RIFIUTI E CONSENSI

Inchiesta rifiuti nel Teramano, Pd: «tutto denunciato pubblicamente da due anni»

Dodici le persone indagate

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3303

Inchiesta rifiuti nel Teramano, Pd: «tutto denunciato pubblicamente da due anni»


ROSETO. «Da tempo avevamo denunciato una gestione a dir poco imprecisa e quantomeno dubbia».
Il Partito Democratico di Roseto è certo: i dubbi sulla gestione dei rifiuti in città erano stati già esplicitati in pubblico ben prima dell’inchiesta della magistratura che oggi oltre al comune rosetano coinvolge anche Silvi e Giulianova.
Nei giorni scorsi la Procura di Teramo ha iscritto nel registro degli indagati 12 persone e si sta scavando sui rapporti delle tre amministrazioni con la ditta Diodoro Ecologia di Roseto.
I pm Sciarretta e De Feis, tra l’altro, hanno contestato l’eccessivo e ingiustificato ricorso alle ordinanze di affidamento diretto del servizio con la finalità di turbare il regolare svolgimento della gara.
Le accuse sono di turbata libertà degli incanti e, a dirigenti e amministratori, viene contestato anche l’abuso d’ufficio. Gli indagati sono l’ex sindaco di Mosciano, Orazio Di Marcello, il sindaco di Roseto, Enio Pavone, il dirigente del settore urbanistica del Comune di Roseto, Lorenzo Patacchini, il dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova, Maria Angela Mastropietro, l’imprenditore, Stefano Di Filippo, l’ex vice sindaco di Silvi, Enrico Marini, i due funzionari del Comune di Silvi, Carlo Durante e Nazareno Ferrante.
Ercole Diodoro, legale rappresentante della Diodoro e i tre collaboratori Alessandro Di Marzio, Agostino Di Febo, Gianluca Ferreo.
Sotto la lente degli investigatori sono finiti i presunti reati «commessi in occasione di procedimenti amministrativi gestiti e definiti» in seno alle tre amministrazioni comunali.
«In particolare sembrerebbero emergere plurime condotte fraudolente poste in essere da organi di vertice e da dirigenti amministrativi dei suddetti enti locali al fine di favorire l’impresa Diodoro Ecologia srl nell’aggiudicazione delle relative gare d’appalto», come è stato scritto nel decreto di perquisizione.
Secondo le ipotesi investigative un ruolo determinante lo avrebbe giocato la Diodoro ecologia«che del resto ha visto accrescere di molto negli ultimi anni il proprio volume di affari proprio a seguito di recenti aggiudicazioni ad importanti appalti indetti da numerosi Comuni anche non abruzzesi»

CONDANNA DEL CONSIGLIO DI STATO
Oggi il Pd ricorda comunque che al Comune di Roseto è stato già acclarato da una sentenza definitiva del Consiglio di Stato, come la procedura del primo affidamento avvenuta a giugno del 2011 fosse stata errata, profondamente compromessa da alcuni atti e comportamenti posti in essere a tal punto da essere ritenuta lesiva per i partecipanti non aggiudicatari risarciti con un importo di 60.000 € circa, comprensiva di spese legali.
Questo affidamento illegale, come contestato dalla Procura, si sarebbe ripetuto fino a pochi mesi fa quando è stata finalmente conclusa la procedura di gara per l’affidamento definitivo del servizio; gara, vinta dalla società che per più di tre anni si è vista rinnovare l’affidamento di un servizio affidato la prima volta in maniera non corretta.
Nel mezzo il Prefetto ha sollecitato più volte il sindaco Pavone ad evitare il ricorso eccessivo alle ordinanze non ottemperando ai limiti temporali imposti dalla legge.

TUTTO DENUNCIATO PUBBLICAMENTE
E sempre il Partito Democratico ricorda che nel febbraio 2013 «una interrogazione consiliare del nostro gruppo poneva dubbi sulla gestione dei rifiuti. A giugno avevamo presentato in Consiglio Comunale una risoluzione d’urgenza con la quale, dopo due anni dalla prima ordinanza, chiedeva alla Giunta di bandire al più presto la gara per l’affidamento del servizio visto che la deliberazione di giunta n.5 con il bando di gara allegato era stata approvata in data 22 gennaio 2013. Una giunta e una maggioranza che, anche in quel frangente, si dimostrarono sorde e con comportamenti al limite del sospetto, tanto che la risoluzione non fu ammessa a discussione ma la gara fu a quel punto inevitabilmente bandita alcuni giorni dopo». A fine giugno 2013 si presentò un’altra interrogazione «che la maggioranza però impiegò ben tre mesi per portare in Consiglio», sottolineano i consiglieri.
Ad ottobre 2013, viene presentato dal gruppo consiliare del Partito Democratico alla Procura Generale presso la Corte dei Conti un esposto riepilogativo per chiedere l’eventuale danno erariale causato all’Ente dalle decisioni dell’amministrazione Pavone.
«Meriterebbe poi un’enciclopedia», sottolineano i consiglieri comunali, «il tentativo di riassumere l’ultimo anno e i passaggi della procedura di gara ad evidenza europea per l’affidamento del servizio: bando emesso sei mesi dopo la delibera di giunta, tardive convocazioni della commissione di valutazione, ritardi nella richiesta agli ordini professionali per la nomina dei componenti tecnici, mesi passati in attesa di espletare i vari passaggi con buchi temporali impressionanti».