LA PROTESTA

Sindacati: «troppi disagi per i corsi sulla sicurezza fatti fuori sede»

Asl Chieti: obbligo di andare da Vasto a Lanciano e a proprie spese

Redazione PdN

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Sindacati: «troppi disagi per i corsi sulla sicurezza fatti fuori sede»
CHIETI. «Alla Asl di Chieti i Corsi di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sono obbligatori, ma lo sarebbe altrettanto il buon senso da parte della direzione aziendale nell’organizzare questi corsi nelle sedi di lavoro e non in sedi lontane da raggiungere a proprie spese e fuori dall’orario di lavoro  – denunciano Emanuele Lattanzio, Nursing Up in Rsu e Sergio Zinni, segretario generale Cgil – Costringere chi lavora a Vasto a raggiungere l’ospedale di Lanciano, non è il massimo dell’efficienza e della progettualità di chi ha deciso così e non sa che questa formazione si può fare anche a distanza, basta far viaggiare il dvd e non i lavoratori».
 In effetti fin dall’inizio di questi corsi Lattanzio ha contestato l’urgenza «di una formazione obbligatoria da concludere in un lasso di tempo cosi breve, visto che l’obbligo c’era dal 2009 ed in tutti questi anni la Asl non ha provveduto. Invece di costringerci ad andare a Lanciano – aveva segnalato - si può fare il corso a Vasto senza arrecare danno economico e disagio ai lavoratori ed ai pazienti».

 La risposta del manager Asl Francesco Zavattaro è stata che dovendo formare 4000 dipendenti in 30 giorni, era inevitabile concentrare il corso nelle sede dotate di impianti per la videoconferenza: «in una situazione meno “compressa”, si sarebbe tenuto nel giusto conto il disagio di quanti dovranno spostarsi dalla propria sede di lavoro per seguire gli incontri di formazione. Ma oggi la Asl non era e non è nella condizione di limitare i disagi per la trasferta. Quindi non c’è nessuna scarsa considerazione dei lavoratori di Vasto che sono nel cuore della Direzione».
 Non è proprio così. Rispondono Lattanzio e Zinni: «a Vasto esistono locali che eviterebbero di “comprimere” i dipendenti nelle aule piccole e inadatte di Lanciano e comunque sono ci sono stati 6 anni di “sonno”, salvo risvegliarsi all’improvviso creando disagi evitabili».
 Ma sotto accusa non sembra tanto il manager, quanto le decisioni dei suoi dirigenti che creano problemi a ripetizione invece di risolverli (come imporrebbe il buon senso e qualche premio di produttività forse immeritato).

«Sono rimasto sorpreso  della risposta del manager – continua Zinni - invocare una situazione meno “compressa” per individuare soluzioni, non lo esime dal provvedere subito a dotare anche il presidio di Vasto, ed altri che ne sono sprovvisti, di una sala idonea per consentirne l’uso già dal mese prossimo. Non so se il manager è cosciente del disagio provocato ai lavoratori dell’Ospedale San Pio e delle strutture territoriali del Vastese in termini di tempo e di spese. Ho provato a fare i conti: il viaggio Vasto-Lanciano andata e ritorno significa  90 Km di tragitto; 1 ora e 42 minuti di tempo; € 20,18 di spesa (fonte viamichelin.it) senza contare i rischi che vengono dai pericoli della strada. Il Decreto del 2008, lo stesso che impone i corsi, assegna al datore di lavoro il compito di ridurre i rischi e non di aumentarli. La frase poetica sul “cuore” invece di alleggerire la dichiarazione del manager fa pensare al cuore della direzione, quindi rappresenta un luogo (e non un sentimento) che si trova a Chieti e riproduce la medesima distanza geografica da Vasto e dalle altre periferie».

Sebastiano Calella