LA SENTENZA

Appalto sicurezza stradale, Tar condanna la Regione: «al Comune Vasto spettava il finanziamento»

L’ente comunale ha vinto il ricorso

Redazione PdN

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Appalto sicurezza stradale, Tar condanna la Regione: «al Comune Vasto spettava il finanziamento»

VASTO. La Regione Abruzzo ha ingiustamente escluso il Comune di Vasto dai finanziamenti per la messa in sicurezza delle strade urbane adottando un comportamento «illogico» e «contraddittorio».
A stabilirlo nei giorni scorsi i giudici del Tar, sezione prima, al quale l’amministrazione comunale si era rivolta nei mesi scorsi. A maggio era arrivato l’ok alla sospensiva da parte dei giudici amministrativi che adesso hanno deciso nel merito, dando ragione al Comune, condannando pure la regione al pagamento di 5 mila euro.
La vicenda risale al febbraio del 2013 quando l’ente ha partecipato ad un bando regionale che predisponeva il finanziamento per la realizzazione di interventi del Piano nazionale della sicurezza stradale. All'esito della valutazione da parte della Regione Abruzzo, la domanda del Comune di Vasto si è collocata al quarto posto della graduatoria finale (con un punteggio di 3,90), senza tuttavia ottenere alcun finanziamento.
Sono stati però finanziati progetti che avevano conseguito punteggi più bassi collocati al quinto, sesto e settimo posto della graduatoria.
Il Comune di Vasto ha presentato ricorso avverso la decisione della Giunta, ritenendo illegittimi gli atti assunti dalla Regione.

Come detto a maggio il Tar ha accolto l'istanza di sospensiva degli atti impugnati, rimarcando la contraddittorietà del comportamento complessivamente tenuto dall'amministrazione regionale, che da un lato aveva incluso nella graduatoria la domanda del Comune mentre per altro verso ne aveva escluso il co-finanziamento.
Dopo quella pronuncia di sospensiva, inoltre, la commissione di gara si era riunita nuovamente decretando ancora una volta, e mettendolo a verbale, che al Comune non spettasse alcun finanziamento in quanto il progetto presentato era ‘fuori tema’ o meglio «non rispondeva all’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale attraverso la previsione di apposite misure dirette alla riduzione di incidenti stradali, ma era più attinente ad un’opera di urbanizzazione e di manutenzione straordinaria».
Il Comune ha dunque impugnato anche questo nuovo verbale ritenendolo illegittimo
I giudici amministrativi gli hanno dato ragione su tutta la linea ritenendo i ricorsi (riuniti in un unico procedimento) «fondati».

«Il punteggio complessivo di 3,90 punti conseguito dal Comune di Vasto», fanno notare i giudici nella sentenza, «costituiva la risultante della formula matematica e quindi della previa valutazione di tutti i criteri e sub criteri di valutazione, ivi compreso quello della coerenza della proposta con l’obiettivo del miglioramento della sicurezza stradale».
« Ciò trova conferma», si legge ancora, «dall’esame del prospetto 3, parte prima e parte seconda dal quale emerge che la Commissione, prima di attribuire al Comune di Vasto il punteggio finale, ha valutato tutti i criteri, ivi compreso il criterio della coerenza della proposta alla sicurezza stradale, attribuendo per tale ultimo criterio un punteggio per ciascuno dei sub criteri. Una volta valutate le proposte ed attribuiti i punteggi alla luce dei criteri e sub criteri stabiliti, l’Amministrazione formulava la graduatoria e collocava il Comune di Vasto al quarto posto. Dunque l’Amministrazione era vincolata ad assegnare il finanziamento anche al Comune di Vasto».
«Si rivela pertanto illegittimo per contraddittorietà, oltre che per irragionevolezza e violazione delle sopra indicate disposizioni della lex specialis», continuano i giudici, «l’operato della Regione» perché «una volta attribuiti i punteggi e stilata la graduatoria, la proposta del Comune, anche sotto il profilo della coerenza del piano agli obiettivi di sicurezza stradale, doveva ritenersi già vagliata positivamente».

Secondo i giudici non può essere accettata la difesa della Regione, secondo la quale l’inserimento in graduatoria non avrebbe dato diritto a conseguire il finanziamento, ma costituiva “semplicemente l’elencazione dei vari Comuni che avevano presentato un progetto per il cofinanziamento…”, perché la finanziabilità del progetto avrebbe dovuto essere oggetto di una discrezionale valutazione della Commissione.
«La illogicità e contraddittorietà dell’operato della Regione è tanto più evidente se solo di considera che l’Amministrazione ha attribuito il finanziamento a Comuni collocati in graduatoria in posizione deteriore e con un punteggio inferiore rispetto a quello del ricorrente».

Alessandra Lotti