SANITA'

Asl Chieti: «pochi infermieri ad Oncologia? Arrangiatevi»

Salgono le prestazioni, ma diminuisce il personale

Redazione PdN

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Asl Chieti: «pochi infermieri ad Oncologia? Arrangiatevi»


CHIETI. All’Oncologia dell’ospedale di Chieti mancano infermieri e personale di supporto. Ma alla richiesta di integrazione delle unità lavorative, il Saps (servizio aziendale professioni sanitarie) risponde freddamente che al momento (un momento che dura da anni e che rischia di durare ancora un bel pò di tempo) «non è possibile inviare rinforzi, visto che la Asl non può assumere».
 Insomma: arrangiatevi. Al massimo «coordinatevi bene con l’Oncologia di Ortona: dopo la riorganizzazione degli ospedali al fine di ottimizzare le risorse e gestirle in forma integrata, siete ormai un’unica struttura con un solo coordinatore ed un solo centro di responsabilità».
Sembrerebbe una soluzione intelligente, se non fosse che il reparto di Ortona attualmente ha solo due infermieri in servizio (che lavorano su un turno 7,30-15,30) e non si vede come potrebbe prestarne qualcuno a Chieti. Una soluzione di questo tipo potrebbe al massimo essere applicata al reparto di Lanciano, dove operano 7 infermieri (su un turno 7,30-17,30) rispetto ai 5 di Chieti (3 nel turno di mattina, 2 nel pomeriggio), ma al direttore del Saps - che è di Lanciano - non è venuto in mente.
E così Oncologia del SS. Annunziata continuerà ad essere in crisi, perché mentre aumentano le richieste di prestazioni, per vari motivi (pensionamento con turnover vietato, malattia, trasferimenti) il personale diminuisce, ma non viene ricostituito. Quello che sorprende in questo rifiuto ad una richiesta di aiuto è l’indifferenza con cui tutti i burocrati che dirigono le Unità operative trattano materiale esplosivo come l’assistenza ai malati (in questo caso oncologici). Burocrati che  - tra l’altro - vengono pagati per questo loro ruolo dirigenziale, con tanto di premio per gli “obiettivi raggiunti.” 

E’ vero che la mancata deroga alle assunzioni non dipende né dai burocrati né dal manager né dal commissario, ma dalle restrizioni imposte per il Piano di rientro dai debiti, però da parte di chi dirige l’organizzazione del lavoro non guasterebbe una maggiore “partecipazione” ai problemi di chi lavora in corsia ed a quelli dei malati. Eppure solo pochi mesi fa, a maggio, fu lo stesso Saps a «modificare il profilo orario degli infermieri all’Oncologia di Chieti, visto l’incremento delle attività assistenziali».
 Invece oggi la richiesta di altro personale viene respinta, senza nemmeno valutare il numero di queste prestazioni. A quanto se ne sa, a Chieti (5 infermieri) ogni giorno in media ci sono 40 pazienti, a Lanciano (7 infermieri) si fanno circa 20 prestazioni, ad Ortona (2 infermieri) se ne fanno 10. Ma tutto resta come prima, salvo l’impegno generico del Saps di provvedere «quando si sbloccheranno le assunzioni».
 E’ questa la sanità che non piace: nascondersi dietro i paletti del commissariamento ed usarli come alibi per un’assistenza sanitaria scaricata sulle spalle di chi si trova in trincea, come gli infermieri che operano nei reparti e negli ambulatori.

Sebastiano Calella