SANITA'

Centro emodinamica Avezzano, Benedetti: «l’autorizzazione sarebbe un inutile doppione»

La replica dell'Asl: «nessuno spreco»

Redazione PdN

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Centro emodinamica Avezzano, Benedetti: «l’autorizzazione sarebbe un inutile doppione»

L’AQUILA. Il direttore generale della Asl L’Aquila-Avezzano-Sulmona Giancarlo Silveri sarebbe in procinto di autorizzare l’attività del centro di Emodinamica all’ospedale di Avezzano 24 ore su 24, come centro di riferimento della provincia.
«La scelta appare quanto mai improvvida ai fini dell’efficienza del sistema sanitario», contesta Il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti . «I dati dimostrano infatti l’assoluta inutilità di tenere aperti due centri ventiquattrore su ventiquattro nella medesima provincia, dal momento che, inevitabilmente, si finirebbe per poter potenziare solo uno dei due facendo morire l’altro, cosa che, a fronte delle risorse investite, costituirebbe uno sperpero che la nostra sanità davvero non può permettersi. E, del resto, le linee guida ministeriali prevedono un centro di riferimento ogni 300mila abitanti. Inoltre i dati dimostrano che solo con un certo volume di attività si garantisce un adeguato livello di qualità».

La normativa, peraltro, prevede che vi siano quattro medici per ogni centro, all’Aquila ce ne sono due e, dunque, si è già sotto organico.
«E la direzione Asl che fa?», protesta Benedetti. «Anziché potenziare il personale di quello già esistente, chiaramente in affanno, programma l’assunzione di un altro emodinamista ad Avezzano, con il risultato di avere comunque due centri con un organico inadeguato. Non vi è nessuna necessità neanche dal punto di vista assistenziale, dal momento che le linee guida prevedono che un paziente con infarto miocardico debba essere sottoposto ad angioplastica entro 90 minuti dal primo contatto medico. Visto che tra L’Aquila e Avezzano vi è una distanza che si percorre in mezz’ora davvero non si capisce quale sia la motivazione della scelta. Una scelta che avrebbe la sola conseguenza di depotenziare un centro di eccellenza, presente nel nostro nosocomio da oltre dieci anni, con prestazione d’avanguardia e un’esperienza nel settore che altri centri non potrebbero eguagliare e garantire. La politica della distribuzione, irrazionale, inefficiente e dispendiosa, dei servizi sanitari, allo scopo di accontentare i campanilismi e gratificare una parte dell’elettorato, ha provocato danni incommensurabili al nostro sistema sanitario, rischiando di mandarlo in rovina e condannando i cittadini a farne le spese due volte, ossia sia in termini di aumento dei costi che di perdita di servizi erogati».

«È ora di farla finita», insiste Benedetti. La salute dei cittadini quale diritto inalienabile deve tornare al primo posto nelle politiche in campo sanitario. La città, e la politica cittadina, non resteranno a guardare rispetto a qualsivoglia tentativo di penalizzare il suo ospedale e i suoi centri di eccellenza.

«MA QUALI SPRECHI»
«Con una spesa modesta ad Avezzano verrà potenziata Emodinamica, che dispone già di moderne attrezzature e parte del personale, assicurando tempestività su malattie come l’infarto in un territorio di montagna dai collegamenti difficili», replica la direzione aziendale Asl 1 Abruzzo.
«Al presidio marsicano», dichiara la direzione Asl 1, «Emodinamica, che può contare peraltro su  macchinari all’altezza, è da tempo una realtà tanto che l’attività si è svolta fino allo scorso anno quando, dopo la rinuncia all’incarico da parte dell’emodinamista esperto, l’azienda fu costretta a sospendere il servizio e a riavviare le procedure per formare il personale esistente. Per l’attivazione H 24 (cioè 24 ore su 24) di Emodinamica ad Avezzano sarà sufficiente una spesa modesta, necessaria per la formazione di un altro operatore, il cardiologo-emodinamista. In questo modo, impiegando poche risorse, avremo un servizio di qualità e - unitamente all’analoga, efficiente attività svolta all’ospedale di L’Aquila – assicureremo maggiore sicurezza  agli utenti su tutta la provincia»
«Provincia che, è il caso di ricordarlo a chi forse non la conosce molto bene», aggiungono i vertici Asl, «ha un territorio che è quasi la metà di quello regionale ed è collocata tutta in montagna; pertanto, i tempi di percorrenza, legati alla necessità di assicurare tempestivamente interventi su malattie come l’infarto, non sono certo brevi e i collegamenti, per converso, spesso assai difficoltosi».
«Pertanto, soprattutto su servizi relativi a patologie della specie, l’Azienda è impegnata a rafforzare l’attività e non certo a ridimensionarla. E’ peraltro singolare che, di fronte alle ricorrenti accuse di gestione della sanità ispirate solo a logica ragionieristica e non all’effettivo bisogno dell’utente”, prosegue la Direzione Asl 1, “si intraprendano guerre di campanile su un’attività, in questo caso ad Avezzano, che a costi molto contenuti offrirà un servizio anch’esso di alta qualità e contribuirà a salvare delle vite. Né doppioni né sprechi, dunque, ma risposte concrete all’utente su problematiche cruciali e non differibili».