi del salario accessorio attraverso il filtro del ministero (e probabilmente anche dei revisori dei conti). Di certo c’è solo l’ammissione che il prezzo altissimo pagato dai dipendenti per i tagli subìti poteva essere evitato e che la strada della trattativa era l’unica che poteva portare ad un risultato positivo.
Con buona pace di chi – in primis il CdA – ha deciso questa linea di scontro che fino ad oggi non ha prodotto risultati di svolta, ma solo “conversioni ad U” e testacoda.

Sebastiano Calella