LA SENTENZA

'Tangenti di Serie b’. Accordi di programma a Pescara: una sola condanna per corruzione

Prescritti i reati per Aldo Primavera, condannato invece geometra del Comune

Redazione PdN

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'Tangenti di Serie b’. Accordi di programma a Pescara: una sola condanna per corruzione




PESCARA. Era l’ultima maxi inchiesta ancora arenata in primo grado e che attendeva una sentenza. Si tratta della maxi inchiesta aperta nel 2006 sugli accordi di programma messi in piedi dalla consiliatura di Luciano D’Alfonso con i costruttori.
Fu questa la prima inchiesta “importante” che coinvolse l’ex sindaco di Pescara -oggi governatore- e l’ultima a chiudersi. Inizialmente l’inchiesta fu affidata al pm Aldo Aceto poi passata al pool formato dai magistrati Mennini, Di Florio, Bellelli e poi ancora al pm Gennaro Varone che nel frattempo indagava con l’inchiesta Housework.
La maxi inchiesta sugli accordi di programma non ha avuto una migliore sorte delle altre: dei venti indagati (tra cui D’Alfonso, Dezio, alcuni dirigenti e consiglieri comunali e tantissimi costruttori) vennero prosciolti tutti in fase preliminare e nemmeno rinviati a giudizio. Al processo sono arrivati, invece, solo l’imprenditore Aldo Primavera ed il geometra Paolo Marotta.
Ieri la sentenza di questa piccola parte di inchiesta rimasta in piedi. Il collegio giudicante presieduto da Antonella Di Carlo ha sostanzialmente ritenute provate e valide le accuse portate in aula dal pm Gennaro Varone e rimaste in piedi ai capi “G” e “H” ma ha dovuto rilevare l’intervenuta prescrizione per l’imprenditore Aldo Primavera ed ha condannato ad 8 mesi il geometra del Comune di Pescara ad 8 mesi per corruzione.

ALDO PRIMAVERA: CORRUZIONE PRESCRITTA
Aldo Primavera era accusato di avere offerto nel 2006 al consigliere comunale Fausto Di Nisio la somma di denaro di 30.000 euro (ovvero, in alternativa, un appartamento a prezzo di costo) al fine di ottenere il suo voto favorevole sulle questioni che lo riguardavano (accordo di programma di via Scarfoglio) e, dunque, per il compimento di un atto contrario ai doveri di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. La dazione fu solo promessa e Di Nisio denunciò ma l’inchiesta accertò anche altre dazioni non specificate.
Per i capi poi caduti in fase preliminare le indagini accertarono che Primavera era «ostaggio di un sindaco che lo teneva sulla corda: pretendendo, nel mostrandosi sempre in procinto di dare; senza mai concedere, ma prospettando sempre possibilità future»
Rimangono agli atti del processo -ormai terminato con la sola condanna di ieri- una serie di documenti e intercettazioni che testimoniano comunque dazioni di molto denaro (come ebbe a lamentarsi lo stesso Primavera in una intercettazione). Modalità e importi delle dazioni, però, non sono mai state accertate se si escludono 4.000 euro di contributo dichiarato alla Margherita in data 11 novembre 2003; computer e televisori che venivano distribuiti nelle sedi di partito ed in sede di ente pubblico non meglio indicato in epoca non accertata, subito dopo le elezioni del giugno 2003; la disponibilità gratuita di un immobile utilizzato quale sede di partito, (mediante consegna delle relative chiavi a Guido Dezio, braccio destro del sindaco, tra il 2003 ed il 22 giugno 2007, quando le chiavi venivano restituite alla polizia di Stato da Paolini Fabrizio su indicazione di Guido Dezio, che le sequestrava).

LA CORRUZIONE DEL GEOMETRA
Paolo Marotta, geometra del Comune di Pescara, è stato condannato ad 8 mesi per «corruzione impropria susseguente», per avere «designato per l’istruzione di pratiche che interessavano il costruttore Aldo Primavera, ripetutamente accettato denaro da quest’ultimo quale retribuzione degli atti di ufficio compiuti».
Marotta in favore di Aldo Primavera aveva istruito il fascicolo edilizio n. 232/2004, nel quale era rilasciata concessione edilizia n. 259/2004 il 12 luglio 2004; era stato responsabile del procedimento sulla richiesta di variante al permesso di costruire 259/2004 depositata il 15 dicembre 2004, sulla quale era rilasciato il permesso di scaturire in data 29.1.2007.
E’ stato accertato poi che Aldo Primavera pagò a Marotta in data 14 luglio 2004 euro 1500 in contanti; in data 29.1.2007 euro 1000 in contanti; in data 27 febbraio 2007 euro 500 in contanti.